Milano sud-est, il nuovo asse direzionale: Santa Giulia e lo Spark business district

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Milano Santa Giulia
Milano Santa Giulia

Nel mercato uffici di Milano il prodotto di qualità è scarso: la vacancy complessiva si attesta intorno al 9,15%, quella del grado A al 3,2% (fonte: IPI, Q1 2026). È questo squilibrio, più del ciclo dei canoni, a spiegare perché una quota crescente di domanda corporate stia guardando ai distretti direzionali di nuova generazione del quadrante sud-est della città.

In sintesi

  • Il take-up di Milano nel 2025 è stato di circa 390.000 mq, in crescita di circa il 4% sul 2024 e sopra la media 2012-2025 (fonte: Engel & Völkers / idealista, 2026). Il primo trimestre 2026 ha aggiunto circa 65.000 mq, più circa 4.000 mq di sublocazioni (fonte: JLL, 2026).
  • La vacancy media resta intorno al 9%, quella del grado A al 3,2%: la scarsità è concentrata esattamente dove si concentra la domanda (fonte: IPI, Q1 2026).
  • Il grado A rappresenta circa il 75-80% dell’assorbimento (dato 2025), e circa il 40-50% del take-up si concentra in Centro e CBD.
  • Il differenziale di canone tra CBD e periferia direzionale supera i 450 €/mq/anno: circa 800 €/mq/anno nel CBD Duomo contro circa 300 €/mq/anno a MIND (fonte: IPI, Q1 2026).
  • Il prime net yield sul CBD è intorno al 4,15% (fonte: IPI, 2026). Nei distretti in sviluppo la redditività attesa è più alta, con un profilo di rischio legato ai tempi di consegna e alla velocità di riempimento.

Cosa dicono i numeri del mercato uffici di Milano

Il mercato uffici milanese nel 2026 è solido e selettivo. Il take-up 2025 di circa 390.000 mq colloca la città sopra la propria media di lungo periodo, con una domanda guidata da servizi professionali, banking & finance, IT e manifatturiero (fonte: Engel & Völkers / idealista, 2026).

Il dato interessante non è il volume: è la sua composizione. Il prodotto grado A, ovvero l’immobile direzionale di fascia più alta per qualità costruttiva, impiantistica, efficienza e dotazioni, assorbe circa il 75-80% del take-up. Il grado edilizio è una classificazione internazionale di qualità dell’immobile e va tenuto distinto sia dalla categoria catastale A/10, che indica la destinazione d’uso fiscale, sia dalla classe energetica risultante dall’APE. Sono tre parametri diversi che agiscono su decisioni diverse.

A fronte di questa concentrazione della domanda, lo stock disponibile di grado A è intorno al 3,2% (fonte: IPI, Q1 2026). Chi cerca 2.000 mq contigui, certificati e ben collegati nel CBD trova poche alternative reali, e le trova a canoni prime intorno agli 800 €/mq/anno nel Duomo e 780 €/mq/anno a Porta Nuova (fonte: IPI, Q1 2026).

Perché la scarsità di grado A sposta la domanda fuori dal CBD

Da qui la conseguenza operativa. Un’azienda che ha bisogno di spazio contiguo, moderno e certificabile ha tre strade: attendere una consegna futura nel CBD, accettare un prodotto di grado inferiore in posizione centrale, oppure trovare il grado A dove il grado A si sta costruendo, cioè nei distretti direzionali di nuova formazione.

Il differenziale economico di questa terza strada è consistente. Nella tassonomia dei submarket milanesi, la periferia direzionale (Bicocca, MIND Innovation District, Santa Giulia) presenta canoni nella fascia bassa: circa 360 €/mq/anno a Bicocca e circa 300 €/mq/anno a MIND, contro i circa 400 €/mq/anno di Porta Romana e i circa 500 €/mq/anno di CityLife (fonte: IPI, Q1 2026).

Canoni prime per submarket, Q1 2026

SubmarketCanone prime (€/mq/anno)Profilo
CBD Duomocirca 800Central Business District, vacancy prime minima
CBD Porta Nuovacirca 780Torri direzionali, sedi corporate
Centrocirca 620Edifici storici riqualificati
CityLifecirca 500Semicentro in consolidamento qualitativo
Porta Romanacirca 400Rigenerazione, canoni in crescita
Bicoccacirca 360Distretto tematico, tagli ampi
MIND Innovation Districtcirca 300Distretto dell’innovazione, canoni accessibili
Hinterlandcirca 260Spazi grandi, domanda meno intensa

Fonte: IPI, Q1 2026. Il canone prime specifico di Santa Giulia va verificato con l’ultimo rilevamento IPI/JLL prima della pubblicazione: la fascia di riferimento del submarket è 300-400 €/mq/anno.

Su un fabbisogno di 3.000 mq, la differenza tra un canone CBD e un canone di distretto direzionale vale oltre un milione di euro di canone annuo. È una cifra che riapre la discussione su dove collocare una sede, e che spiega perché il quadrante sud-est di Milano sia diventato rilevante per l’analisi di mercato e non solo per l’urbanistica.

Santa Giulia e Spark: che tipo di prodotto direzionale è

Il quadrante sud-est concentra due sviluppi con logiche complementari.

Milano Santa Giulia è una rigenerazione urbana a scala di quartiere, con una componente direzionale significativa, servizi, residenziale e infrastruttura di trasporto già in esercizio. Il profilo del distretto, la sua composizione di aziende e la struttura dell’offerta di uffici sono ricostruiti nell’analisi di ufficimilano.com su Santa Giulia come nuovo distretto direzionale di Milano.

Dentro questo perimetro, Spark Business District è la componente specificamente direzionale: un polo di edifici uso ufficio con dotazioni e servizi progettati per utenze corporate. Composizione degli edifici, superfici e servizi sono dettagliati nella scheda su Spark Business District Milano.

Il punto che accomuna i due sviluppi è l’accessibilità. Nel mercato milanese esiste una correlazione forte tra prossimità al trasporto pubblico su ferro e canone: gli immobili entro circa 300 metri da una fermata registrano i valori più alti e attraggono la domanda più qualificata (fonte: idealista / Engel & Völkers, 2026). Il quadrante è servito dalla stazione di Rogoredo, nodo del passante ferroviario e della M3, che riduce sensibilmente il gap di accessibilità rispetto al semicentro. Il perimetro completo del submarket, con le vie e gli immobili uso ufficio censiti, è consultabile nella pagina di zona Corvetto, Rogoredo, Vigentino.

Spark business district

Cosa cambia per chi investe e per chi possiede l’immobile

Per l’investitore. Il prime net yield del CBD intorno al 4,15% (fonte: IPI, 2026) fotografa un mercato core compresso. I distretti direzionali in sviluppo offrono un profilo diverso: rendimento atteso più alto a fronte di un rischio di lease-up, cioè di velocità e certezza del riempimento, che nel CBD è quasi assente. La variabile decisiva non è il canone di listino, è il tempo che intercorre tra consegna e stabilizzazione del reddito.

Per il landlord. In un mercato dove il grado A è al 3,2% di vacancy e il grado inferiore fatica, la leva non è il ribasso del canone. È il salto di grado: riqualificazione impiantistica, certificazione ambientale, efficienza della pianta. Un immobile che passa da grado B a grado A cambia il bacino di conduttori a cui può rivolgersi.

Per l’azienda conduttrice. Il confronto va fatto sul costo per postazione operativa, non sul canone per metro quadro. Un immobile a 300 €/mq/anno con una pianta inefficiente può costare per postazione più di un immobile a 500 €/mq/anno ben configurato. È lo stesso ragionamento che regola la scelta tra un edificio storico riqualificato in centro e una torre di nuova costruzione: il caso della Torre Allianz a CityLife illustra bene quanto la configurazione dei piani incida sul valore d’uso.

Le tre variabili da verificare prima di entrare in un distretto in sviluppo

VariabileCosa verificarePerché conta
Stato di avanzamentoPermessi, cantieri in corso, date di consegna contrattualizzateDetermina quando il reddito diventa effettivo
Massa critica di serviziRistorazione, retail, presidi sanitari, trasporto già in esercizioUn distretto senza servizi allunga i tempi di lease-up
Profondità della domanda localeAziende già insediate, settori rappresentati, dimensione media dei tagliIndica se esiste un mercato di sostituzione in caso di uscita del conduttore

Domande frequenti

I dati non lo indicano. Circa il 40-50% del take-up resta concentrato in Centro e CBD (dato 2025). I distretti intercettano una domanda diversa: tagli ampi, contigui, con esigenze di flessibilità e sensibilità al costo per postazione.

Dipende dal profilo dell’azienda. Il differenziale supera i 450 €/mq/anno tra CBD Duomo e MIND (fonte: IPI, Q1 2026), quindi la compensazione economica esiste. Il costo da valutare è quello di accessibilità per i dipendenti e per i clienti.

Con tre parametri distinti: grado edilizio (qualità complessiva), categoria catastale (destinazione d’uso fiscale, A/10 per gli uffici), classe energetica da APE. Vanno letti insieme e mai confusi tra loro.

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