Tre lezioni che abbiamo imparato in un anno turbolento per i mercati emergenti

-

Nei mercati finanziari un anno non è generalmente considerato un periodo lungo. Tuttavia, come disse Lenin “ci sono dei decenni in cui non accade nulla. E poi delle settimane in cui accadono decenni”. Abbiamo la sensazione che gli ultimi 12 mesi rientrino in quest’ultima categoria. In particolare, in quanto investitori Value nei mercati emergenti, sono tre le lezioni che abbiamo imparato nell’ultimo anno.

1. La convinzione è fondamentale

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Per noi gestori è fondamentale credere in quello che facciamo e nel motivo per cui lo facciamo. Un anno fa, avevamo difficoltà a trovare idee di investimento in America Latina. Il Messico e il Cile sono tra i Paesi più sviluppati dell’indice MSCI Emerging Markets (EM). Hanno fondi pensione locali molto solidi che fungono da acquirenti di ultima istanza, offrendo una soglia minima alle valutazioni, il che rende questi mercati strutturalmente costosi. Il Brasile invece aveva registrato performance molto solide, offrendo poco spazio per cercare nuove opportunità Value.

Avevamo individuato solo tre titoli che rientravano nei nostri criteri, un numero molto basso visto che sono oltre 100 le azioni dell’America Latina che compongono l’indice MSCI EM. Non eravamo a nostro agio ma lo saremmo stati ancora meno allentando i nostri criteri rigorosi.

Tuttavia, i mercati emergenti non sono mai fermi e le sorti di Cile e Brasile stavano per cambiare. In Brasile il Presidente Bolsonaro ordinò la rimozione del CEO di Petrobras, la società petrolifera statale, sostituendolo con un militare senza alcuna esperienza né di gestione né nel settore oil&gas. Tale mossa ha contribuito al crollo del 10% dell’azionario brasiliano nel mese di febbraio 2021, mettendo in evidenza l’importanza della nostra disciplina sulle valutazioni.

Non perdere le notizie che contano

Le notizie piu' importanti di finanza, economia e mercati, dritte nella tua inbox.

Offerte imperdibili dai partner di lamiafinanza

I sell-off aprono nuove opportunità. Abbiamo così analizzato un numero maggiore di azioni brasiliane, seguendo il nostro processo usuale. Tuttavia, il rapporto rischio/ricompensa di queste opportunità non ci ha convinto, ma il nostro lavoro sta continuando. Nel caso si presentasse un nuovo movimento al ribasso nel mercato brasiliano, saremo in grado di muoverci velocemente.

2. Essere pronti ai cambiamenti politici improvvisi

Nel corso del 2021 il Cile ha attraversato una delle fasi politiche più turbolente degli ultimi decenni. Le elezioni per l’Assemblea Costituente hanno portato alla selezione di parlamentari molto diversi rispetto alle aspettative del mercato e improvvisamente si è materializzata la prospettiva di un cambiamento costituzionale importante.

Il Cile viene classificato come Paese sviluppato – e non emergente – da alcuni provider di indici, tuttavia in quella fase si è trovato ad affrontare un’incertezza che nessuno si aspettava, e l’indice locale è crollato del 12% in pochi giorni. Tale situazione ha aperto a una serie di opportunità per noi, con alcune aziende di alta qualità che rientravano nei nostri criteri.

3. Il principale rischio potrebbe non essere quello che pensi

La disciplina in merito alle valutazioni non è una panacea contro gli errori, per esempio quando si parla di aziende statali, un tema molto dibattuto quando si investe nei mercati emergenti.

Molti investitori sono dell’idea che quando un’azienda non può controllare il proprio destino diventa non investibile. Sfortunatamente, abbiamo visto cosa succede quando tale rischio si materializza.

L’azienda in questione aveva valutazioni attraenti e un bilancio molto solido, ma era controllata al 73% dallo stato cinese. Pur consapevoli del rischio, ritenevamo che il peggio che potesse succedere fosse un’allocazione di capitale non efficiente. Siamo rimasti quindi completamente sbalorditi dall’ordine esecutivo del presidente Trump a novembre 2020 nel quale stabiliva che il titolo era sulla lista nera e che quindi nessun investitore statunitense poteva detenerlo. In poche parole, avevamo interpretato il rischio in modo molto ristretto.

Ciò significa che eviteremo del tutto le aziende statali? Riteniamo che un approccio “bianco o nero” non sia d’aiuto in questo caso o nei mercati emergenti in generale. Inoltre, non vogliamo giungere a conclusioni basate su un singolo esempio.

In aggiunta, negli ultimi mesi è diventato evidente che non è necessario essere controllati dallo Stato per essere assoggettati ad esso. Stiamo parlando delle questioni normative sulle aziende tech in Cina, che ricoprono un ruolo importante nella “new economy” del paese. Pur trattandosi di aziende totalmente private, lo Stato ha reso chiaro che è pronto a intervenire anche su di esse.

Concludendo, gli ultimi 12 mesi sono stati un viaggio complesso, ma imparare da queste lezioni dovrebbe permetterci di essere pronti per affrontare i prossimi 12, e oltre.

Le notizie più lette su LaMiaFinanza

#1
NEWS
Carta dedicata a te 2026, i Comuni pubblicano le liste: come sapere se si hanno i 500 euro e quando arrivano
di Caterina Chiarelli • 19 ott
#2
LMF PREVIDENZA
Pensioni 2027, l’Istat conferma l’inflazione al 4,2%: quanto aumenteranno gli assegni da gennaio
di Caterina Chiarelli • 19 ott
#3
MERCATI
Btp Valore, ultimo giorno: si compra fino alle 13, quanto rende su 10.000 euro con il classico e con l’Insieme
di Caterina Chiarelli • 22 ott
#4
NEWS
Manovra 2027, il Governo valuta il forfettario a 100mila euro. Che cosa cambia per partite iva e lavoratori
di Carolina Bergamaschi • 22 ott
#5
FINANZA
Bonus casa 2027, senza proroga la detrazione scende dal 50% al 36%: cosa conviene fare entro il 31 dicembre
di Caterina Chiarelli • 23 ott
Le altre notizie più lette
Datamoney✨ Classifica generata dalla Agentic AI (REDAZIONE AI) di Datamoney.ch