Politica … Meloni, invece di tirare a campare… L’intervento di Riccardo Illy sul sito “Inpiù”

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…potrebbe puntare su semplificazioni ed Europa


 
— di Riccardo Illy

Per bissare il successo elettorale nel 2027 Giorgia Meloni aveva puntato su alcuni atout; l’”amicizia” con Trump, i fondi del PNRR, la riforma costituzionale della giustizia, il premierato.

Con Trump avrebbe dovuto fare da pontiere per rendere proficui i rapporti con gli USA; i dazi imposti dal Presidente americano alla UE lo scorso anno l’hanno spiazzata; poi sono seguiti i voltafaccia sull’art. 5 del Trattato NATO e infine la guerra in Iran. Con tutti gli strascichi di problemi economici e finanziari conseguenti il blocco dello Stretto di Hormuz e i rinfacci per il mancato supporto europeo. I fondi del PNRR avrebbero dovuto riportare l’Italia nel percorso di crescita del PIL dei partner europei; le incertezze di tre guerre ancora in corso, alcuni errori (come la norma Industria 4.0) e l’aumento dell’inflazione seguito a quello dei prezzi del petrolio ci hanno riportato allo zero virgola di crescita del passato. Il referendum sulla giustizia, forse anche a causa di un eccesso di sicurezza, non è passato, suggerendo di accantonare la madre di tutte le riforme, il premierato.

La coalizione di centro-destra appare meno coesa rispetto all’inizio legislatura, anche a causa del tradimento di Vannacci. Su cosa può puntare la Presidente/Segretaria Meloni per recuperare terreno nei 15 mesi che la dividono dalle elezioni politiche? Da un lato sulla buona sorte; la probabile fine delle guerre dovrebbe raffreddare l’inflazione e stimolare la crescita dell’economia. Poi potrebbe avviare un processo lampo di semplificazione legislativa; dieci testi unici sulle principali e più complesse normative, redatti da dieci università (con il supporto dell’intelligenza artificiale) per non dover fare gare e approvati dal Governo grazie a una legge delega. Una riforma a costo zero di cui beneficerebbero anzitutto le imprese, quindi l’economia ma anche i cittadini. Poi la Premier potrebbe stimolare, con altri partners fondatori della UE, un’iniziativa di cooperazione rafforzata che consenta, portando il concetto di nazione al piano di sopra, a un gruppo di membri UE di gestire politica estera e difesa in maniera integrata. Facendo uscire l’Europa dall’impasse NATO nella quale ci ha fatto precipitare Trump. Ma su questo tema stiamo forse sognando; le divisioni interne alla coalizione di centrodestra e la mina vagante Vannacci costituiscono impedimenti forse troppo forti. L’alternativa per Giorgia Meloni è quella, come diceva Andreotti, di tirare a campare; che è sempre meglio di tirare le cuoia… Contando sulle debolezze, divisioni e disallineamenti con l’elettorato della coalizione avversaria.

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