Tornare sui propri passi

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Per i mercati delle obbligazioni societarie Investment Grade, la volatilità ha avuto vita breve. Vista la rapidità con cui gli spread hanno recuperato, a livello di indici, dove potranno trovare opportunità di valore gli investitori?

Fondamentali

La recente volatilità dei mercati è stata determinata prevalentemente dalle incertezze che circondano le elezioni statunitensi e dalle diffuse preoccupazioni riguardanti l’impatto che l’aumento dei contagi da Covid-19 produrrà in diverse regioni. Tuttavia, considerate le circostanze, le società Investment Grade mostrano fondamentali relativamente solidi. Nonostante il palese aumento dell’indebitamento, le emissioni nette non crescono allo stesso ritmo di quelle lorde: con le recenti emissioni le società hanno fatto incetta di tanta liquidità che hanno finora trattenuto senza utilizzarla per attività sgradite agli obbligazionisti, quali le operazioni di M&A. Anche sul fronte dell’abbassamento dei rating la situazione è abbastanza positiva: da maggio l’aumento del numero dei fallen angel si è fermato e la percentuale cumulativa del mercato declassato a High Yield nel 2020 (meno del 3%) è molto inferiore alle attese iniziali degli analisti. Le agenzie di rating si dicono disposte ad accordare agli emittenti con outlook negativo 12-24 mesi per far tornare a crescere il loro EBITDA e migliorare i propri bilanci.

Valutazioni quantitative

I recenti ribassi degli attivi di rischio hanno offerto solo un’opportunità fugace per acquistare obbligazioni Investment Grade a livelli leggermente più convenienti. Tra il 16 e il 25 settembre, gli spread sono saliti di 10 punti base, all’1,39%, ma da allora si sono riportati sui valori di marzo scorso. Di conseguenza, le valutazioni sono sotto pressione a livello settoriale, soprattutto se paragonate a quelle dei mercati High Yield. Tuttavia, nell’universo Investment Grade continuiamo a scorgere opportunità: quando corretti per la forma della curva dei rendimenti e la volatilità dei tassi, gli spread in determinati settori sembrano ancora ampi in termini relativi. Ad esempio, i titoli ibridi con uno spread corretto per le opzioni di 255 punti base (pb) continuano a mantenersi a 80 pb sopra i loro minimi annuali, essendosi contratti meno (circa il 65%) dell’indice più ampio. (Tutti i dati sono aggiornati al 7 ottobre 2020.)

Fattori tecnici

Vista la domanda di alta qualità, le obbligazioni con rendimenti positivi continuano a essere più forti che mai, sostenendo il mercato. Gli acquirenti esteri, i cui mercati nazionali offrono rendimenti negativi, vengono attratti dalle emissioni societarie statunitensi Investment Grade; i programmi delle Banche Centrali continuano a fornire un forte slancio malgrado un calo degli acquisti da parte della Banca Centrale Europea; e, in generale, la propensione al rischio sembra recuperare rapidamente terreno dopo gli aumenti di volatilità generalizzata. I segmenti del mercato del credito a beta più elevato vivono una condizione di domanda vigorosa, come segnalano le numerosissime richieste di sottoscrizioni per recenti operazioni di obbligazioni subordinate (dove grossi volumi di emissioni sono stati ben assorbiti).

Cosa significa per gli investitori obbligazionari?

Probabilmente le incertezze permarranno fino alla notte delle elezioni, e forse oltre, con i mercati intenti a valutare quali saranno le implicazioni per la politica fiscale nei prossimi mesi. È proprio il clima di incertezza, insieme alle notizie sul virus e sulla disponibilità di un vaccino, a rappresentare il principale rischio generale per i mercati nel loro insieme. Tuttavia, il contesto tecnico solido come non mai fa sì che al momento la volatilità sia di breve durata. Ci aspettiamo quindi che gli spread delle obbligazioni societarie Investment Grade restino ristretti nel medio termine, rendendo difficile l’investimento basato sugli indici. Tuttavia, per gli investitori attivi potrebbe essere una strategia remunerativa guardare oltre settori molto richiesti, a beta elevato e a valutazioni convenienti (titoli Additional Tier 1 e titoli ibridi).