Pensioni di reversibilità, nel 2027 cambiano gli importi: a chi spetta l’aumento. Nuove soglie

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La rivalutazione delle pensioni legata all’inflazione del 2026 è destinata a modificare, dall’inizio del prossimo anno, anche gli importi delle pensioni di reversibilità. Il valore definitivo della perequazione sarà stabilito entro la fine di novembre da un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze e avrà effetti a partire dal trattamento minimo.

Reversibilità e pensione indiretta: le differenze

Il trattamento minimo rappresenta il punto di riferimento per la determinazione degli importi di alcune prestazioni riconosciute ai familiari di una persona deceduta. La pensione di reversibilità spetta infatti ai superstiti quando il defunto era già titolare di un trattamento pensionistico.

Diverso è il caso della pensione indiretta, che interviene quando il lavoratore muore prima di aver raggiunto la pensione. In questa situazione, la prestazione viene calcolata sulla base dei requisiti assicurativi e contributivi maturati dal lavoratore fino al momento del decesso, secondo quanto previsto dalla normativa.

A chi spetta la pensione di reversibilità

Tra i principali beneficiari della pensione di reversibilità figura il coniuge superstite, compresa la parte di un’unione civile. Il trattamento può spettare anche all’ex coniuge divorziato con addebito, superando l’interpretazione secondo cui il diritto era collegato alla percezione di un assegno alimentare.

La prestazione può inoltre essere riconosciuta ai figli e, in determinate circostanze, ai genitori, ai fratelli e alle sorelle del pensionato deceduto.

Reversibilità ai figli: requisiti più stringenti

Per i figli il diritto alla pensione di reversibilità è subordinato a specifiche condizioni legate all’età, allo studio, all’inabilità e alla situazione economica.

Per i minorenni il diritto viene riconosciuto secondo le condizioni previste dalla legge. Per i figli maggiorenni, invece, è necessario dimostrare la sussistenza dei requisiti previsti, tra cui la dipendenza economica.

Per gli studenti, il trattamento può essere riconosciuto fino a 21 anni in presenza della frequenza di corsi di formazione professionale e, a determinate condizioni, fino a 26 anni per chi frequenta l’università.

Quanto spetta rispetto alla pensione del defunto

La pensione di reversibilità non coincide, nella maggior parte dei casi, con l’intero importo della pensione percepita dal defunto.

Per il coniuge superstite la quota ordinaria è pari al 60% della pensione. La percentuale aumenta in presenza di figli aventi diritto: può arrivare all’80% quando nel nucleo familiare è presente un figlio a carico e al 100% quando la prestazione spetta a un coniuge insieme a più figli.

Quote differenti sono previste quando i beneficiari sono esclusivamente i figli, con percentuali che possono variare dal 70% al 100% in base al numero degli aventi diritto. Criteri analoghi trovano applicazione, nei casi previsti dalla legge, per genitori, fratelli e sorelle del pensionato deceduto.

Inflazione 2026 e nuovo trattamento minimo

In attesa del decreto del Mef che fisserà ufficialmente la perequazione, l’inflazione acquisita per il 2026 è indicata al 2,9%.

Se tale percentuale venisse confermata, dal 1° gennaio 2027 il trattamento minimo delle pensioni ordinarie passerebbe dagli attuali 611,85 euro a circa 629,59 euro al mese.

L’adeguamento del trattamento minimo avrebbe conseguenze anche sulle soglie reddituali utilizzate per determinare eventuali riduzioni della pensione di reversibilità.

Gli altri redditi possono ridurre la reversibilità

L’importo effettivamente percepito dal beneficiario può infatti essere ridotto in presenza di altri redditi. Il meccanismo è disciplinato dalla Tabella F allegata alla legge 335/1995, che prevede una franchigia fino a tre volte il trattamento minimo Inps.

Superata questa soglia, la pensione può subire una riduzione del 25% quando il reddito del beneficiario resta entro quattro volte il trattamento minimo. La decurtazione sale al 40% nella fascia compresa entro cinque volte il minimo.

Oltre cinque volte il trattamento minimo, la quota di pensione di reversibilità spettante viene dimezzata.

Le nuove soglie ipotizzando una rivalutazione del 2,9%

Se per il 2027 venisse confermata una rivalutazione del 2,9%, la pensione di reversibilità sarebbe riconosciuta senza decurtazioni fino a un reddito annuo di 24.554,15 euro.

Nella fascia compresa tra 24.554,15 e 32.738,87 euro scatterebbe una riduzione del 25%. Per redditi tra 32.738,87 e 40.923,59 euro la decurtazione salirebbe al 40%.

Oltre quota 40.923,59 euro, invece, l’importo della pensione verrebbe dimezzato.

Rispetto ai valori precedenti, il primo limite reddituale utile a far scattare la riduzione aumenterebbe quindi di circa 692 euro su base annua.

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