I dati sulla fiducia in Italia sostanzialmente stabili a settembre_Commento di ING

Paolo Pizzoli, Senior Economist di ING -

Dopo un secondo trimestre ancora fortemente influenzato dall’introduzione dei nuovi dazi statunitensi, i primi dati relativi al terzo trimestre indicano un leggerissimo miglioramento, sebbene i contributi settoriali rimangano disomogenei. Gli indicatori di fiducia odierni relativi a settembre sembrano confermare questa visione.

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Il leggero miglioramento della fiducia dei consumatori nasconde l’incertezza

I consumi privati sono stati la componente più deludente della domanda nel secondo trimestre. Nonostante un’ulteriore ripresa del potere d’acquisto delle famiglie, sostenuta da un’inflazione inferiore al 2%, da un’occupazione resiliente e da una solida crescita salariale, la spesa è rimasta invariata. I dati sulla fiducia raccolti durante l’estate hanno indicato una stabilizzazione e il leggero miglioramento del sentiment registrato oggi non segna alcun cambiamento sostanziale. I consumatori sembrano meno preoccupati per gli sviluppi economici, ma ciò non ha alleviato le loro preoccupazioni per la disoccupazione futura. Ciononostante, continuano a segnalare una crescente opportunità di acquisto di beni durevoli. Non è ancora chiaro se i consumi torneranno a essere un motore di crescita nel terzo trimestre.

La stabilizzazione è la parola d’ordine nel settore manifatturiero

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La fiducia rimane stabile nel segmento manifatturiero, sostenuta da un miglioramento tra i produttori di beni intermedi e di investimento, nonostante un calo tra i produttori di beni di consumo. Gli indicatori prospettici non suggeriscono cambiamenti significativi, poiché un leggero miglioramento degli ordini è compensato dall’aumento delle scorte e dal calo della produzione prevista. Gli attuali livelli delle scorte sembrano sufficienti a soddisfare la domanda prevista, riducendo la necessità di aumentare la produzione. Il settore manifatturiero sembra essere uscito dalla fase di contrazione, anche se non si intravede ancora un chiaro percorso di ripresa.

La stabilità della fiducia nel settore delle costruzioni nasconde divergenze tra i vari componenti

Sul fronte delle costruzioni, il recente andamento sembra confermarsi: la fiducia è migliorata nel settore delle infrastrutture ed è diminuita tra i costruttori residenziali. Nulla di nuovo, poiché ciò riflette l’avvicinarsi della scadenza del 2026 per i progetti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e l’esaurirsi dell’effetto Superbonus. Il contributo finale del settore delle costruzioni alla crescita del PIL nel terzo trimestre appare al momento incerto, nonostante i segnali incoraggianti provenienti dai dati sulla produzione di costruzioni di luglio.

La fiducia nei servizi cresce lentamente

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

Il leggero miglioramento della fiducia nei servizi non offre indicazioni chiare, anche se sembra essere trainato dai servizi alle imprese. Più enigmatico è il segnale proveniente dai servizi legati al turismo, dove gli intervistati segnalano un forte calo degli ordini attuali insieme a un miglioramento degli ordini previsti. I servizi sono stati un pilastro fondamentale per sostenere l’offerta dell’economia italiana durante tutta la ripresa post-Covid. Questo sembra essere ancora il caso, anche se con segni di affaticamento.

Crescita modesta ancora in vista nel terzo trimestre

Nel complesso, i dati odierni rimangono coerenti con una ripresa economica molto modesta nel terzo trimestre. Ciò è probabilmente dovuto a un minore trascinamento delle esportazioni nette e alla continua crescita guidata dagli investimenti, con un possibile contributo minore dei consumi, che rimane incerto. Confermiamo quindi la nostra previsione di crescita annuale del PIL dello 0,5% per il 2025.

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