Hantavirus, quanto è pericoloso in Italia e quali precauzioni adottare
Il rischio nel nostro Paese resta basso, ma gli esperti invitano a non sottovalutare il contatto con roditori e ambienti contaminati
L’attenzione internazionale sull’Hantavirus è cresciuta nelle ultime settimane dopo alcuni casi registrati su una nave da crociera collegata al Sud America e monitorati da OMS ed ECDC. In Italia, però, il rischio per la popolazione generale resta considerato basso e non esiste al momento una situazione di emergenza sanitaria.
Gli hantavirus sono virus trasmessi principalmente dai roditori selvatici attraverso urine, saliva, feci e materiali contaminati aerosolizzati. Il contagio avviene soprattutto respirando particelle contaminate presenti in soffitte, cantine, ecc.

In Italia i casi sono rari, ma il virus esiste
Nel nostro Paese gli hantavirus non sono diffusi come in alcune aree dell’Europa settentrionale, dell’Asia o delle Americhe, ma diversi studi scientifici hanno confermato la presenza di ceppi virali nei roditori soprattutto nel Nord-Est italiano e in alcune aree rurali alpine e prealpine.
Secondo ricerche pubblicate negli ultimi anni i casi umani ufficialmente registrati in Italia sono molto pochi, ma la circolazione del virus nei roditori potrebbe però essere sottostimata. Gli esperti precisano comunque che il rischio medio per chi vive normalmente in città è estremamente basso.
Quanto può essere pericoloso
La pericolosità varia molto a seconda del ceppo virale. In Europa prevalgono forme che possono provocare febbre, problemi renalie sintomi influenzali severi.
Nelle Americhe, invece, alcuni ceppi come il virus Andes possono causare sindromi polmonari molto gravi con mortalità elevata.
I sintomi iniziali possono includere febbre alta, dolori muscolari, mal di testa, nausea, difficoltà respiratorie. Nei casi più seri possono comparire insufficienza respiratoria, edema polmonare e complicanze renali.
La situazione attuale in Europa
L’European Centre for Disease Prevention and Control e l’World Health Organization hanno chiarito che il rischio per l’Europa resta basso anche dopo i recenti casi internazionali.
Il caso che ha attirato l’attenzione riguarda soprattutto il ceppo Andes collegato al Sud America, raro in Europa e potenzialmente trasmissibile anche tra esseri umani in condizioni particolari di contatto stretto.
Le precauzioni più importanti
Le autorità sanitarie internazionali insistono soprattutto sulla prevenzione del contatto con roditori e ambienti contaminati.
Le precauzioni consigliate:
- evitare accumuli di sporcizia e cibo in ambienti rurali;
- chiudere aperture da cui possono entrare topi e roditori;
- usare guanti e mascherina quando si puliscono soffitte, garage o cantine chiuse da tempo;
- non spazzare a secco escrementi di roditori;
- inumidire prima le superfici contaminate con disinfettante;
- lavarsi accuratamente le mani dopo pulizie o attività agricole.
Il punto più importante è evitare di sollevare polvere contaminata.
Chi è più esposto
Le categorie considerate più a rischio sono:
- agricoltori;
- operatori forestali;
- allevatori;
- chi lavora in magazzini rurali;
- campeggiatori o escursionisti in aree selvatiche;
- persone che puliscono edifici abbandonati o chiusi a lungo.
Serve preoccuparsi?
Al momento no, almeno non in termini di allarme generalizzato.
Gli esperti sottolineano che:
- l’hantavirus non ha la diffusività del Covid;
- non si trasmette facilmente tra persone nella maggior parte dei ceppi;
- i casi in Europa sono sporadici.
Tuttavia la prudenza resta importante, soprattutto in ambienti rurali o in presenza di infestazioni di roditori.
Più che il panico, serve consapevolezza sanitaria e attenzione nei contesti realmente esposti.






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