Bending Spoons, da Milano allo sbarco sul Nasdaq. Il modello di business della società tech italiana

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Bending Spoons si prepara al debutto sul Nasdaq. La società tecnologica italiana ha annunciato che il prezzo dell’offerta pubblica iniziale (Ipo) è stato fissato a 29 dollari per azione.

L’operazione prevede l’offerta complessiva di 57.971.015 azioni ordinarie, di cui 34.398.640 messe sul mercato direttamente dalla società e 23.572.375 cedute da alcuni azionisti esistenti. Come precisato nella nota ufficiale, Bending Spoons non incasserà alcun provento derivante dalla vendita delle quote da parte degli azionisti venditori.

Chiusura dell’offerta il 2 luglio

Il titolo dovrebbe iniziare le contrattazioni oggi sul Nasdaq Global Select Market con il ticker “Bsp”. La chiusura dell’offerta è attesa per il 2 luglio 2026, subordinatamente alle consuete condizioni.

Prevista inoltre un’opzione per gli underwriter, che potranno acquistare fino a ulteriori 5.244.026 azioni dalla società e fino a 3.451.626 azioni dagli azionisti venditori, al prezzo dell’Ipo, al netto di sconti e commissioni.

Goldman Sachs International, J.P. Morgan e Allen & Company LLC agiscono in qualità di joint lead book-running manager dell’operazione. Il ruolo di joint book-running manager è invece affidato a Wells Fargo Securities, BofA Securities, Jefferies, Evercore ISI, BNP Paribas, Mizuho, Société Générale, Crédit Agricole CIB, Intesa Sanpaolo (IMI CIB Division), UniCredit e Banca Akros (Gruppo Banco BPM).

Bending Spoons, il modello di business della company italiana

Fondata a Milano nel 2013, Bending Spoons si distingue nel panorama tecnologico per un modello di business che va oltre le tradizionali definizioni di app company o software house.

La società si configura infatti come una piattaforma acquisitiva supportata dall’intelligenza artificiale, un approccio che ne rappresenta il principale elemento di valore.

La strategia operativa si basa su tre direttrici principali: l’acquisizione di applicazioni consumer già affermate, caratterizzate da una base utenti consolidata ma da margini di inefficienza gestionale; l’ottimizzazione delle performance attraverso l’impiego dell’AI, con interventi mirati su riduzione dei costi, incremento della retention e automazione dei processi; infine, la monetizzazione tramite modelli di abbonamento ricorrente, considerati tra i più prevedibili e scalabili nel settore digitale.

Un portafoglio di oltre 50 brand digitali: AOL, Eventbrite, Evernote, Vimeo, WeTransfer, Meetup. Oltre 500 milioni di utenti attivi mensili. Le sottoscrizioni digitali rappresentano il 93% dei ricavi nel 2025.

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