TFR dei neoassunti, arriva il modulo TFR3: come rinunciare al fondo pensione entro 60 giorni
Chi è stato assunto per la prima volta nel settore privato dopo il 30 giugno 2026 ha ora uno strumento ufficiale per decidere dove far confluire il proprio trattamento di fine rapporto. L’Inps, con il messaggio n. 3021 del 29 settembre 2026, ha adeguato le proprie procedure al nuovo modulo TFR3, introdotto dal decreto interministeriale del 4 settembre 2026. Il modello serve ai neoassunti per esercitare le opzioni previste dalle nuove regole sull’adesione automatica alla previdenza complementare.

Cosa prevede la legge di bilancio 2026
La novità nasce dall’articolo 1, commi 204 e 205, della legge 199/2025, che ha modificato l’articolo 8 del decreto legislativo 252/2005. Dal 1° luglio 2026 i dipendenti del settore privato alla prima assunzione aderiscono in automatico a una forma pensionistica complementare. Il meccanismo lascia però una via d’uscita: entro 60 giorni dall’ingresso in azienda il lavoratore può rinunciare e optare per un’alternativa. Il funzionamento dell’iscrizione automatica è spiegato nel nostro approfondimento sulle novità per i lavoratori privati dal 1° luglio.
Le tre strade possibili con il nuovo modello
Il TFR3 si affianca ai moduli TFR1 e TFR2, in uso dal 2007, e apre tre possibilità. La prima è rinunciare all’adesione automatica alla previdenza integrativa. La seconda consiste nell’indicare un fondo diverso da quello che scatterebbe d’ufficio, al quale destinare la liquidazione che matura da quel momento in avanti. La terza permette di mantenere il TFR secondo il regime tradizionale dell’articolo 2120 del Codice civile, cioè accantonato presso il datore di lavoro.
Il documento ha anche un’altra funzione. Raccoglie le dichiarazioni di chi non è alla prima assunzione sulle scelte di previdenza complementare già compiute in passato e, per l’impresa, diventa lo strumento con cui assolvere gli obblighi di informazione, documentazione e conservazione. Secondo il decreto, il modello sarà disponibile in formato digitale sul sito del Ministero del Lavoro e verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Il codice T3 nel flusso Uniemens
Sul piano operativo, dalla competenza di luglio 2026 le aziende possono utilizzare nel flusso Uniemens il nuovo valore “T3”, da inserire nell’elemento “Tipo Scelta” della sezione dedicata alla destinazione del TFR. Il codice segnala che il dipendente ha espresso la propria preferenza in modo esplicito attraverso il nuovo modulo. Chi ha già trasmesso le denunce da luglio fino alla pubblicazione del messaggio può indicare nel campo “Data Scelta” una data precedente al mese corrente, così da sistemare le posizioni pregresse. Per tutto ciò che il messaggio non modifica restano valide le istruzioni della circolare Inps n. 12 del 5 febbraio 2026 e dei messaggi n. 1511 del 6 maggio e n. 2325 del 10 luglio 2026.
Perché i due mesi sono decisivi
Per il lavoratore il punto pratico è il calendario. Chi lascia trascorrere i 60 giorni senza firmare nulla si ritrova iscritto alla previdenza complementare e le quote future della liquidazione prendono quella strada. È una decisione destinata a pesare a lungo: da una parte c’è un capitale custodito in azienda e incassato alla fine del rapporto, dall’altra una rendita integrativa legata ai rendimenti del fondo, ai suoi costi e al trattamento fiscale. Prima di scegliere conviene mettere a confronto le due ipotesi, anche con l’aiuto della nostra guida su TFR in azienda o nel fondo pensione, e chiedere il modulo all’ufficio del personale subito dopo la firma del contratto.
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