Deloitte Italia supera 1,8 miliardi di ricavi: il settore pubblico guida la crescita
Il network archivia il quindicesimo esercizio consecutivo in espansione con un aumento del fatturato del 9%. Oltre duemila nuove assunzioni previste entro maggio 2027 e maggiori investimenti in intelligenza artificiale, cloud sovrano e cybersecurity
Deloitte Italia chiude l’esercizio fiscale compreso tra giugno 2025 e maggio 2026 con ricavi superiori a 1,8 miliardi di euro, in aumento del 9% rispetto all’anno precedente. Per il network dei servizi professionali si tratta del quindicesimo esercizio consecutivo di crescita, un risultato significativo in una fase caratterizzata da debolezza dell’economia, incertezza geopolitica e prudenza negli investimenti privati.

L’espansione non appare distribuita in modo uniforme. A registrare l’incremento maggiore è l’area Government & Public Services, cresciuta del 25%, mentre il comparto Energy, Resources & Industrials ha segnato un aumento del 12%. I dati indicano come la domanda di consulenza sia sostenuta soprattutto dai settori sottoposti alle trasformazioni più profonde: digitalizzazione della pubblica amministrazione, sicurezza informatica, transizione energetica, infrastrutture, applicazione dell’intelligenza artificiale e adeguamento alle nuove regole europee.
La crescita del settore pubblico può essere letta anche nel contesto degli investimenti collegati al PNRR e dei programmi di modernizzazione delle amministrazioni. Enti centrali e territoriali devono gestire progetti complessi, riorganizzare procedure, controllare l’impiego delle risorse e introdurre nuove piattaforme digitali. Tutto questo aumenta la richiesta di competenze specialistiche esterne, dalla consulenza tecnologica alla gestione dei dati, fino alla valutazione dei rischi e alla rendicontazione.
L’incremento dell’area Energy, Resources & Industrials riflette invece le esigenze delle imprese chiamate a confrontarsi con la volatilità dei prezzi energetici, la decarbonizzazione, la sicurezza degli approvvigionamenti e l’ammodernamento degli impianti. La transizione non è soltanto ambientale: richiede nuove infrastrutture, sistemi digitali di controllo, strategie industriali e investimenti in sicurezza.
Oltre duemila assunzioni entro maggio 2027
Alla crescita dei ricavi si accompagna il rafforzamento dell’organico. Nell’esercizio appena concluso il numero delle persone impiegate dal network è aumentato del 2,7%. Deloitte prevede inoltre oltre duemila nuovi ingressi entro maggio 2027.
Il numero dei partner ha raggiunto quota 581, dopo 46 nuove nomine effettuate all’inizio del nuovo esercizio fiscale. Il piano di assunzioni conferma la competizione in corso fra le grandi società di consulenza per acquisire profili qualificati nei campi dell’intelligenza artificiale, dell’ingegneria informatica, della cybersecurity, dell’energia, della sostenibilità e della regolamentazione.
Nel corso dell’anno fiscale 2026 Deloitte dichiara di avere erogato circa 800 mila ore di formazione. Circa 1.650 giovani italiani hanno inoltre partecipato ai corsi della Deloitte University EMEA, il campus internazionale dedicato allo sviluppo delle competenze e della leadership.
Il rafforzamento dell’occupazione dovrà tuttavia essere valutato anche sul piano qualitativo. L’intelligenza artificiale sta modificando rapidamente alcune attività tradizionalmente affidate ai profili junior, come la ricerca documentale, la preparazione di presentazioni e l’analisi preliminare dei dati. Per le società di consulenza la sfida sarà quindi assumere nuovi talenti e, contemporaneamente, riprogettare mansioni e percorsi di carriera.
La piattaforma italiana di intelligenza artificiale si espande in Europa
Una parte crescente della strategia riguarda l’intelligenza artificiale. Solaria, piattaforma proprietaria di AI generativa sviluppata inizialmente dal gruppo italiano, è stata estesa al nuovo perimetro europeo e conta, secondo Deloitte, più di 50 mila utenti attivi in 23 Paesi.
La piattaforma permette di configurare agenti digitali destinati ad attività come l’analisi documentale, la generazione di contenuti e l’automazione di procedure complesse. Gli agenti già realizzati sarebbero oltre mille, mentre il GenAI Centre of Excellence del network italiano riunisce più di 200 specialisti.
Il punto strategico non riguarda soltanto la disponibilità della tecnologia, ma la possibilità di utilizzarla in ambienti controllati. Per imprese, banche e pubbliche amministrazioni, infatti, l’adozione dell’AI dipende dalla capacità di proteggere dati riservati, documentare le decisioni automatizzate e rispettare le disposizioni europee. Deloitte Italia ha ottenuto la certificazione ISO/IEC 42001:2023, relativa ai sistemi di gestione dell’intelligenza artificiale.
L’ingresso nel nuovo perimetro EMEA
Da giugno 2026 Deloitte Italia è entrata a far parte della nuova organizzazione Deloitte EMEA, che riunisce 16 participating firm, circa 132 mila professionisti e ricavi complessivi nell’ordine dei 20 miliardi di euro, distribuiti in più di 80 Paesi.
La struttura regionale ha annunciato oltre 1,5 miliardi di euro di investimenti in intelligenza artificiale, cloud sovrano e infrastrutture tecnologiche. Quattordici partner italiani assumeranno incarichi di leadership all’interno della nuova organizzazione.
L’integrazione offre la possibilità di condividere piattaforme, competenze e investimenti su una scala più ampia, ma comporta anche una maggiore standardizzazione dei servizi e un confronto più diretto fra le diverse realtà nazionali. La capacità dell’Italia di mantenere centri decisionali, ricerca e occupazione qualificata sarà quindi un elemento da osservare nel nuovo assetto.
«La continua crescita del nostro network riflette la fiducia che imprese e organizzazioni ripongono in Deloitte come partner in grado di guidarle nelle principali sfide globali», ha dichiarato Fabio Pompei, amministratore delegato di Deloitte Italia, indicando intelligenza artificiale e transizioni energetica e digitale fra i principali motori della domanda.
Una crescita da leggere oltre il fatturato
I risultati confermano il peso crescente delle grandi società di consulenza nell’economia italiana. La continuità dell’espansione e il programma di assunzioni sono segnali positivi, soprattutto per l’occupazione qualificata e per la diffusione delle competenze tecnologiche.
Il fatturato, tuttavia, non coincide con l’utile e non consente da solo di valutare redditività e produttività. Va inoltre ricordato che Deloitte Italia opera come network di entità giuridicamente distinte: i dati aggregati descrivono quindi la dimensione complessiva delle attività, ma non equivalgono al bilancio consolidato di una singola società.
La composizione della crescita offre comunque l’indicazione più rilevante. Pubblica amministrazione, energia e industria sono oggi i settori nei quali trasformazione digitale, vincoli normativi e investimenti infrastrutturali generano la maggiore domanda di servizi professionali. Il quindicesimo anno consecutivo di espansione di Deloitte Italia racconta, in questo senso, anche il progressivo trasferimento di una parte delle competenze strategiche verso grandi organizzazioni capaci di combinare consulenza, tecnologia e presenza internazionale.
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