La Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica finanzia 11 progetti ad alto impatto
Dall’autismo alle malattie autoimmuni, fino all’infertilità e all’AI: quasi 11 milioni di euro per sostenere la prima edizione del Bando Consolidator. Le progettualità selezionate puntano a sviluppare nuove terapie, migliorare la diagnosi precoce e personalizzare le cure in alcuni dei principali ambiti della medicina contemporanea.

Migliorare la qualità di vita delle persone con autismo attraverso percorsi di cura personalizzati, sviluppare nuove immunoterapie per i bambini affetti da malattie autoimmuni resistenti ai trattamenti, sfruttare l’intelligenza artificiale per rendere più efficaci gli screening oncologici e comprendere le cause biologiche dell’infertilità e delle gravidanze interrotte spontaneamente. Sono questi alcuni degli obiettivi degli undici progetti vincitori della prima edizione del Bando Consolidator promosso dalla Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB), che mette a disposizione quasi 11 milioni di euro, fino a 1 milione di euro per ciascun progetto, per sostenere la ricerca biomedica d’eccellenza in Lombardia.
L’iniziativa, rivolta a ricercatori italiani e internazionali intenzionati a sviluppare la propria attività presso gli enti del Sistema Sanitario Regionale lombardo, ha raccolto 46 candidature. Al termine di un articolato processo di valutazione scientifica indipendente, sono stati selezionati gli undici progetti ritenuti più promettenti per innovatività, qualità della ricerca e potenziale impatto clinico.
«La ricerca è un motore che va alimentato con costanza e strategia. Come Fondazione di riferimento per Regione Lombardia siamo orgogliosi di sostenere progettualità capaci di trasformare la conoscenza scientifica in nuove opportunità di cura per i pazienti», afferma Andrea Donnini, Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica.
Le progettualità finanziate affrontano alcune delle principali sfide della medicina contemporanea. In ambito neurologico e psichiatrico, il progetto Smart-Care, coordinato da Alessandro Crippa dell’IRCCS Eugenio Medea – Associazione La Nostra Famiglia, punta a migliorare la presa in carico delle persone con disturbo dello spettro autistico attraverso una maggiore integrazione tra funzioni sensoriali e motorie, con l’obiettivo di sviluppare percorsi terapeutici sempre più personalizzati.
Sempre nell’area delle neuroscienze, Perimind, guidato da Maura Marcucci dell’IRCCS Humanitas, studierà i meccanismi e i fattori predittivi dei disturbi neurocognitivi che possono comparire dopo un intervento chirurgico, mentre Lonesome Stream-Pr, coordinato da Francesco Mazzarotto dell’Università degli Studi di Brescia, cercherà di chiarire le basi genetiche ancora sconosciute della schizofrenia utilizzando tecnologie di sequenziamento genomico di nuova generazione. Beyond, guidato da Livio Provenzi dell’IRCCS Istituto Neurologico Casimiro Mondino, analizzerà invece come le esposizioni biologiche e sociali durante la pandemia abbiano influenzato lo sviluppo neuropsicologico dei giovani.
Grande attenzione anche alle conseguenze a lungo termine dell’emergenza sanitaria. Il progetto Uplift Next Gen, coordinato da Anna Odone dell’Università di Pavia, studierà l’impatto della pandemia sulla salute mentale delle nuove generazioni attraverso un approccio multidisciplinare basato sull’integrazione di dati clinici, ambientali e sociali.
Sul fronte dell’immunologia, Icarus, guidato da Giovanna Lucchini dell’IRCCS San Gerardo dei Tintori, svilupperà una strategia innovativa basata su cellule CAR-CIK dirette contro il bersaglio CD19 per il trattamento delle malattie autoimmuni pediatriche resistenti alle terapie convenzionali. Parallelamente, Immune Cad-T1, coordinato da Nicola Cosentino dell’IRCCS Centro Cardiologico Monzino, approfondirà il ruolo del sistema immunitario nella progressione dell’aterosclerosi coronarica nei pazienti con diabete mellito di tipo 1, con l’obiettivo di individuare nuovi strumenti di prevenzione cardiovascolare.
L’intelligenza artificiale sarà protagonista del progetto AI-PAP, coordinato da Giorgio Bogani della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, che punta a migliorare lo screening del tumore della cervice uterina integrando algoritmi di AI e patologia digitale nell’analisi del Pap test e dei test HPV, aumentando accuratezza diagnostica ed efficienza dei programmi di prevenzione.
Due progetti riguardano la medicina della riproduzione. Decode, guidato da Danilo Cimadomo dell’Università di Pavia, studierà il ruolo degli esosomi nella comunicazione tra le cellule riproduttive per migliorare la qualità degli ovociti e aumentare le probabilità di successo della procreazione medicalmente assistita. Feaster, coordinato da Ilaria Bestetti della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Policlinico di Milano, analizzerà invece i meccanismi biologici che collegano infertilità e abortività spontanea, integrando aspetti genomici e impatto psicologico delle perdite gestazionali.
Infine, Prime-AL, guidato da Paolo Milani dell’IRCCS Policlinico San Matteo, svilupperà nuovi strumenti per una gestione sempre più precisa dell’amiloidosi AL, migliorando diagnosi precoce, monitoraggio della malattia e personalizzazione dei trattamenti.
Dal punto di vista delle aree scientifiche, cinque progetti appartengono all’ambito della psichiatria e neuropsicologia, tre all’immunologia, due alla medicina della riproduzione e uno alle malattie infettive. Il tasso di successo più elevato è stato registrato dalla medicina della riproduzione (50%), seguita dall’immunologia (30%) e dalla psichiatria e neuropsicologia (28%). Sette Principal Investigator operano presso enti pubblici, mentre quattro provengono da istituti privati.
«Creare opportunità capaci di valorizzare il talento dei ricercatori significa investire nel futuro della sanità e dell’innovazione. Vogliamo continuare a essere un punto di riferimento per la ricerca biomedica lombarda, sostenendo progettualità che possano tradursi in benefici concreti per i pazienti e per il sistema sanitario», conclude Veronica Comi, Direttore Generale della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica.





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