Codici: la riforma del recupero crediti rischia di creare uno squilibrio pericoloso

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L’associazione Codici giudica negativamente il disegno di legge 978, che ha passato il vaglio della Commissione Giustizia del Senato. In particolare, preoccupano gli effetti sui consumatori della riforma sul recupero crediti.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Più, 11-12 novembre 2026

“I sostenitori di questo provvedimento sottolineano lo snellimento burocratico del recupero crediti, che diventerebbe più veloce ed efficiente – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –. È innegabile che la giustizia civile italiana abbia dei tempi lunghissimi, che danneggiano sia i debitori che i creditori, ed è giusto intervenire per migliorare la situazione. Il problema è che con questa riforma si rischia, però, di creare uno squilibrio pericoloso. In sostanza un cittadino può ricevere un’intimazione di pagamento firmata da un avvocato con un linguaggio tecnico che richiama quello di un provvedimento giudiziario. Già questo può generare confusione ed anche apprensione nel destinatario. Quest’ultimo, pensando di aver ricevuto un provvedimento dell’autorità e temendo di andare incontro a conseguenze immediate, potrebbe decidere di pagare subito anche se magari il credito è contestabile. Altra questione da tenere in considerazione, se il debitore non si oppone entro 40 giorni, l’atto diventa titolo esecutivo, come una sentenza. Un ulteriore aspetto su cui riflettere è l’uscita di scena del giudice. È tutto nelle mani del legale di parte, ovvero del difensore del creditore. Ciò significa che chi può contare su un avvocato di fiducia o ha una struttura legale interna con questa riforma potrà far partire ingiunzioni di pagamento velocemente. Per questo temiamo uno squilibrio importante e pericoloso dei rapporti. L’assenza di un giudice, di un soggetto terzo che non ha interessi diretti per quanto riguarda l’esito della vicenda, rischia di portare a procedimenti a senso unico, con i debitori indotti a pagare, rinunciando ai propri diritti per timore di ripercussioni. Servono dei correttivi per tutelare tutte le parti in causa. Ad esempio, la lettera con l’intimazione di pagamento potrebbe avere dei richiami diretti e chiari al mittente, all’oggetto ed alla natura della comunicazione, specificando in che modo e in che tempi il destinatario può rispondere, ed indicando tutte le soluzioni disponibili per far valere le proprie ragioni. Inoltre, si potrebbe prevedere un’opposizione tardiva. A volte, infatti, emergono delle irregolarità. Ci vuole del tempo per individuarle, servono verifiche approfondite, ma nel caso dovessero emergere clausole abusive o pratiche commerciali scorrette, si può ottenere una sospensione dell’esecuzione. Sono tutte questioni che devono essere prese in considerazione. Così com’è, la riforma del recupero crediti rischia di diventare uno strumento che spiana la strada alla parte creditrice, privando i debitori dei loro diritti”.

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