Dimissioni di Theresa May: il commento di Hermes IM

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Saker Nusseibeh e Silvia Dall’Angelo, rispettivamente CEO e diSenior Economist di Hermes Investment Management, commentano la notizia delle dimissioni del Premier britannico Theresa May.

Saker Nusseibeh, CEO, Hermes Investment Management
“Purtroppo, questa conclusione era inevitabile; ma non significa che ci troviamo più vicini alla fine di questa incertezza. Il quadro politico britannico è lacerato dal dibattito animato degli ultimi tre anni e l’equilibrio del potere negoziale tra Regno Unito Unione europea resta invariato. Quel che è certo è che Westminster ha una strada lunga e impegnativa per ristabilire la sua reputazione presso la maggioranza degli elettori e il paese ha chiaramente bisogno di una leadership che guarisca le sue divisioni”.

Silvia Dall’Angelo, Senior Economist, Hermes Investment Management
“La premiership di Theresa May è giunta alla fine della corsa, dopo quasi tre anni di tentativi di ricomporre un paese profondamente diviso. In questo periodo di difficoltà è giunta ad ammettere la cruda realtà della Brexit, le sue contraddizioni e i compromessi che essa implica. Alla fine il solo consenso che è riuscita ad ottenere è stato contro l’accordo che aveva concluso con l’UE, un compromesso che non è riuscito a soddisfare né Brexiteers né Remainers. Guardando al futuro, è improbabile che un nuovo leader possa condurre il paese più vicino a una soluzione del dilemma Brexit.
Innanzitutto, l’aritmetica parlamentare non cambierebbe: mentre c’è una maggioranza contro una Brexit no-deal, non c’è accordo sulla via da seguire. Il rischio è che con il prossimo leader – molto probabilmente proveniente dall’ala euroscettica intransigente del partito Tory – le tensioni istituzionali tra esecutivo e Parlamento si intensificheranno, generando potenzialmente un panorama politico ancora più frammentato e disfunzionale. La prossima fase si tradurrà probabilmente in elezioni generali anticipate, ma sono possibili altri risultati, tra cui un secondo referendum e una “no-deal Brexit” (quest’ultimo è lo scenario di default ai sensi dell’attuale legislazione Brexit). In ogni caso, è improbabile che la situazione relativa alla Brexit si risolva presto, e l’incertezza persisterà, il che continuerà a pesare sulle prospettive economiche e sulle attività finanziarie del paese.

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