Campari, trimestrale in linea con le attese. Performance brillante nei mercati in via di sviluppo. Bene gli Usa grazie ad Aperol

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Campari Group apre il 2026 con una crescita organica delle vendite nette del 2,9% nel primo trimestre, in linea con le attese del mercato e con la guidance annuale confermata dal management. I ricavi reported si attestano a 643 milioni di euro, in calo del 3,4%, penalizzati dall’effetto cambi (-4,1%), legato soprattutto alla debolezza del dollaro USA e del dollaro giamaicano, e dall’effetto perimetro (-2,2%) dovuto alla cessione di Cinzano e di altri marchi non strategici.

Il gruppo evidenzia una significativa sovraperformance rispetto al settore, con un incremento delle quote di mercato nella quasi totalità dei principali mercati globali, in particolare nel canale on-premise.

In Europa, che rappresenta il 43% del fatturato complessivo, la crescita organica si è attestata all’1,9%, sostenuta dalla forte performance del Regno Unito e dall’andamento positivo di Italia e Germania. Bene anche la Francia, trainata da Aperol e dai vini spumanti nonostante una base comparativa particolarmente elevata.

Il Nord America, pari al 38% del business, registra un progresso organico del 2,2%, con il mercato statunitense supportato soprattutto dalla crescita della franchise Aperol e del tequila brand Espolòn. L’effetto positivo è stato tuttavia parzialmente compensato dall’ottimizzazione delle scorte relative ai brand non prioritari.

Performance particolarmente brillante per i mercati in via di sviluppo

I mercati in via di sviluppo segnano una crescita del 12,7% grazie soprattutto a Brasile e Argentina. In flessione invece l’area Asia Pacifico e Global Travel Retail (-1,6%), penalizzata dal calo del 13,5% del canale GTR a causa delle tensioni geopolitiche, mentre l’area APAC registra comunque un incremento dell’1,9%.

A livello di portafoglio prodotti, la House of Aperitifs, che pesa per il 45% del fatturato, cresce del 2,1% a livello organico. La House of Agave avanza del 4,9%, mentre la House of Cognac & Champagne segna un +3,5%. In controtendenza la House of Whiskey & Rum, in calo del 5%, penalizzata dalla diversa tempistica distributiva di Wild Turkey e dalla persistente debolezza del cognac.

“Abbiamo iniziato il 2026 con una performance solida nel trimestre stagionalmente più contenuto, grazie all’implementazione di una strategia focalizzata su un numero inferiore di iniziative ma a maggiore impatto strategico”, ha dichiarato Simon Hunt, Chief Executive Officer del gruppo. “Nonostante un contesto operativo sfidante, abbiamo incrementato le quote di mercato nella maggior parte dei principali mercati globali, soprattutto sui brand prioritari. Parallelamente, gli investimenti sui marchi e sulla pipeline di innovazione stanno procedendo positivamente in vista del picco stagionale. Questo solido avvio ci consente di confermare la guidance per il 2026”.

Per l’intero esercizio, Campari Group prevede una crescita organica intorno al 3%, un impatto dei dazi statunitensi stimato in circa 30 milioni di euro su base annua alle aliquote attuali e risparmi sui costi pari a circa 70 punti base di margine nel 2026. Atteso inoltre un effetto perimetro negativo di circa 70 milioni di euro sulle vendite nette a seguito delle cessioni già completate.

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