Schroders Global Investor Study 2017: “Vorrei aver risparmiato di più”

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La pensano così 6 pensionati italiani su 10. Un timore condiviso dagli investitori in età lavorativa che sentono di non risparmiare abbastanza

La maggioranza degli italiani sente di non risparmiare abbastanza in vista della pensione e gran parte degli investitori già pensionati vorrebbe aver accumulato più risparmi per la vita dopo il pensionamento.

Dallo Schroders Global Investor Study 2017, ricerca condotta su oltre 22.000 investitori in 30 Paesi, emerge infatti che, in media, gli investitori italiani che ancora lavorano stanno risparmiando il 9% del proprio reddito annuale in vista della pensione (vs. 9,9% in Europa, 11,4% a livello globale).

Tuttavia, per vivere confortevolmente durante la pensione, gli investitori italiani ancora lavorativamente attivi ritengono che dovrebbero accumulare di più, vale a dire il 12,6% del reddito annuale (vs. 12,0% in Europa, 13,7% a livello globale).

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Solo la metà (50%) degli italiani pensa che il reddito che percepirà durante la pensione sarà sufficiente per vivere in modo confortevole o molto confortevole, mentre del 50% rimanente, il 38% pensa che più reddito sarebbe d’aiuto e il 12% crede che avrà difficoltà nella vita da pensionato.

Il maggiore pessimismo si evince anche dal confronto con i dati globali ed europei: il 66% degli investitori globali e il 65% di quelli europei ritiene che il reddito percepito durante la pensione basterà per vivere confortevolmente.

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Spostando il faro sugli investitori che sono già in pensione, emerge che il 68% degli italiani ritiene che il reddito effettivo percepito dopo aver terminato l’attività lavorativa sia sufficiente a garantire una vita confortevole e, ciononostante, ben 6 italiani su 10 (59%) vorrebbero aver risparmiato di più in vista della pensione. Questa percentuale include un 15% che vorrebbe aver messo da parte molto di più.

Questo trend si rispecchia su tutti i Paesi analizzati dalla ricerca: due terzi (66%) degli investitori in pensione vorrebbe aver accumulato più risparmi e il 22% molti più risparmi.

Tutto questo solleva un quesito: come si può colmare il gap?

In che modo gli investitori stanno risparmiando in vista della pensione?

La fonte principale di reddito in età pensionistica per gli investitori italiani è/sarà rappresentata dalla pensione statale (28%), seguita da pensione in capo alle società private (18%), altri tipi di risparmi (16%) e pensioni personali (13%), mentre a livello globale la pensione statale si piazza al secondo posto, contribuendo per il 19%, contro il 20% derivante da risparmi e investimenti.

Uno dei modi per risparmiare di più potrebbe essere quello di lavorare più a lungo e gli investitori sembrano esserne consapevoli. Alla domanda sull’età di pensionamento desiderata da un lato e attesa dall’altro, i partecipanti globali hanno dichiarato in media di sperare di andare in pensione a 60,2 anni, ma di aspettarsi realisticamente di terminare di lavorare a 63 anni. In Italia, la differenza risulta molto più evidente, in quanto l’età desiderata si ferma a 61,9 anni, mentre quella attesa sale a 67,5 anni.

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La ricerca evidenzia inoltre il desiderio della metà degli italiani lavorativamente attivi (51%) di lavorare part-time prima di andare completamente in pensione e per un periodo medio di 2,9 anni. A livello globale, è il 63% a sperare di lavorare part-time, per un periodo di 3,4 anni.

Infine, dalla ricerca è emerso che il 25% dei lavoratori attivi italiani (23% di quelli europei e 30% di quelli globali) spera di trasformare i propri hobby in fonte di guadagno dopo il pensionamento.

Lesley-Ann Morgan, Global Head of Defined Contribution and Retirement, Schroders, osserva:

“È ben noto che le persone non stiano risparmiando abbastanza per la pensione e questa ricerca mostra che anche coloro che possono definirsi degli investitori assodati non stanno mettendo abbastanza denaro da parte. Emerge anche un messaggio forte da parte di coloro che sono già in pensione: ‘vorrei aver risparmiato di più’. Il gap pensionistico è aggravato ulteriormente dal fatto che siamo in un’epoca di bassi tassi e bassi rendimenti – per raggiungere i propri obiettivi, le persone hanno bisogno di risparmiare ancora di più rispetto a quanto non hanno fatto i risparmiatori delle generazioni precedenti”.

“Lo strumento più potente a disposizione dei risparmiatori è il tempo. Iniziare presto a risparmiare fa la differenza in modo incredibile sull’ammontare finale del capitale della pensione. Il miracolo dei rendimenti composti, che permettono di ottenere rendimenti sui rendimenti stessi, permette di accumulare fino a 30 o 40 anni di risparmi”.

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