Pensione di novembre 2026, si paga lunedì 2: quando arriva in banca e alle Poste e come vedere quanto si prende
La pensione di novembre 2026 arriva lunedì 2 novembre. Il primo del mese cade di domenica, giorno di Ognissanti, e la legge prevede che l’INPS paghi gli assegni il primo giorno bancabile: per questo l’accredito slitta di ventiquattro ore per tutti, sia per chi riceve i soldi in banca sia per chi li incassa alle Poste. Il cedolino con l’importo netto è già consultabile online per molti pensionati ed è il modo più rapido per sapere in anticipo quanto entrerà sul conto.

Quando arriva la pensione in banca e alle Poste
La regola è scritta nella legge 190 del 2014: pensioni, assegni, indennità di accompagnamento degli invalidi civili e rendite INAIL vengono messi in pagamento il primo giorno del mese oppure, se questo è festivo o non bancabile, il giorno successivo, con un unico mandato per chi ha più trattamenti. A novembre la data coincide quindi per tutti i canali: lunedì 2 per l’accredito sul conto corrente bancario, sul conto BancoPosta, sul libretto e sulla carta prepagata. Qualche correntista BancoPosta potrebbe trovare le somme disponibili già prima, ma non è garantito ed è meglio verificarlo sul proprio conto.
Chi ritira in contanti allo sportello postale può presentarsi da lunedì 2. L’Istituto ricorda che il pagamento in contanti è ammesso solo per importi netti fino a 1.000 euro: sopra questa soglia occorre indicare all’INPS un conto, un libretto o una carta su cui ricevere l’assegno.
Come vedere quanto si prende nel cedolino
Il cedolino si consulta nell’area riservata MyINPS, con il servizio “Cedolino della pensione”, entrando con SPID, CIE o CNS, oppure dall’app INPS Mobile. Chi preferisce può attivare in MyINPS l’invio automatico del documento via email ogni mese. Secondo diverse testate specializzate, la mensilità di novembre è visibile per molti pensionati già da circa il 20 ottobre, mentre ad altri la disposizione di pagamento comparirà nei prossimi giorni: il ritardo dipende dall’aggiornamento dei sistemi e non incide sulla data dell’accredito.
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Le voci che fanno il netto di novembre
Il lordo di novembre è lo stesso di ottobre, perché la rivalutazione legata all’inflazione scatterà con la rata di gennaio 2027. A cambiare da persona a persona sono le trattenute. Novembre è l’ultimo mese in cui si pagano le addizionali regionale e comunale a saldo 2025, ripartite in undici rate da gennaio, insieme all’acconto dell’addizionale comunale 2026, diviso in nove rate da marzo. Chi ha presentato il 730 indicando l’INPS come sostituto d’imposta può trovare anche il secondo o unico acconto Irpef, e in questo mese si chiudono le eventuali rate dei debiti emersi dalla dichiarazione. Assegno sociale e prestazioni di invalidità civile restano esenti da ritenute fiscali e arrivano senza queste voci.
Perché a dicembre l’assegno sarà più ricco
Con la chiusura delle rate delle addizionali, dal cedolino di dicembre queste trattenute spariscono fino al nuovo ciclo che partirà a gennaio. Martedì 1° dicembre arriverà poi la tredicesima, con l’importo aggiuntivo fino a 154,94 euro per chi ha una pensione bassa e ne possiede i requisiti: abbiamo spiegato nel dettaglio quanto vale la tredicesima di dicembre e chi riceve la somma in più. Il passo successivo sarà gennaio, quando gli assegni saranno adeguati al costo della vita: con l’inflazione al 4,2% confermata dall’Istat, ecco le stime degli aumenti per fasce di importo.
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