La Fed opta per la cautela

Christophe Morel, capo economista di Groupama AM -

La Fed ha ridotto i tassi di riferimento di 25 punti base, portandoli nella fascia 4,00%–4,25%.
Jerome Powell ha definito questa decisione come una forma di “cautela”, guidata da una logica di “risk management”.

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Un apparente paradosso. Il taglio dei tassi arriva proprio mentre lo scenario centrale della Fed su crescita e inflazione si fa più “hawkish”. Infatti, le previsioni di crescita per  il 2025 e il 2026 sono state riviste al rialzo, così come l’inflazione core attesa per il 2026. In particolare, la solidità della spesa dei consumatori statunitensi continua a rappresentare un elemento di resilienza per la Federal Reserve, con l’indicatore settimanale delle vendite al dettaglio che, a metà settembre, evidenzia un’ulteriore accelerazione.

Riorientamento della politica di reazione.

La Fed conferma un cambiamento delle sue priorità:

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  • È meno preoccupata dal rischio inflazionistico, anche perché l’aumento dei dazi doganali è stato finora assorbito dalle aziende senza un pieno trasferimento sui prezzi.
  • L’attenzione si sposta invece sul mercato del lavoro, considerato fragile: sia il tasso di disoccupazione che quello di assunzioni sono entrambi su livelli bassi. In pratica, un aumento dei licenziamenti porterebbe subito a un rialzo del tasso di disoccupazione, data l’insufficienza di nuove assunzioni . Inoltre, la domanda di lavoro è recentemente scesa al di sotto dell’offerta , una dinamica che Powell intende evitare che si accentui.

Prospettive di politica monetaria.

La Fed dovrebbe mantenere l’approccio “risk-based”, con una nuova riduzione dei tassi attesa a ottobre e, possibilmente, un ulteriore taglio a dicembre. Il dibattito interno resta molto serrato (10 voti favorevoli contro 9). Guardando oltre le prospettive macroeconomiche, l’interazione tra politica monetaria e fiscale lascia presagire ulteriori allentamenti. Per affrontare il tema della sostenibilità del debito pubblico, il Dipartimento del Tesoro mira a ridurre la durata del debito di modo che il costo del rifinanziamento dipenda maggiormente dai tassi a breve termine piuttosto che da quelli a lungo termine. Una strategia che potrà avere successo solo se la Fed continuerà a tagliare i tassi. Per questo motivo, attualmente stimiamo un tasso target al 2,75%, ovvero al di sotto delle proiezioni ufficiali della Fed per il 2027.

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