OPAS Telecom Italia TIM, Poste Italiane deposita il documento. Bank of America alza la raccomandazione
— di Annachiara De Rubeis —
Bank of America ha alzato la raccomandazione su Poste Italiane da “Underperform” a “Buy“, affermando che l’offerta per Telecom Italia ha il potenziale per creare un valore significativo con un incremento degli utili per azione (EPS) di circa il 25% entro la fine del 2029. Infatti, l’offerta pubblica lanciata da Poste Italiane su Telecom Italia viene presentata come un’operazione pienamente coerente con le logiche di mercato e con una strategia industriale di lungo periodo. A ribadirlo è l’amministratore delegato di Poste, Matteo Del Fante, in un’intervista al Financial Times, in cui difende il senso dell’operazione da 10,8 miliardi di euro per il 100% del gruppo tlc.

Del Fante, dalle colonne del quotidiano finanziario, sottolinea come, da quando Poste ha iniziato a costruire la propria posizione in TIM, le performance del gruppo siano risultate superiori alle aspettative, rafforzando la fiducia nella possibilità di creare valore attraverso l’integrazione tra le due realtà.
Rispondendo alle critiche di chi vede nel progetto un ritorno a un maggiore controllo pubblico sulle grandi imprese, l’AD evidenzia come Poste si sia dimostrata negli anni un’azienda orientata alle logiche di mercato, nonostante il controllo statale. In caso di fusione, spiega, la partecipazione pubblica nell’entità risultante si ridurrebbe dal 65% a poco sopra il 50%, con un maggiore coinvolgimento degli investitori privati.
Poste italiane ha reso noto di aver depositato presso la Consob il documento relativo all’offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria volontaria sulle azioni ordinarie di Telecom Italia TIM.
BofA interpreta l’investimento di Poste in TIM come “un’occasione da gol unica“.
L’operazione riguarda fino a 17.063.618.293 azioni ordinarie, al netto dei titoli già detenuti dall’offerente e incluse le eventuali nuove azioni che TIM emetterà nell’ambito dei piani di compensi basati su strumenti finanziari entro la fine del periodo di adesione.
Ciò lascerebbe un risparmio di costi sottostanti di circa 400-450 milioni di euro, pari a una riduzione del 5-6% della base di costi di TIM (esclusa TIM Brasil).
Poste Italiane ha ricordato che per ogni azione della compagnia telefonica portata in adesione, riconoscerà un corrispettivo unitario composto da 0,167 euro in contanti e da 0,0218 azioni ordinarie Poste Italiane di nuova emissione. Il documento di offerta sarà pubblicato al termine dell’istruttoria da parte di Consob.
Inoltre, Poste Italiane ha comunicato di aver presentato alle autorità competenti tutte le istanze, notifiche e comunicazioni previste, incluse quelle per l’ottenimento dell’autorizzazione di Banca d’Italia e quelle previste dalla disciplina sul golden power.
Gli analisti fanno anche notare che l’Italia è uno dei mercati delle telecomunicazioni meno consolidati in Europa. Ulteriori potenziali operazioni di M&A contribuirebbero a creare un numero inferiore di operatori, ma più redditizi. L’ARPU (ricavo medio per utente) nei mercati altamente concentrati è quasi il doppio rispetto a quello italiano, che è il più basso dell’UE. L’Italia è ancora un mercato a quattro operatori; se si passasse a tre, viene stimato che un incremento di 1 euro di ARPU aggiungerebbe circa 200-250 milioni di euro all’utile netto di Poste Italiane-TIM.
Guardando alla situazione di Poste standalone, BofA evidenzia che i conti correnti rappresentano il servizio principale di BancoPosta.
Allo stesso tempo, la sua estesa rete rende Poste “la piattaforma di cross-selling di riferimento per le famiglie italiane“






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