carVertical: cresce del 30,9% la quota di controlli sulle elettriche

La notizia in sintesi
- La quota di verifiche sulle elettriche usate è cresciuta del 30,9% tra gennaio e agosto 2026 rispetto al 2025.
- Il 67,3% dei concessionari intervistati indica nella durata delle batterie e nei possibili guasti la principale incertezza.
- Il 79,6% dei concessionari del campione non utilizza strumenti specifici per testare la batteria.
- carVertical aggiunge informazioni su batterie e ricarica ai report e prevede dati sulla qualità effettiva entro fine 2026.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Cresce l’interesse per le auto elettriche usate in Italia, ma le incognite sulle batterie complicano acquisti, valutazioni e vendite. Tra gennaio e agosto 2026, la quota di controlli sulla storia dei veicoli riferita alle elettriche è aumentata del 30,9% rispetto al 2025, secondo i dati di carVertical, società che fornisce report sulla storia dei veicoli. Un sondaggio condotto dall’azienda a settembre 2026 su circa 50 concessionari italiani indica però che, per il 67,3% degli intervistati, durata delle batterie e possibili guasti costituiscono la principale fonte di incertezza nella pianificazione delle vendite.
Le verifiche e le risposte dei venditori descrivono un interesse crescente, non un dato sulle compravendite concluse. La quota delle elettriche sul totale dei controlli effettuati attraverso carVertical è passata dallo 0,35% del 2024 allo 0,68% del 2025, raggiungendo lo 0,89% nei primi otto mesi del 2026.
Più scelta nell’usato, tra prezzi e ricarica
Il contesto è quello di una maggiore diffusione delle elettriche nuove. Secondo i dati ACEA, nel primo semestre del 2026 le vetture a batteria hanno raggiunto l’8,5% delle immatricolazioni italiane, contro il 5,2% dello stesso periodo del 2025. Nell’Unione europea la quota è passata dal 15,6% al 20,7%. L’aumento delle immatricolazioni degli ultimi anni alimenta anche l’offerta di modelli relativamente recenti sul mercato dell’usato.
Nel sondaggio, il 55,1% dei concessionari riferisce un aumento dell’interesse dei clienti nell’ultimo anno; il 28,6% non rileva cambiamenti. Per il 57,1%, i rincari di benzina e diesel degli ultimi sei mesi hanno inciso almeno moderatamente sulla domanda. Il 40,8% considera invece importante, nelle decisioni di acquisto, l’ampliamento dell’offerta disponibile.
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“Il vantaggio principale è il prezzo. Nei primi anni di vita, le auto elettriche tendono a svalutarsi più rapidamente rispetto a quelle con motore a combustione, rendendo disponibili sul mercato dell’usato modelli relativamente recenti a prezzi molto più accessibili. Inoltre, i costi di manutenzione sono inferiori, soprattutto per chi ha la possibilità di ricaricare l’auto a casa”
È la valutazione di Matas Buzelis, esperto del mercato automobilistico di carVertical. Tra i marchi elettrici controllati in Italia attraverso il servizio nel periodo 2024-2026, Tesla raccoglie il 38,4% delle ricerche, davanti ad Audi con l’11,8% e Smart con l’8,2%.
La possibilità di ricaricare e le distanze quotidiane restano elementi da considerare nella scelta. Buzelis osserva:
“Un’auto elettrica non è ancora la scelta giusta per tutti. Gli automobilisti che non possono ricaricare a casa o che percorrono ogni giorno lunghe distanze spesso continuano a preferire un motore a combustione. Affidarsi esclusivamente alle colonnine pubbliche di ricarica può risultare scomodo e, in alcuni casi, più costoso”
Batterie, il divario tra informazioni richieste e controlli
Per il 75,5% dei concessionari intervistati, le preoccupazioni degli acquirenti sulla durata e sul costo delle batterie pesano molto sugli ostacoli alla vendita. Seguono i dubbi sull’autonomia reale, indicati dal 71,4%. Il 18,4% segnala invece i cambiamenti di imposte e incentivi come principale fonte di incertezza nella pianificazione commerciale.
Le difficoltà riguardano anche la definizione del prezzo. Il 61,2% attribuisce lo stesso peso a chilometraggio e condizioni della batteria; per il 26,5% quest’ultima è decisiva, purché sia possibile valutarla in maniera affidabile. Eppure il 79,6% dichiara di non impiegare strumenti specifici per testarla.
I tempi di vendita risultano spesso lunghi: il 51% riferisce che servono più di tre mesi e il 34,7% indica tempi superiori a sei mesi. Solo il 18,4% dichiara di riuscire a vendere entro un mese.
Disporre di informazioni dettagliate sulla batteria aumenterebbe molto la fiducia degli acquirenti secondo il 71,4% del campione. Il 59,2% si aspetterebbe vendite più rapide e il 55,1% valutazioni più accurate e prezzi più elevati. Si tratta delle aspettative espresse dai concessionari, non di risultati già misurati.
Nuovi dati nei report e controlli sul chilometraggio
carVertical ha inserito nei report una sezione per le elettriche con informazioni sulla batteria e sulla ricarica. Una mappa interattiva mostra inoltre l’autonomia stimata partendo da un indirizzo. I dati sulla qualità effettiva della batteria sono invece ancora in fase di acquisizione: l’azienda prevede di renderli disponibili entro la fine del 2026.
La batteria non esaurisce le verifiche necessarie. Nei controlli effettuati da carVertical in Italia tra il 2024 e il 2026, lo 0,99% delle elettriche presenta un chilometraggio alterato, contro il 3,22% delle diesel, il 2,40% delle vetture a benzina e lo 0,97% delle ibride. Le percentuali riguardano i veicoli sottoposti a verifica.
Buzelis collega quindi l’esame della batteria al controllo della storia del mezzo:
“La batteria è il componente più costoso di un’auto elettrica e la sua sostituzione dopo la scadenza della garanzia può costare migliaia di euro. Anche il chilometraggio è altrettanto importante: i contachilometri possono essere manomessi anche sulle auto elettriche e la distanza percorsa resta un indicatore chiave dell’usura della batteria. Per questo è fondamentale controllare attentamente un’elettrica usata prima dell’acquisto”
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