Gianluca Martino Tartaglia: l’eccellenza della Gnatologia tra intelligenza artificiale e medicina rigenerativa
La Gnatologia, branca dell’odontoiatria molto cambiata negli ultimi vent’anni, studia la fisiologia, le funzioni e le patologie dell’apparato masticatorio e fa di Gianluca Martino Tartaglia uno dei massimi esperti internazionali nel campo della valutazione strumentale quantitativa a supporto della diagnosi.
Professore ordinario all’Università degli Studi di Milano, Tartaglia è attivo dal novembre 2020 anche al Policlinico di Milano, uno dei principali ospedali universitari e di ricerca del Paese, dove porta avanti la sua missione: trasferire i risultati della ricerca nella pratica clinica nel minor tempo possibile.

“Ho 35 anni di laurea e quello che ho imparato nelle aule universitarie oggi esiste solo come una tappa del percorso di evoluzione della conoscenza umana. E’ cambiato tutto. In gnatologia, nel trattamento del dolore oro-facciale e dei disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare e della masticazione, il raddoppio della conoscenza è stato impietoso e ben ancorato a solidi principi di evidenza, il tutto a beneficio dei pazienti e a dimostrazione della vivacità di una disciplina che sembrava arrivata a un punto morto nel rispondere ai quesiti diagnostici e nell’impostazione terapeutica secondo le regole del metodo scientifico.”
Un’attività che spazia dall’intelligenza artificiale alla medicina rigenerativa fa di questo professore milanese un’eccellenza a livello mondiale, la cui “mission” ha come fine la trasformazione della ricerca scientifica in uno strumento utile al miglioramento della salute dei pazienti.
“La ricerca, confinata nelle pubblicazioni scientifiche, ha grande valore quando poggia su basi solide, anche e soprattutto teoriche, che permettono di innovare e di migliorare concretamente la pratica clinica” dichiara il cinquantottenne professore milanese che, grazie al suo intenso lavoro, è riuscito a ottenere negli ultimi anni importanti finanziamenti sia a livello regionale che europeo.
“Per chi, come me, riesce a innovare anche grazie ai finanziamenti competitivi, significa vedere riconosciuta la qualità di un progetto e avere le risorse per trasformare un’idea in risultati concreti.”
Un pensiero chiaro, quello del Professore, che si pone l’obiettivo di offrire alla figura del medico, strumenti che ne aumentino la precisione di intervento e la capacità decisionale. “Studiare e insegnare all’estero mi ha aperto ancor di più al confronto continuo, che accelera l’innovazione e migliora la qualità della ricerca.”
Tecnologia e competenze che è bello ritrovare anche a livello politico nella Sanità Lombarda, dove le eccellenze sono sempre indispensabili, anche per mantenere alto il livello di assistenza ai pazienti e la capacità di innovazione delle imprese ai migliori livelli europei.
“Da uomo che ha dedicato la carriera alla innovazione, non mi tirerei indietro qualora venisse chiesto il mio contributo. L’Italia ha già dimostrato di saper mobilitare risorse imponenti quando una priorità viene condivisa: sulla ricerca e sull’innovazione dobbiamo avere la stessa determinazione, portandole al centro non solo della Sanità ma dell’intero sistema Paese. Talento, competenze e capacità progettuale, in Italia, non mancano di certo: ciò di cui abbiamo davvero bisogno è una visione più lungimirante, capace di mettere ricerca e infrastrutture al servizio delle imprese e delle istituzioni, per il salto di qualità che meritiamo. Sono certo che sia alla nostra portata: l’Italia lo merita, e ha tutte le carte in regola per riuscirci.”





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