Pensioni di reversibilità, nel 2027 salgono le soglie di reddito per i tagli

La notizia in sintesi
- INPS: possibili nuovi limiti reddituali per le pensioni ai superstiti nel 2027.
- La stima considera una rivalutazione del trattamento minimo pari al 2,9%.
- Le riduzioni previste dalla legge restano fissate al 25%, 40% e 50%.
- Il valore definitivo dipenderà dal decreto del Ministero dell’Economia.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Reversibilità, limiti reddituali in aggiornamento
Le pensioni di reversibilità gestite dall’INPS potrebbero vedere modificati nel 2027 i limiti di reddito personale che determinano le riduzioni dell’assegno destinato ai superstiti. Il cambiamento dipende dalla rivalutazione prevista per il trattamento minimo, stimata al 2,9% sulla base dell’inflazione acquisita dall’ISTAT, mentre il valore ufficiale della perequazione sarà definito con decreto del Ministero dell’Economia nella seconda metà di novembre. In Italia, il minimo mensile passerebbe dai 611,85 euro del 2026 a circa 629,59 euro nel 2027.
Su tredici mensilità, l’importo annuo salirebbe da 7.954,05 a 8.184,72 euro. Poiché la normativa collega le soglie per il cumulo tra reversibilità e altri redditi del beneficiario al trattamento minimo, anche tali limiti aumenterebbero. L’effetto atteso riguarda quindi i percettori di pensioni ai superstiti che possiedono redditi personali e sono soggetti alle decurtazioni previste dalla legge.
Le soglie fissate dalla legge 335
Il punto centrale è il meccanismo previsto dalla Tabella F della legge 335 del 1995, che disciplina il cumulo della pensione ai superstiti con gli altri redditi del beneficiario. La norma individua tre fasce di riduzione dell’assegno: 25%, 40% e 50%. Il parametro usato per definire le soglie è il trattamento minimo annuo, perciò ogni variazione della pensione minima si riflette automaticamente sui limiti reddituali applicabili alla reversibilità.
La proiezione per il 2027 parte dal valore mensile del 2026, pari a 611,85 euro, e applica un incremento del 2,9%. Il risultato stimato è di circa 629,59 euro mensili, equivalenti a 8.184,72 euro su tredici mensilità. Il dato non è ancora definitivo: la percentuale di perequazione sarà formalizzata dal decreto ministeriale previsto nella seconda metà di novembre.
Per i beneficiari, l’aumento delle soglie può incidere sulla collocazione nelle fasce di cumulo e sulle eventuali trattenute. La fonte non indica gli importi puntuali dei nuovi limiti reddituali né quantifica i singoli assegni, che dipendono dalla situazione personale. Resta certo il legame normativo tra il minimo INPS e i confini oltre i quali scattano le riduzioni.
Il decreto determinerà gli importi definitivi
L’elemento decisivo sarà la conferma della rivalutazione da parte del Ministero dell’Economia. Il 2,9% costituisce, infatti, una stima basata sull’inflazione acquisita dall’ISTAT, non il coefficiente finale di perequazione. Se il valore venisse confermato, il nuovo trattamento minimo diventerebbe il riferimento per ricalcolare le soglie della Tabella F.
Per chi riceve una pensione ai superstiti insieme ad altri redditi, il dato da monitorare non sarà soltanto l’importo mensile dell’assegno, ma anche il limite annuale applicabile alla propria fascia di riduzione.
FAQ
Quanto vale il minimo stimato nel 2027?
La stima indica circa 629,59 euro mensili nel 2027, rispetto ai 611,85 euro mensili previsti per il 2026.
Quale rivalutazione è stata considerata?
L’incremento ipotizzato è del 2,9%, calcolato sull’inflazione acquisita dall’ISTAT, in attesa della definizione ufficiale della perequazione.
Quanto sarebbe il minimo annuo?
L’importo stimato su tredici mensilità raggiunge 8.184,72 euro annui, contro i 7.954,05 euro annui del 2026.
Quali riduzioni prevede la normativa?
La Tabella F della legge 335 del 1995 stabilisce riduzioni della reversibilità pari al 25%, 40% oppure 50%.
Quali fonti sono state utilizzate?
Le informazioni derivano da una verifica redazionale con supervisione umana su fonti stampa ufficiali e qualificate, comprese Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate con analisi accurata.
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