“Aisthánomai”, a Varese la bellezza diventa esperienza dei sensi

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Alla Sala Veratti, le opere di Lara Martinato dialogano con Hermann Nitsch e Alfredo Rapetti Mogol in un percorso circolare dedicato alla percezione. Nel catalogo è previsto un intervento critico del filosofo Luca Siniscalco

La bellezza non come formula astratta, ma come esperienza fisica, emotiva e spirituale. È questo il punto di partenza di “Aisthánomai. La bellezza attraverso i sensi”, la mostra che sarà inaugurata sabato 12 settembre 2026 alle ore 11 alla Sala Veratti di Varese e rimarrà aperta fino al 25 ottobre.

Curata da Silvia Vacca, conservatrice del Museo di Arte Moderna e Contemporanea del Castello di Masnago, l’esposizione riunisce opere di Lara Martinato, Hermann Nitsch e Alfredo Rapetti Mogol, costruendo un dialogo fra linguaggi, generazioni e sensibilità differenti. Il titolo deriva dal verbo greco aisthánomai, traducibile con “percepire” o “sentire”: dalla stessa radice nasce il termine “estetica”, intesa originariamente come conoscenza attraverso i sensi.

Il progetto espositivo non propone dunque una definizione univoca del bello. Invita piuttosto il visitatore a interrogarsi sul modo personale in cui un’opera viene osservata, avvertita e interiorizzata. La Sala Veratti diventa così uno spazio immersivo nel quale materia, colore, parola e simbolo concorrono alla costruzione di un’esperienza complessiva.

Il nucleo principale è costituito da quattordici lavori di Lara Martinato. La scelta numerica richiama le stazioni della Via Crucis e conferisce al percorso una dimensione simbolica. Le opere sono disposte secondo una sequenza circolare che accompagna lo spettatore dalla percezione sensibile della bellezza alla sua progressiva astrazione, fino al rapporto fra materia e spirito.

Il carattere circolare dell’allestimento suggerisce un itinerario che non procede semplicemente da un punto iniziale a una conclusione. Il visitatore è chiamato a entrare in una trama di rimandi, nella quale ogni opera modifica la lettura di quelle che la precedono e la seguono. La bellezza emerge così come processo: qualcosa che nasce nell’incontro fra l’oggetto artistico, lo spazio e la sensibilità individuale.

All’interno di questa continuità si collocano le due “interruzioni” rappresentate dalle opere di Hermann Nitsch e Alfredo Rapetti Mogol. La presenza di Nitsch introduce una componente intensa e rituale. Figura centrale dell’Azionismo viennese, l’artista austriaco ha sviluppato una ricerca fondata sul coinvolgimento del corpo, sulla forza della materia e sulla capacità dell’arte di sollecitare simultaneamente diversi livelli percettivi. Inserita nel percorso di “Aisthánomai”, la sua opera diventa un elemento di tensione che mette alla prova un’idea puramente armoniosa o rassicurante della bellezza.

Diversa è la direzione seguita da Alfredo Rapetti Mogol, artista visivo e autore che ha posto al centro del proprio lavoro il rapporto fra scrittura e immagine. Le sue opere “verbovisuali” trasformano lettere e parole in segni pittorici: il linguaggio smette di essere soltanto qualcosa da leggere e diventa una presenza materiale da osservare.

Una sua scultura sarà inoltre collocata, come ideale estensione della mostra, nelle sale della Collezione Orsini al Castello di Masnago. Questo intervento mette in relazione la sede temporanea di Sala Veratti con il patrimonio permanente del museo, allargando il percorso espositivo oltre i confini di un unico ambiente.

Il progetto comprende anche un contributo performativo. Il 19 settembre, nel cortile del Castello di Masnago, è prevista una performance di Alex Sala. Lo stesso artista ha realizzato un video, accessibile attraverso un codice QR, che anima alcune delle opere esposte e ne propone ulteriori possibilità interpretative. La componente digitale non sostituisce l’esperienza diretta, ma la prolunga, offrendo un ulteriore livello di lettura.

Il catalogo della mostra ospiterà inoltre un intervento critico di Luca Siniscalco, studioso di estetica e filosofia contemporanea. La sua ricerca accademica riguarda il ritorno del sacro nell’età post-secolare e comprende un’attenzione specifica all’opera di Hermann Nitsch. Il contributo potrà quindi offrire una chiave teorica per comprendere il rapporto fra sensibilità, rito, simbolo e trasformazione della materia che attraversa il progetto espositivo.

“Aisthánomai” si presenta, in definitiva, come una mostra costruita non soltanto per essere guardata, ma per essere attraversata. Lara Martinato ne definisce la struttura portante; Nitsch ne incrina l’equilibrio attraverso la potenza rituale della materia; Rapetti Mogol introduce la parola come forma visiva. Il risultato è una riflessione sulla bellezza intesa non come qualità immutabile dell’oggetto, ma come relazione viva fra opera e spettatore.

La mostra sarà visitabile gratuitamente ogni sabato e domenica, dalle 14 alle 17.30, presso la Sala Veratti, in via Carlo Giuseppe Veratti 20 a Varese. Informazioni e aggiornamenti sono disponibili sul sito del Comune di Varese e sul portale dei Musei Civici di Varese.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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