Manovra 2027, tutti i bonus in busta paga, benefit e premi. Le agevolazioni fiscali in arrivo

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  • Nel 2027 i lavoratori dipendenti potranno contare su diverse agevolazioni fiscali in busta paga, dai fringe benefit ai premi di produttività
  • Le misure già previste dalla normativa delineano un quadro di vantaggi che punta a sostenere il potere d’acquisto dei dipendenti e a incentivare il welfare aziendale
  • Per conoscere eventuali ulteriori novità sarà necessario attendere l’approvazione definitiva della prossima legge di Bilancio.

Tra le disposizioni già definite figurano le soglie di esenzione per i beni e i servizi riconosciuti dalle aziende ai dipendenti e la tassazione agevolata dei premi di produttività, che nel biennio 2026-2027 beneficiano di un’imposta sostitutiva ridotta all’1%, entro il limite previsto dalla legge.

Fringe benefit 2027, esenzione fino a 1.000 o 2.000 euro

I fringe benefit sono beni, servizi e altre utilità che il datore di lavoro mette a disposizione dei propri dipendenti, sulla base di accordi contrattuali oppure per scelta aziendale. Rientrano in questa categoria, per esempio, i buoni acquisto, i buoni carburante, l’utilizzo promiscuo dell’auto aziendale e determinati rimborsi di spese sostenute dal lavoratore.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Per il 2027 sono già stabilite le soglie annuali di esenzione fiscale, definite dalla Legge di Bilancio 2025 per il triennio 2025-2027. I limiti sono differenziati in base alla situazione familiare del dipendente:

  • 1.000 euro all’anno per la generalità dei lavoratori dipendenti;
  • 2.000 euro all’anno per i dipendenti con figli fiscalmente a carico.

Entro questi importi, i benefici possono essere esclusi dal reddito da lavoro dipendente, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa. Per eventuali modifiche o ulteriori agevolazioni sarà comunque necessario attendere il testo definitivo della legge di Bilancio 2027.

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Premi di produttività, tassazione ridotta all’1% fino a 5.000 euro

Un’altra misura di rilievo riguarda i premi di produttività. La Legge di Bilancio 2026 ha previsto per il biennio 2026-2027 un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali regionali e comunali pari all’1%, applicabile fino a un importo massimo complessivo di 5.000 euro. Il limite precedente era pari a 3.000 euro.

L’agevolazione interessa i premi legati a incrementi misurabili e verificabili di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione, oltre alle somme erogate a titolo di partecipazione agli utili aziendali.

Per beneficiare della tassazione ridotta è necessario rispettare i requisiti previsti dalla legge, compresi quelli relativi al reddito del lavoratore e alla sottoscrizione e al deposito dei contratti aziendali o territoriali che disciplinano i premi.

Premi convertiti in welfare, il limite resta di 5.000 euro

Il regime agevolato si applica anche quando il dipendente sceglie di convertire, in tutto o in parte, il premio di produttività in beni e servizi di welfare aziendale.

Sul punto è intervenuta l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 22/E del 9 giugno, chiarendo che il limite di 5.000 euro si applica anche in caso di conversione del premio in prestazioni di welfare, nel rispetto delle condizioni fiscali previste per ciascuna tipologia di beneficio.

Tra le prestazioni interessate possono rientrare, per esempio, i contributi alla previdenza complementare e all’assistenza sanitaria, secondo le disposizioni dell’articolo 51 del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir).

Occorre però distinguere questo regime dalle soglie ordinarie dei fringe benefit. Il tetto di 5.000 euro riguarda infatti i premi di produttività agevolabili e non costituisce una soglia generale di esenzione per tutti i beni e i servizi riconosciuti dall’azienda. Per i fringe benefit continuano ad applicarsi i limiti specifici di 1.000 e 2.000 euro previsti per il 2027.

Fringe benefit oltre la soglia, quando scatta la tassazione

Superare il limite di esenzione può comportare conseguenze fiscali rilevanti. In base alla disciplina applicabile, se il valore complessivo dei fringe benefit supera la soglia prevista, l’intero importo diventa imponibile, non soltanto la parte eccedente.

Nel calcolo devono essere considerati i diversi vantaggi riconosciuti nel corso dell’anno, comprese le eventuali erogazioni dirette e i rimborsi delle spese ammesse dalla normativa. Il superamento può quindi verificarsi anche quando il datore di lavoro concede più benefit distinti.

Per evitare errori, le aziende devono monitorare il valore complessivo delle prestazioni riconosciute a ciascun dipendente. Anche i lavoratori sono chiamati a prestare attenzione all’insieme dei benefici ricevuti, soprattutto quando partecipano a piani di welfare personalizzati.

Quali sono i principali fringe benefit

I benefit aziendali possono assumere forme diverse, in funzione delle politiche di welfare adottate dall’impresa e degli accordi con il personale. Tra i più diffusi figurano:

  • Auto aziendale a uso promiscuo, utilizzabile sia per motivi professionali sia per esigenze private;
  • Smartphone e computer, messi a disposizione del dipendente;
  • Buoni acquisto e buoni carburante, utilizzabili per acquistare beni o rifornire il veicolo;
  • Prestiti aziendali, concessi ai dipendenti a determinate condizioni;
  • Immobili concessi in uso, come abitazioni o altri fabbricati messi a disposizione del personale;
  • Rimborsi delle utenze domestiche, quando ammessi dalla disciplina fiscale applicabile;
  • Polizze assicurative, riconosciute nell’ambito dei programmi di welfare aziendale.

Il trattamento fiscale varia in base alla natura della prestazione e alle disposizioni specifiche che la regolano. Per questo, la classificazione del beneficio e la verifica del suo valore sono passaggi essenziali per determinare l’eventuale esenzione.

Fringe benefit, le scadenze fiscali per il passaggio al 2027

Per stabilire a quale anno d’imposta attribuire i fringe benefit è importante considerare anche la data in cui vengono erogati. L’articolo 51 del Tuir prevede infatti il cosiddetto principio di cassa allargato: le somme e i valori corrisposti entro il 12 gennaio dell’anno successivo possono essere imputati fiscalmente all’anno precedente.

Di conseguenza, i benefici riferiti al 2026 possono essere riconosciuti entro il 12 gennaio 2027 e concorrere alla verifica dei limiti di esenzione del 2026, purché siano rispettate le condizioni previste dalla legge.

Le prestazioni erogate dal 13 gennaio 2027 rientrano invece, in linea generale, nel nuovo periodo d’imposta e devono essere valutate alla luce delle soglie e delle regole fiscali applicabili al 2027.

Cosa aspettarsi dalla Manovra 2027

Il quadro normativo già delineato consente di individuare le principali agevolazioni fiscali per i dipendenti nel prossimo anno: da una parte, l’esenzione dei fringe benefit entro i limiti stabiliti per la situazione familiare; dall’altra, la tassazione all’1% dei premi di produttività fino a 5.000 euro, secondo i requisiti previsti.

La legge di Bilancio 2027 potrà confermare o introdurre ulteriori misure, ma per avere un quadro completo sarà necessario attendere l’approvazione definitiva del provvedimento. Nel frattempo, per lavoratori e aziende resta fondamentale distinguere i diversi regimi fiscali e verificare attentamente soglie, requisiti e scadenze.

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