USA: un 2025 all’insegna degli eccessi?

-

Agli eccessi di fine anno fa solitamente seguito un mese di gennaio all’insegna della sobrietà, caratterizzato dai famosi buoni propositi o dalla sfida del Dry January. Eppure, dall’altra parte dell’Atlantico le cose vanno molto diversamente quest’anno. A pochi giorni dall’insediamento di Donald Trump, il 20 gennaio, diversi eccessi hanno già segnato il percorso dell’amministrazione Trump 2.0.

Sul fronte diplomatico, le affermazioni di Donald Trump su Messico, Canada e Groenlandia, e le ripetute interferenze di Elon Musk nella politica tedesca o britannica fanno ipotizzare delle relazioni più travagliate nei prossimi quattro anni tra gli alleati o i partner storici degli Stati Uniti. Ancora più preoccupante è il fatto che per lo Zio Sam la sovranità territoriale e l’autodeterminazione non siano più dei templi inviolabili. Con il tempo, questa rivoluzione potrebbe essere fonte di ispirazione per altre grandi potenze desiderose di espandere le proprie ambizioni regionali: viene naturalmente in mente la Cina con Taiwan.

Sul piano della democrazia, una minore moderazione dei social network Facebook e Instagram sta a indicare che siamo entrati nell’era della post-verità. Le porte della disinformazione, delle fake news, dei deepfakes e delle teorie cospirative sono ormai totalmente spalancate negli Stati Uniti e continueranno a minare i baluardi della democrazia.

Quanto all’aspetto economico, Elon Musk potrebbe mettere K.O. l’amministrazione statunitense. Con l’obiettivo di renderla più efficiente comprimendo la spesa pubblica, Elon Musk ambisce a ridurre il bilancio federale di una cifra compresa tra i 1.000 e i 2.000 miliardi di dollari, pari al 15-30% del bilancio attuale. Un obiettivo questo che sembra improbabile da raggiungere senza che molti dipendenti pubblici perdano il loro posto di lavoro e senza tagliare drasticamente le commesse pubbliche. Mentre le conseguenze a medio termine potrebbero essere positive per la traiettoria del deficit e del debito, simile shock sull’occupazione e sulla domanda pubblica potrebbe avere un impatto negativo sulla crescita degli Stati Uniti nel breve periodo. Da parte sua, Donald Trump continua a essere evasivo sull’entità dello spettro dei dazi che saranno introdotti poco dopo il suo insediamento.

Questi eccessi e incertezze fanno sì che i prossimi 4 anni siano difficili da comprendere a molti livelli, compreso l’andamento del mercato azionario. Tuttavia, si possono ricavare alcune indicazioni dal primo mandato di Trump: è meglio attenersi alle decisioni effettive ed evitare di prendere per oro colato i gesti plateali della futura amministrazione statunitense.

 

Le notizie più lette su LaMiaFinanza

#1
NEWS
Esenzione del bollo auto (non per tutti) e revisione dell’Irpef del 43% per il ceto medio. Giorgetti spiega le misure del governo
di Carolina Bergamaschi • 24 set
#2
NEWS
Volkswagen richiama 2,16 milioni di auto per rischio allo sterzo. Coinvolti anche modelli Audi Q3
di Carolina Bergamaschi • 25 set
#3
LMF PRIVATE MARKETS
Cinquemila commesse gestite dalla Rete America’s Cup di H2biz
di Trendiest Media Agenzia di Stampa - Partner Contributor • 23 set
#4
MERCATI
Btp Green a ruba, boom di domande per oltre 110 miliardi. Scadenza e condizioni dell’emissione
di Carolina Bergamaschi • 23 set
#5
FINANZA
Comelit respinge l’ipotesi di estromissione dei fratelli Brasi
di Michele Ficara Manganelli ✿∴♛🌿🇨🇭 • 24 set
Le altre notizie più lette
Datamoney✨ Classifica generata dalla Agentic AI (REDAZIONE AI) di Datamoney.ch
Fact Checked & Editorial Guidelines
Reviewed by: Subject Matter Experts