Manovra 2027, esenzione bollo auto: cambia chi ne ha diritto. Pensioni, fisco e sostegni alle famiglie: il nodo delle coperture

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Manovra da 23,5 miliardi, Giorgetti: «La coperta è corta»

Vertice di maggioranza e confronto con Bruxelles per definire le ultime misure della Legge di Bilancio

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Più, 11-12 novembre 2026

Giorgetti: «Faremo quello che è possibile, non l’impossibile»

Tra le ipotesi allo studio agevolazioni fiscali per giovani e lavoratori, interventi sul sistema previdenziale e nuovi aiuti alle famiglie. Ancora aperto il nodo delle coperture.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Il governo Meloni accelera sulla definizione della prossima Legge di Bilancio, l’ultima della legislatura. Il Consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi mercoledì mattina per approvare il testo definitivo della Manovra, che vale complessivamente 23,5 miliardi di euro. A oltre due settimane dall’approvazione del Documento programmatico di bilancio, avvenuta il 13 ottobre, restano tuttavia da definire diversi interventi, anche alla luce del confronto con la Commissione europea sull’utilizzo della flessibilità prevista per le spese legate alla difesa e all’energia.

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Le trattative si sono intensificate nelle ultime ore, con l’obiettivo di individuare le misure finanziabili e concentrare le risorse sugli interventi considerati prioritari. Pensioni, Irpef, agevolazioni per i giovani, sostegni alle famiglie e incentivi alle imprese sono tra i capitoli ancora al centro del confronto politico.

Vertice di maggioranza, focus sui negoziati con Bruxelles

Nel vertice di maggioranza di ieri sera è stato fatto il punto sulle interlocuzioni con la Commissione europea, definite dalle fonti di maggioranza «proficue» e ancora in corso. Al centro del confronto, in particolare, l’impiego della clausola nazionale di salvaguardia (Nec) per finanziare gli interventi in materia energetica.

L’obiettivo è chiarire quali misure possano rientrare nei margini di flessibilità consentiti e quali risorse siano effettivamente disponibili per inserirle nella Manovra.

La maggioranza ha ribadito la volontà di concentrare gli stanziamenti sulle priorità economiche e sociali: sostegno al potere d’acquisto, crescita, famiglie, ceto medio, giovani e anziani. Sul tavolo anche gli interventi fiscali, gli aiuti alle imprese e il rafforzamento del sistema sanitario, sempre nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica.

Giorgetti: «Faremo il possibile, non l’impossibile»

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha confermato che il lavoro sulla Manovra è entrato nella fase conclusiva. «Sono momenti molto intensi, al Mef lavoriamo giorno e notte», ha dichiarato, spiegando che il governo punta a portare il provvedimento in Consiglio dei ministri già domani.

Il passaggio decisivo resta legato all’intesa con Bruxelles. «Con la Commissione europea abbiamo fatto progressi, quindi credo che chiuderemo entro stasera le proposte che riteniamo possano essere ritenute ammissibili», ha affermato il ministro, sottolineando che solo con un adeguato grado di certezza sarà possibile procedere alla firma del testo.

Giorgetti ha inoltre richiamato i limiti imposti dalle risorse disponibili, a fronte delle numerose richieste avanzate da partiti, categorie economiche, Regioni e Comuni. «Faremo quello che è possibile, non l’impossibile», ha ribadito, assicurando che l’esecutivo intende dare una risposta alle esigenze più urgenti senza compromettere la tenuta dei conti pubblici.

Giovani e lavoro, allo studio nuovi sgravi fiscali

Tra le misure che potrebbero trovare spazio nella Manovra figura un pacchetto di agevolazioni fiscali destinato ai giovani lavoratori. Secondo le ipotesi circolate nelle ultime ore, il piano comprenderebbe una mini-Irpef per gli under 30 con redditi bassi, un’aliquota agevolata al 5% per i neoassunti under 35 e un ampliamento della no tax area per gli under 25.

Restano da definire le aliquote e le soglie reddituali. L’obiettivo è aumentare la competitività delle retribuzioni italiane e contrastare la fuga dei giovani qualificati all’estero.

Per le imprese si valuta inoltre il rafforzamento delle maggiorazioni fiscali sulle nuove assunzioni: la maxi-deduzione potrebbe passare dal 130% al 140% per i giovani e raggiungere il 180% per le giovani madri.

Sul fronte del lavoro, un’altra ipotesi riguarda la tassazione agevolata al 5% sugli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali. Potrebbe inoltre essere introdotta un’aliquota al 15% sulle maggiorazioni per il lavoro notturno e festivo e sul salario accessorio dei dipendenti pubblici.

In discussione anche la detassazione delle tredicesime per i redditi più bassi. La misura è ancora da definire sia per quanto riguarda il limite reddituale sia per l’aliquota, che potrebbe attestarsi al 10% o al 15%.

La Lega punta poi ad ampliare il regime forfettario per le partite Iva, innalzando il limite di ricavi dagli attuali 85mila a 100mila euro. L’eventuale modifica richiederebbe però una verifica di compatibilità con le regole europee. Da chiarire anche la conferma dell’accesso al regime per dipendenti e pensionati con redditi da lavoro autonomo.

Irpef, si allontana il taglio per i redditi medio-alti

Sembra invece perdere quota l’ipotesi di un’ulteriore riduzione dell’Irpef per i contribuenti con redditi superiori a 50mila euro. L’intervento, già accantonato nelle scorse settimane, era tornato al centro del dibattito con la proposta di estendere l’aliquota del 33% almeno fino a 55mila euro.

Secondo fonti di maggioranza, la misura sarebbe ormai destinata a uscire dal perimetro della Manovra, anche per la necessità di concentrare le risorse sugli interventi ritenuti più urgenti.

Tra le proposte ancora in discussione figura anche una possibile riduzione al 5% della cedolare secca sugli affitti a lungo termine. Anche in questo caso, tuttavia, non ci sono conferme definitive.

Famiglie e welfare, fino a 5 miliardi sul tavolo

Il capitolo sociale potrebbe beneficiare di risorse fino a 5 miliardi di euro. Tra le misure considerate figurano il rafforzamento dei congedi parentali, l’introduzione di un libretto previdenziale per i nuovi nati e nuovi sostegni alle madri lavoratrici.

Un’altra ipotesi riguarda l’estensione della decontribuzione alle lavoratrici dipendenti con almeno due figli. Attualmente è previsto uno sgravio contributivo fino a 3mila euro annui per le dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli.

Sul fronte dell’istruzione, Noi Moderati propone di prorogare il bonus per le scuole paritarie, fino a 1.500 euro per studente. Forza Italia, invece, punta a introdurre un sostegno per le spese sanitarie degli over 75, attraverso una carta del valore compreso tra 300 e 500 euro, eventualmente subordinata a una soglia Isee, oppure un sistema di rimborsi tramite cashback.

Si tratta di proposte che dovranno fare i conti con le disponibilità finanziarie e con la selezione degli interventi che il governo riuscirà a inserire nel testo definitivo.

Pensioni, possibile fondo da quasi un miliardo

Resta aperto anche il dossier previdenziale, uno dei più delicati nel confronto tra le forze di maggioranza. L’ipotesi attualmente al vaglio prevede lo stanziamento di un fondo da poco meno di un miliardo di euro, destinato a finanziare la flessibilità in uscita attraverso un successivo provvedimento previsto a gennaio.

In questo scenario, la Legge di Bilancio si limiterebbe a individuare le risorse per il 2027, rinviando a una fase successiva la definizione delle modalità operative.

La Lega continua a sostenere la possibilità di anticipare l’uscita dal lavoro a 64 anni, con il ricalcolo contributivo dell’assegno pensionistico. Sul tavolo anche la rivalutazione delle pensioni per recuperare l’inflazione, un intervento particolarmente oneroso per i conti pubblici.

Per reperire le risorse necessarie potrebbe essere rivisto il meccanismo di perequazione degli assegni medio-alti, passando dal sistema per scaglioni a quello per fasce, potenzialmente meno favorevole per alcuni pensionati.

Casa, conferme per le detrazioni e ipotesi di regolarizzazione

Tra i capitoli ancora da definire c’è quello dei bonus edilizi. Le detrazioni per le ristrutturazioni potrebbero essere confermate al 50%, mentre l’Ecobonus potrebbe arrivare fino al 65%.

Il governo starebbe inoltre valutando una procedura per regolarizzare alcune posizioni legate alle irregolarità del Superbonus. L’ipotesi prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva per sanare le situazioni suscettibili di sanzione, ma i dettagli dell’eventuale intervento restano da chiarire.

Coperture finanziarie, il nodo banche e assicurazioni

Il costo complessivo della Manovra ammonta a 23,5 miliardi di euro. Una parte rilevante delle coperture, pari a 14,4 miliardi, dovrebbe arrivare dalla clausola nazionale di salvaguardia per la difesa e l’energia. A questa si aggiungerebbero circa 5 miliardi richiesti al comparto finanziario, in particolare a banche e assicurazioni, oltre ai risparmi dei ministeri e alle economie legate al Pnrr.

Proprio il contributo degli istituti finanziari resta uno dei punti più controversi. Le banche si oppongono a nuovi esborsi, ricordando l’accordo triennale da 10 miliardi raggiunto con il governo lo scorso anno.

Tra le categorie chiamate a contribuire potrebbero esserci anche i settori dei giochi e dei tabacchi. Non è escluso, in particolare, un aumento delle accise sulle sigarette.

Il confronto proseguirà fino alla definizione del testo da sottoporre al Consiglio dei ministri. Solo allora sarà possibile stabilire quali delle misure annunciate o discusse nelle ultime settimane diventeranno effettivamente parte della Legge di Bilancio e quali, invece, saranno rinviate o accantonate per ragioni di copertura finanziaria.

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