Il pericolo del ridimensionamento della Corporate Sustainability: il grido d’allarme di Christine Lagarde

Il pericolo del ridimensionamento della Corporate Sustainability: il grido d’allarme di Christine Lagarde

La riduzione dell’ambito di applicazione è pericolosa per la stabilità finanziaria 

Christine Lagarde, Presidente della Banca Centrale Europea, ha espresso profonda preoccupazione in una lettera indirizzata ai membri del Parlamento europeo: la proposta del pacchetto Omnibus I, che limita drasticamente la portata della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e della Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), rischia di compromettere la disponibilità di dati aziendali vitali per valutare i rischi finanziari legati al cambiamento climatico.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

In particolare, l’opzione di far ricadere gli obblighi di rendicontazione solo sulle imprese con più di 1.000 dipendenti (invece di 250) – e solo se superano specifici criteri finanziari – eliminerebbe circa l’80% delle imprese attualmente coinvolte.

Questa riduzione di ambito minerebbe la capacità dell’Eurosistema di effettuare valutazioni accurate sui rischi climatici a livello di singola impresa, indispensabili per garantire la solidità del bilancio e l’efficacia delle garanzie monetarie.

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L’infrastruttura esistente della BCE per i rischi climatici

Lagarde ha ricordato che l’Eurosistema ha già introdotto strumenti concreti per integrare i rischi ambientali nella politica monetaria:
Dal 2022, il quadro delle garanzie collaterali considera i rischi climatici attraverso aggiornamenti degli “haircuts”. Dal 2024, le banche centrali nazionali valutano la solvibilità tenendo conto dei rischi climatici. Dal 2026, entrerà in vigore il cosiddetto climate factor, che penalizzerà il valore delle garanzie provenienti da imprese non allineate con la transizione verso un’economia sostenibile.

Lagarde sottolinea che tutte queste misure si basano su dati presenti, confrontabili e affidabili e che un ridimensionamento del reporting minaccerebbe la loro operatività.

L’appello a un equilibrio responsabile

Pur riconoscendo agli Stati membri la necessità di evitare carichi eccessivi per le imprese, Lagarde esorta i legislatori europei a trovare un equilibrio tra proporzionalità e trasparenza «È fondamentale che le modifiche trovino un giusto equilibrio: da un lato garantire requisiti proporzionati per le aziende, dall’altro preservare i benefici della rendicontazione di sostenibilità per l’economia e il sistema finanziario europeo»

Cosa prevede il pacchetto Omnibus I

Il pacchetto Omnibus, proposto dalla Commissione il 26 febbraio 2025, ridurrebbe drasticamente l’ambito della CSRD: solo le imprese con oltre 1.000 dipendenti e 75 milioni di ricavi (bilancio o fatturato) resterebbero soggette agli obblighi di reporting, escludendo circa l’80% delle aziende coperte oggi. Anche la CSDDD verrebbe alleggerita: i requisiti di due diligence verrebbero limitati solo ai fornitori diretti, con una cadenza pluriennale anziché annuale, e prevedendo sospensioni più che rescissioni dei contratti con fornitori non conformi

Rischi concreti per il sistema finanziario europeo

Secondo l’analisi della BCE, un ambito ristretto di rendicontazione ridurrebbe significativamente l’accesso a dati chiave, compresi quelli sulle emissioni di gas serra. Inoltre, molte aziende che oggi forniscono informazioni, comprese alcune banche, potrebbero risultare escluse dal nuovo schema, con rischi di greenwashing o selezione volontaria dei soli dati favorevoli.

La BCE ha anche segnalato un possibile effetto “a scalino” (cliff effect): le imprese potrebbero manipolare il numero di dipendenti per evitare gli obblighi, se non fossero previste soglie intermedie e meccanismi proporzionati.

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Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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