Manovra 2027 domani in Consiglio dei ministri: cosa può cambiare per le pensioni, da Quota 100 a 64 anni alla tredicesima detassata
La legge di bilancio 2027 dovrebbe arrivare domani, martedì 27 ottobre, sul tavolo del Consiglio dei ministri, salvo slittamenti di un giorno. Per i pensionati e per chi sta per lasciare il lavoro le partite aperte sono diverse: la rivalutazione degli assegni, le minime, la nuova uscita anticipata proposta dalla Lega e l’ipotesi di una tredicesima più leggera dal punto di vista fiscale. Ecco cosa è già deciso e cosa invece dipende dal testo che il governo approverà.

Cosa è già deciso
La certezza riguarda chi andrà in pensione dal 1° gennaio 2027. I nuovi coefficienti di trasformazione, fissati per il biennio 2027-2028, scendono a tutte le età con riduzioni tra l’1,21% e l’1,97%, e abbassano la quota di assegno calcolata con il sistema contributivo, come avevamo spiegato nel pezzo sui nuovi coefficienti. Dal 2027 la pensione di vecchiaia si raggiunge inoltre a 67 anni e un mese, per effetto dell’aumento della speranza di vita. Chi è già in pensione non subisce modifiche.
La nuova Quota 100 della Lega
Appena riconfermato segretario della Lega, Matteo Salvini ha rilanciato una nuova versione di Quota 100. Non la sperimentazione triennale del 2019, ma un’uscita anticipata a 64 anni per chi ha cominciato a versare i contributi prima del 1996, con il ricalcolo contributivo dell’assegno e un’integrazione per garantire una soglia minima. Le ricostruzioni parlano di un requisito di 20 o 25 anni di contributi, di circa 80.000 uscite il primo anno e di un costo intorno a 1,6 miliardi di euro l’anno. Sono stime dei partiti e dei sindacati, non cifre ufficiali: la Cgil calcola un taglio medio dell’assegno di circa il 10%.
Rivalutazione e minime, le cifre in bilico
Per chi ha già la pensione la partita è la rivalutazione. Il tasso provvisorio più citato è il 2,9% e sarà fissato da un decreto atteso a novembre: con questo valore un assegno da 1.000 euro lordi salirebbe di circa 29 euro al mese. Secondo alcune indiscrezioni il governo potrebbe però ridurre l’adeguamento per gli assegni medio-alti, passando dagli scaglioni alle fasce e salvaguardando le pensioni fino a tre volte il minimo, circa 1.835 euro lordi. Anche le minime restano da definire: dai 611,85 euro del 2026 dovrebbero salire a circa 629,59 euro, ma la cifra dipende dalla proroga della maggiorazione straordinaria. Forza Italia chiede di portarle verso i 700-800 euro, senza però una proposta con costi e coperture.
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Tredicesima detassata anche ai pensionati
Sul tavolo c’è anche l’idea di tassare la tredicesima con un’imposta sostitutiva più bassa dell’Irpef: le ipotesi vanno da un’aliquota del 15% per i redditi fino a 15.000 euro a un 10% per una platea più ampia, con un beneficio stimato tra 200 e 500 euro netti. Forza Italia vorrebbe estenderla ai pensionati, come raccontava il nostro pezzo sulla pensione a 64 anni e la tredicesima detassata. Le risorse però sono poche: la manovra vale circa 23,5 miliardi, di cui 14,3 coperti dalla flessibilità europea, e potrebbe prevalere un bonus riservato agli under 30. Dopo il via libera del governo il testo passerà al Parlamento, con l’approvazione attesa entro fine anno e l’entrata in vigore dal 1° gennaio 2027.
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