Il tema dell’ultimo commiato con “Primacassa” diventa una questione di stile

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Alla presenza di un pubblico selezionato e di alcuni giornalisti molto interessati ad approfondire un argomento tanto innovativo e stimolante, a metà strada fra una testimonianza d’arte e un prodotto di altissima immagine, l’ideatore del progetto Primacassa, Primo Fumagalli, al Centro Internazionale di Brera a Milano, ha proposto una riflessione profonda sul rapporto tra estetica, memoria  e ultimo viaggio, ridefinendo il concetto stesso di feretro attraverso arte, manifattura e pensiero progettuale.

L’idea, nata negli anni ’90, si è sviluppata grazie alla collaborazione con il pubblicitario Pietro Pedroni e il designer Vittorio Prato, fino a raggiungere il pubblico con diverse linee creative, tutte caratterizzate da grande coerenza espressiva e utilizzo di materiali pregiati.

Ultimamente si è aggiunto al team di lavoro anche Dario Ponessa, studente dell’Accademia delle Belle Arti di Brera. Molto apprezzato l’intervento per l’occasione del prof. Stefano Pizzi, già titolare della Cattedra di Pittura a Brera.

Sono molti gli spunti, sia culturali, sia puramente economico-commerciali, per confezionare un’intervista più approfondita al titolare dell’iniziativa.

Intervista a Primo Fumagalli

Dott. Fumagalli, dai presenti alla conferenza stampa nasce spontanea questa domanda: quali saranno i prossimi passi?

“Sono trascorsi solo alcuni giorni dalla presentazione dei prodotti e devo ancora capire quali azioni intraprendere. Ho raccolto diversi pareri e opinioni in merito, sia da parte dei giornalisti durante la conferenza stampa, sia dagli ospiti intervenuti al vernissage. Fermo restando che l’obiettivo è rivolto prevalentemente a un target di fascia medio-alta, è evidente che la comunicazione si orienterà verso questo pubblico”.

Avete già concretizzato una strategia di coinvolgimento degli intermediari commerciali e varato una comunicazione diretta ai privati, interessati alla novità della proposta?

“Sto ancora ragionando su come raggiungere queste persone; al momento, non ho preso in considerazione l’intervento di intermediari commerciali. Penso che l’attenzione della stampa, sia dal punto di vista emotivo che razionale, si concentri sull’originalità del prodotto, ma soprattutto sull’idea che lo stesso venga proposto ai vivi per un utilizzo fine a se stesso, oppure come elemento decorativo e d’arte prima dell’evento. Immagino, ad esempio, l’uso di un coperchio Nike appeso a una parete come pezzo d’arredo, per poi decidere in seguito se utilizzarlo per lo scopo per cui l’oggetto è stato originariamente progettato. C’è davvero molto da dire, non trova?”

 Sì, gli argomenti sono tantissimi. Ad esempio, avete valutato l’opportunità di affrontare il campo della cremazione, in forte espansione, con prodotti di questo valore? L’acquirente vorrà sacrificare un’opera d’arte tanto preziosa?

La cremazione, negli ultimi anni, è diventata una scelta sempre più frequente. In città dipende prevalentemente dalla mancanza di spazi, mentre nei centri minori si tratta ormai di una scelta consapevole. Il fatto di dover acquistare un pezzo unico per poi cremarlo non credo sia un problema, per due motivi. Il primo: quando una persona esce di scena nel modo in cui ha desiderato, non si preoccuperà certo del fatto che un pezzo unico di valore venga bruciato, poiché ciò che conta davvero è proprio quell’uscita di scena in pompa magna.
Il secondo motivo: se non viene cremata, la cassa finirà comunque in una tomba; perciò, che venga bruciata o sepolta, non fa una grande differenza. Ritengo comunque che il primo motivo sia quello fondamentale”.

Le casse non potrebbero essere utilizzate solo nella fase di coinvolgimento sociale o religioso, e poi riutilizzati dalle famiglie come opere d’arte imperiture a ricordo dei propri cari?

 “Per quanto riguarda l’utilizzo del feretro solo nella fase socio-religiosa, e successivo riutilizzo come opera d’arte, purtroppo non è possibile per motivi legislativi: una volta chiuse e sigillate, le casse non possono più essere riaperte”.

Quindi è da escludere un mercato del noleggio solo per finalità estetiche durante la cerimonia?

 “Il noleggio non è consentito per i motivi precedentemente illustrati”.

Lei accennava al fatto che Primacassa viene scelta e acquistata in vita, e spesso esposta come opera d’arte prima dell’utilizzo finale. Non pensa che una forma a parallelepipedo, anziché quella tradizionale a trapezio, sarebbe più facilmente inseribile in ampli saloni, ville di campagna, uffici, ecc. come opera d’arte?

 “Vittorio Prato a suo tempo aveva già disegnato alcuni pezzi con forme a parallelepipedo; si tratterebbe quindi di recuperare questi progetti e svilupparli.”

Qui il link al sito   https://www.primacassa.eu/

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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