Lo studio legale LCA contribuisce alla Global Practice Guide di Chambers: l’arbitrato italiano parla agli investitori internazionali
Il contributo di LCA alla guida di Chambers and Partners offre a imprese e professionisti una lettura operativa della disciplina italiana. Un’attività che valorizza competenza, comparabilità tra ordinamenti e prevenzione del rischio nei rapporti transnazionali
La crescente internazionalizzazione delle attività economiche rende essenziale conoscere in anticipo le regole applicabili alle controversie commerciali. In questo scenario si inserisce la collaborazione dello studio legale LCA con Chambers and Partners per l’edizione 2025 della International Arbitration Global Practice Guide, pubblicazione destinata a imprese, investitori, consulenti legali e professionisti impegnati in operazioni transfrontaliere.

LCA ha contribuito con il capitolo italiano alla Guida di Pratica Globale Chambers and Partners Esecuzione delle Sentenze 2026.
Luciano Castelli, Ludovica Accolla ed Elisa Rizzi percorrono le regole italiane sul riconoscimento delle sentenze straniere che perforano il velo societario, dai requisiti statutari che una decisione straniera deve soddisfare per il riconoscimento, ai limiti fissati dalla politica pubblica italiana, fino agli equivalenti funzionali del piercing del velo già presenti nel Codice Civile e nel Codice della Crisi Economica e dell’Insolvenza.
È una risorsa dettagliata e orientata alla pratica per chiunque lavori sull’applicazione delle norme transfrontaliere o sul recupero di beni in Italia, e un utile punto di riferimento rispetto alle molte altre giurisdizioni trattate nella guida.l contributo esamina l’evoluzione dell’arbitrato nel nostro Paese e la sua progressiva affermazione come alternativa al contenzioso davanti ai tribunali ordinari.
Le Global Practice Guides adottano un’impostazione comparativa: studi legali di differenti Paesi illustrano le norme e le prassi delle rispettive giurisdizioni seguendo una struttura comune. Il lettore può così confrontare più facilmente aspetti decisivi quali validità delle clausole arbitrali, costituzione del collegio, svolgimento del procedimento, misure cautelari, impugnazione del lodo e riconoscimento delle decisioni all’estero.
Uno strumento operativo per le imprese
Il primo vantaggio consiste nella riduzione dell’incertezza giuridica. Prima di concludere un’acquisizione, una joint venture, un contratto di fornitura o un accordo per la realizzazione di infrastrutture, un’impresa deve valutare non soltanto il diritto applicabile, ma anche dove e come sarà risolta un’eventuale controversia.
Una clausola arbitrale formulata in modo impreciso può generare conflitti sulla competenza, ritardi e costi aggiuntivi. Una guida comparativa consente invece ai responsabili legali e ai consulenti di individuare preliminarmente le questioni più delicate e di impostare con maggiore consapevolezza la sede dell’arbitrato, le regole procedurali, la lingua, il numero degli arbitri e i criteri per la loro nomina.
L’arbitrato può offrire vantaggi particolarmente rilevanti nei rapporti internazionali: scelta di professionisti dotati di competenze specialistiche, maggiore flessibilità del procedimento, possibilità di utilizzare una lingua comune e più agevole circolazione del lodo fra ordinamenti diversi. Riservatezza, rapidità e risparmio economico, tuttavia, non sono risultati automatici: dipendono dalla complessità della controversia, dalla qualità della clausola e dalla corretta gestione del procedimento.
È proprio su questo terreno che assume valore il contributo di LCA. Lo studio non si limita a esporre il dato normativo, ma concorre a tradurre la disciplina italiana in indicazioni comprensibili per una platea internazionale. Tale attività permette di collegare regole processuali, orientamenti applicativi ed esigenze concrete delle aziende.
Una collaborazione fondata sulla condivisione delle competenze
La partecipazione alla guida rappresenta una forma di collaborazione editoriale e scientifico-professionale. Chambers and Partners mette a disposizione una piattaforma internazionale e uno schema comparabile; i professionisti di LCA apportano la conoscenza della giurisdizione italiana maturata nell’assistenza ai clienti e nella gestione delle controversie.
Ne deriva un beneficio che supera la sola visibilità dello studio. Una descrizione chiara e accessibile del sistema italiano può contribuire a rafforzare la fiducia degli operatori esteri, migliorare la qualità dei contratti e ridurre l’asimmetria informativa che spesso accompagna gli investimenti transfrontalieri.
La collaborazione appare inoltre continuativa. Nel profilo Chambers di LCA figurano contributi successivi alle guide dedicate a Oil & Gas e all’Enforcement of Judgments, segno di un coinvolgimento esteso a più aree del diritto d’impresa. È opportuno precisare che la partecipazione a una Practice Guide è distinta dai ranking elaborati da Chambers: l’autorialità certifica il contributo editoriale, mentre classifiche e riconoscimenti seguono procedure autonome.
Il dialogo con la comunità legale internazionale
Per LCA, la collaborazione consolida il dialogo con la comunità legale internazionale e valorizza la capacità di rendere il diritto italiano utilizzabile nei processi decisionali delle imprese. Per aziende e investitori, il vantaggio risiede nella disponibilità di uno strumento capace di trasformare una disciplina complessa in una prima mappa dei rischi e delle opportunità.
In un mercato nel quale le controversie attraversano sempre più spesso confini, lingue e ordinamenti, la qualità dell’informazione giuridica diventa parte della competitività. La Global Practice Guide mostra come la collaborazione fra un osservatore internazionale e uno studio radicato nella pratica nazionale possa produrre conoscenza concreta: utile per prevenire i conflitti, governarli con maggiore efficienza e assumere decisioni più consapevoli.
Il riconoscimento di sentenze straniere, l’eccezione di politica pubblica, l’abuso della personalità societaria, il recupero dei beni transfrontalieri: estendere la responsabilità oltre il debitore societario sollevano alcune delle questioni più tecniche e conseguenti nella pratica di applicazione transfrontaliera.
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