La nuova geografia della mobilità: La Relocation Group accelera con il modello di “Desk Partnership”

REDAZIONE -

La società svizzera punta ad ampliare la propria presenza internazionale e in Italia attraverso una formula che combina imprenditorialità locale, infrastruttura centralizzata e network globale. Al centro della strategia, la ricerca di nuovi Partner Desk capaci di presidiare territori ad alto potenziale

La mobilità internazionale sta cambiando natura. Non riguarda più soltanto il trasferimento di un manager da una sede aziendale a un’altra, né può essere ricondotta alla tradizionale distinzione tra expatriate e residenti. Imprenditori che distribuiscono attività e patrimonio tra più Paesi, professionisti internazionali, famiglie, investitori, studenti e nuovi residenti compongono oggi una geografia molto più articolata, nella quale lavoro, fiscalità, abitazione, formazione e qualità della vita tendono sempre più spesso a sovrapporsi.

I numeri aiutano a comprendere la dimensione del fenomeno. Secondo l’International Migration Outlook 2025 dell’OECD, nel 2024 i Paesi dell’area hanno registrato 6,2 milioni di nuovi immigrati permanenti. Il dato è diminuito del 4% rispetto all’anno precedente, dopo tre anni di forte accelerazione post-pandemica, ma rimane comunque del 15% superiore ai livelli del 2019. Ancora più indicativo per il mondo del lavoro è il dato sui lavoratori stranieri con autorizzazioni temporanee o permessi di lavoro: circa 2,3 milioni nel 2024, il 26% in più rispetto al 2019.

È all’interno di questa trasformazione che si inserisce la strategia di La Relocation Group, società con headquarters a Zurigo che sta costruendo un network internazionale nel relocation e nel lifestyle management. Il principio è apparentemente semplice: mantenere una struttura centrale capace di garantire metodo, tecnologia, brand, compliance e standard di servizio, lasciando allo stesso tempo al territorio ciò che difficilmente può essere centralizzato — relazioni, conoscenza del mercato e capacità di sviluppare opportunità. La società definisce il proprio approccio attraverso quattro elementi: servizio centrato sulla persona, heritage svizzero, ricerca dell’eccellenza e combinazione tra visione globale ed expertise locale. Privacy, discrezione e sicurezza vengono considerate standard operativi, tanto per la clientela privata quanto per famiglie, imprenditori, aziende e profili high-end. 

Dal trasferimento alla gestione della vita internazionale

Il punto interessante, anche sotto il profilo economico, è che La Relocation Group non interpreta più la relocation come una prestazione isolata. Il trasferimento diventa piuttosto l’ingresso in una relazione di lungo periodo con il cliente, il tutto focalizzato sul reale bisogno e sulla proiezione futura del cliente stesso. Ricerca della casa, ricerca della scuola, visti, registrazioni amministrative, utenze, banking, assicurazioni e integrazione nella nuova città costituiscono il primo livello del servizio. Da qui può svilupparsi una relazione più ampia, che comprende property management, concierge, organizzazione domestica, wellness, servizi alla famiglia e gestione della quotidianità.

È un passaggio strategico: da un business prevalentemente transazionale a un modello nel quale possono svilupparsi continuità della relazione, servizi complementari, referral e ricavi ricorrenti. In altre parole, la vera infrastruttura non è il singolo servizio, ma la fiducia. E in un mercato caratterizzato da clienti sempre più internazionali, con poco tempo a disposizione e necessità distribuite tra diverse giurisdizioni, essere il punto di coordinamento locale può assumere un valore crescente. È proprio questa evoluzione ad aver portato il gruppo a lavorare oggi sull’espansione della propria presenza territoriale. 

Partner Desk: il punto d’incontro fra mobilità internazionale e l’expertise locale

Accanto al modello franchise, La Relocation Group ha sviluppato il Partner Desk, una formula più agile pensata per professionisti e imprenditori con un forte radicamento locale che vogliono sviluppare il business del relocation e del lifestyle management beneficiando di un modello già strutturato, riducendo le complessità legate all’avvio di una nuova attività oppure ampliando, all’interno di una realtà già consolidata, la propria offerta di servizi.

Il modello si rivolge in particolare a realtà che già operano con una clientela internazionale: agenzie immobiliari di fascia alta, società di wealth management e consulenza finanziaria, società di recruiting ed executive search, studi legali e consulenze in materia di immigrazione, family office e broker assicurativi internazionali. Per queste strutture il Partner Desk consente di restare rilevanti prima, durante e dopo il proprio servizio principale, allungando il ciclo di vita della relazione con il cliente e aggiungendo nuovi flussi di ricavo attraverso servizi di relocation e lifestyle complementari alla propria attività. La divisione dei ruoli è netta. Il Partner Desk sviluppa il business nel proprio territorio, attiva il proprio network, rappresenta localmente il brand e segue l’erogazione dei servizi.

L’headquarter di Zurigo mette invece a disposizione marchio, metodo, CRM, strumenti operativi, standard qualitativi, network internazionale e gestisce centralmente preventivi, contratti, fatturazione e collection. È una struttura che, letta con gli occhi di un investitore o di un imprenditore, presenta una caratteristica interessante: consente di espandere la presenza geografica mantenendo relativamente leggera l’infrastruttura locale. Il Partner Desk rimane infatti un’attività indipendente, mentre una parte significativa della complessità amministrativa viene assorbita dalla piattaforma centrale. Il modello prevede inoltre un percorso evolutivo.

Il Partner Desk può costruire progressivamente clientela, partnership e track record nel proprio mercato e, una volta dimostrata la capacità di sviluppare il territorio, candidarsi alla conversione in Territory Partner attraverso un accordo di franchising separato. È forse qui che emerge con maggiore chiarezza la filosofia di crescita del gruppo: non aprire semplicemente nuovi punti su una mappa, ma individuare operatori locali capaci di trasformare il network in un vantaggio competitivo.

«Cerchiamo imprenditori del territorio, non semplici intermediari» 

Laura Poggioli (CEO & Founder), come è cambiato il cliente internazionale negli ultimi anni?

L.P.: «Il cliente internazionale è cambiato soprattutto nelle motivazioni che lo spingono a trasferirsi. Oggi la scelta di vivere in un altro Paese non nasce più soltanto da ragioni professionali, fiscali o economiche, ma sempre più spesso da considerazioni legate al benessere personale e familiare, alla sicurezza, alla qualità della vita e allo stile di vita desiderato. È anche un cliente più aperto, curioso e informato: esplora le alternative, si documenta e vuole comprendere prima di decidere. Per questo la relocation non è più semplicemente un trasferimento da A a B, ma un percorso molto più consapevole e personale. Per noi, è l’inizio di una relazione.» 

È da questa osservazione che nasce l’integrazione tra relocation e lifestyle management?

L.P.: «Esattamente. Quando accompagni una famiglia o un imprenditore in un nuovo Paese, costruisci una relazione di fiducia molto profonda. Dopo il trasferimento continuano a esistere esigenze legate alla casa, alla scuola, alla famiglia, ai servizi, all’organizzazione della vita quotidiana. Il nostro obiettivo è garantire continuità. Per una clientela internazionale il vero lusso oggi non è avere più servizi, ma avere più tempo e meno complessità.» 

State quindi cercando nuovi Partner Desk anche in Italia?

L.P.: «Sì. L’Italia è un mercato estremamente interessante perché combina attrattività internazionale, qualità della vita, patrimonio culturale e immobiliare e una forte presenza di professionisti, imprenditori, investitori e famiglie internazionali. Ma la nostra ricerca non si limita all’Italia. Vogliamo continuare a costruire una rete internazionale selezionando partner che conoscano profondamente il proprio territorio e condividano i nostri standard di servizio.» 

Matteo Taheri (CFO & Board Member), qual è il profilo del Partner Desk che state cercando oggi?

M.T.: «Il punto di partenza è la conoscenza reale del territorio. Cerchiamo persone con una mentalità imprenditoriale, una rete di relazioni qualificata e la capacità di comprendere le esigenze di una clientela internazionale. Il Partner Desk non deve limitarsi a generare contatti: deve diventare il volto locale di un sistema globale. Noi mettiamo a disposizione struttura, processi, tecnologia e network; il partner porta la propria capacità di creare relazioni e opportunità nel mercato.» 

Perché avete scelto un modello così decentralizzato per la vostra espansione?

M.T.: «Perché nel relocation la dimensione locale è determinante. Si possono centralizzare tecnologia, procedure, compliance, amministrazione e standard, ma non si può centralizzare la conoscenza autentica di una città. Il nostro obiettivo è quindi combinare le due dimensioni: una piattaforma internazionale strutturata e un presidio locale realmente imprenditoriale. È un modello che ci permette di crescere mantenendo coerenza e qualità.» 

Un network in cui ogni territorio possa anche generare valore per gli altri?

M.T.: «L’altra componente del modello è l’effetto rete. Un Partner Desk non opera esclusivamente sul business generato nel proprio territorio. Può ricevere clienti provenienti da altri nodi del gruppo e, allo stesso tempo, generare opportunità destinate ad altri mercati. Il sistema di remunerazione sviluppato dal gruppo riconosce sia chi origina il mandato sia chi eroga il servizio, e premia i referral cross-border e i servizi ancillari sviluppati attraverso il proprio network. Il risultato è un modello nel quale la presenza in una nuova città non rappresenta soltanto un ulteriore mercato, ma potenzialmente un nuovo punto di ingresso di clienti per l’intero network. La documentazione del gruppo descrive infatti la rete come un sistema operativo internazionale, nel quale clienti condivisi, referral cross-border, know-how e sistemi centralizzati collegano i diversi territori. La relocation è l’inizio della relazione, non la fine.» 

L’Italia come laboratorio della nuova mobilità

Molte sono le città italiane che si potrebbero citare in rappresentanza di questa convergenza: Milano, capitale economica del Paese e città di riferimento per gli expat, ma anche Roma, Torino e Firenze. L’approccio del gruppo alla penisola italiana non si limita però ai grandi centri urbani, né agli expatriate corporate tradizionali: il mercato potenziale comprende professionisti internazionali, imprenditori, pensionati, investitori, studenti e persone che scelgono di trasferirsi per ragioni legate allo stile di vita. La relocation può così intrecciarsi con remote working, formazione internazionale, seconde case, imprenditorialità, retirement planning e progetti familiari.

La stessa logica è applicabile ad altri territori italiani e internazionali, purché esistano due elementi: domanda internazionale e un partner locale in grado di intercettarla. Il Partner Desk nasce proprio per ridurre la distanza tra questi due fattori. L’accesso prevede un pacchetto di attivazione che comprende sistemi e piattaforma IT, utilizzo del brand, formazione iniziale, canali di comunicazione, materiali marketing e ingresso nel circuito internazionale dei referral. Più del dato economico, tuttavia, è significativa la filosofia sottostante: abbassare la barriera organizzativa necessaria per presidiare un nuovo mercato e concentrare l’attività locale sulla costruzione di relazioni e sull’erogazione del servizio. 

Una crescita fondata sulla densità del network

Per La Relocation Group, la prossima fase sembra dunque giocarsi meno sulla dimensione della struttura centrale e più sulla capacità di aumentare la densità del proprio network. La società sta cercando Partner Desk in Italia e nei mercati internazionali nei quali esista una combinazione favorevole tra mobilità, clientela internazionale e competenze locali. È una strategia coerente con un settore che sta cambiando insieme ai propri clienti. La mobilità resta elevata su scala globale, ma soprattutto diventa meno lineare: lavoro, famiglia, patrimonio e lifestyle attraversano sempre più spesso confini diversi. Parallelamente, anche le politiche migratorie stanno diventando più selettive e articolate, in particolare per attrarre competenze coerenti con le necessità dei mercati del lavoro.

In questo scenario, il vantaggio competitivo potrebbe non appartenere necessariamente all’operatore con il maggior numero di uffici proprietari, ma a quello capace di collegare meglio competenza locale, infrastruttura internazionale e continuità della relazione con il cliente. È la scommessa di La Relocation Group: trasformare una rete di imprenditori locali in un’unica piattaforma internazionale della mobilità. E fare di ogni nuovo territorio non semplicemente un’altra presenza geografica, ma un nuovo nodo capace di generare valore per tutti gli altri. 


Riferimenti:

LaRelocation Group >> Sito Web / LinkedIn

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Accanto all’attività professionale, coltiva da sempre una forte passione per la scrittura, intesa come spazio di riflessione e approfondimento su temi di attualità. I suoi interessi – che spaziano dalla finanza classica alle criptovalute, dall’automobilismo allo sport – alimentano uno sguardo attento ai cambiamenti economici e industriali, con particolare attenzione al dialogo tra passato e futuro. Dopo un percorso di studi tra Italia e Stati Uniti e la Laurea Magistrale in Economia e Commercio, Flavio Siano costruisce un’esperienza professionale di oltre dieci anni nel settore finanziario. Il suo lavoro si sviluppa in contesti internazionali, tra multinazionali e realtà di medie dimensioni, dove si occupa di analisi finanziaria, controllo di gestione e strategie di business development in ambiti industriali eterogenei. Nel corso della sua carriera lavora per grandi gruppi come IBSA, STELLANTIS e CNH, maturando una visione concreta e trasversale del rapporto tra industria, finanza e innovazione.

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