Le ragioni dietro la correzione del prezzo del petrolio

Pierre Melki -

Il prezzo del petrolio WTI è stabile dall’inizio dell’anno dopo aver visto, nel 2018, il miglior esordio in oltre un decennio e aver raggiunto un il livello massimo di 66,5 dollari a metà gennaio.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

All’inizio di febbraio, i prezzi del petrolio sono crollati di oltre l’8%, scendendo a 60,5 dollari a causa delle preoccupanti notizie riguardanti i fondamentali della domanda e dell’offerta.

Sul versante dell’offerta, il mercato è stato allarmato dai recenti dati che hanno evidenziato una produzione petrolifera statunitense al massimo storico di 10,25 milioni di barili/giorno. Inoltre, le scorte di greggio degli Stati Uniti hanno smesso di diminuire nelle ultime due settimane, spezzando il ritmo di 10 settimane di declino e intaccando gli obiettivi dell’OPEC di ridurre le scorte alla media degli ultimi 5 anni. Da ultimo, ma non meno importante, nel mese scorso sono state aggiunte oltre 29 piattaforme petrolifere che hanno raggiunto il livello più alto dall’aprile 2015, fatto che suggerisce un potenziale forte aumento a medio termine dell’offerta di greggio, proveniente principalmente dai produttori USA di scisto del Bacino Permiano. L’aumento degli impianti di perforazione avviene in un momento in cui le preoccupazioni circa un importante picco di produzione sono elevate dopo i recenti dati dell’Agenzia per l’Energia, che si traducono in un colpo ancor più grande per il sentiment di mercato. Gli investitori sembrano riporre poca fiducia nella disciplina dei produttori statunitensi e a quanto pare potrebbero avere ragione.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Dal lato della domanda, quella statunitense è ancora buona e le importazioni cinesi sono a livelli record con prospettive positive a lungo termine. Le importazioni di petrolio della Cina sono oggi le maggiori al mondo e continuano ad aumentare con una forte crescita della domanda e una costante produzione interna di greggio. A spingere i consumi, la penetrazione della proprietà delle auto e il trend di vendita delle automobili più grandi (i SUV rappresentano il 40% delle nuove vendite). Inoltre, siamo ancora fiduciosi che una crescita della domanda in India possa essere fonte di sorprese al rialzo.

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La pacificazione geopolitica ha anche contribuito al calo dei prezzi del petrolio, visto che il recente premio di rischio associato alla potenziale interruzione dell’approvvigionamento ha subito un’erosione. Guardando all’Arabia Saudita, leader de facto dell’OPEC, sia la “purga” politica interna sia le tensioni intorno al Qatar, feudo saudita, sembrano essersi ridimensionate; l’aumento della sostenibilità dell’OPEC ha portato allo sforzo di tagliare la produzione petrolifera globale, eliminando allo stesso tempo alcuni premi di rischio sul prezzo del petrolio. Il calo delle notizie negative provenienti da importanti produttori petroliferi come Venezuela e Iran ha eliminato un forte sostegno ai prezzi del petrolio.

Nonostante la recente correzione, il prezzo delle materie prime rimane ben al di sopra del livello medio di breakeven del flusso di cassa delle società petrolifere integrate, che hanno registrato una relativa resistenza durante la recente correzione dei prezzi. Guardando alla stagione dei utili per le maggiori società del settore, l’Europa ha chiaramente sovraperformato gli Stati Uniti con numeri solidi a monte e risultati misti a valle. Sono stati inoltre annunciati tutti i buyback di azioni per le grandi società europee integrate, con l’obiettivo di ridurre la diluizione subita dagli azionisti negli ultimi due anni.


Pierre Melki – Equity Analyst Global Equity Research – Union Bancaire Privée (UBP)

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