Consob: premio di sostenibilità. Il “greenium” riduce il costo del debito per le imprese italiane

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Il nuovo Quaderno Consob mostra che la sostenibilità non è più solo reputazione: per molte aziende può tradursi in un vantaggio finanziario concreto

Il nuovo Quaderno di finanza sostenibile n. 7 della Consob analizza il cosiddetto greenium (green premium), cioè il premio di sostenibilità riconosciuto dal mercato alle obbligazioni ESG. In termini semplici: gli investitori accettano rendimenti più bassi pur di acquistare bond sostenibili e questo consente agli emittenti di finanziarsi a costi inferiori rispetto ai titoli tradizionali.

Lo studio, firmato da Lucia Alessi e Monica Gentile, prende in esame 3.363 obbligazioni italiane in circolazione al 30 giugno 2025, di cui 195 classificate ESG secondo i principi ICMA. È il primo lavoro focalizzato in modo specifico sul mercato domestico italiano.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Il vantaggio per l’emittente

Il dato più rilevante è che, in fase di emissione, il rendimento medio dei titoli sostenibili risulta inferiore di circa un punto percentuale rispetto a quello delle obbligazioni tradizionali. Poiché il rendimento medio dei bond convenzionali è stimato al 4,1%, il vantaggio per l’emittente equivale a un risparmio di circa il 23% sul costo del finanziamento.

Il beneficio, però, non è uniforme. Consob evidenzia che il greenium è più forte nel comparto corporate, cioè tra le imprese non finanziarie, mentre appare meno netto per banche e intermediari finanziari. La ragione è che nel caso delle aziende industriali il collegamento tra fondi raccolti e progetti sostenibili è spesso più visibile e verificabile; nelle banche, invece, gli investitori fanno più fatica a valutare l’impatto reale dell’emissione.

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La credibilità complessiva dell’azienda

Un punto importante riguarda anche il rating ESG dell’emittente. Il mercato non guarda soltanto all’etichetta “green” del singolo bond, ma valuta la credibilità complessiva dell’azienda. In altre parole, una società con un profilo ESG più solido può ottenere condizioni migliori non solo sui bond sostenibili, ma anche sulle emissioni convenzionali.

La lettura economica è chiara: la sostenibilità sta diventando una variabile finanziaria. Non basta più presentarla come elemento reputazionale o comunicativo; se credibile, misurabile e coerente con il business dell’impresa, può incidere direttamente sul costo del capitale.

Il rischio greenwashing

Resta però un nodo delicato: il rischio greenwashing. Lo stesso studio richiama l’importanza di trasparenza, standard comuni, verifiche esterne e disclosure sull’uso dei proventi. Il nuovo quadro europeo sugli European Green Bonds va proprio in questa direzione, introducendo requisiti più stringenti su destinazione dei fondi, allineamento alla tassonomia e revisione esterna.

Per le imprese italiane il messaggio è pragmatico: emettere bond sostenibili può convenire, ma solo se la strategia ESG è credibile e integrata. Il mercato premia la sostenibilità, ma sembra farlo soprattutto quando riesce a distinguere tra reale trasformazione industriale e semplice etichetta verde.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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