Dalla promessa digitale alla prosperità condivisa

«Ai giovani viene spesso chiesto di cogliere le opportunità offerte dai sistemi agroalimentari, pur dovendo affrontare rischi che non sono in grado di sostenere. Ridurre questi rischi e, soprattutto, fare in modo che la loro voce venga ascoltata è fondamentale per favorire la nascita di imprese economicamente solide, creare posti di lavoro e garantire mezzi di sostentamento resilienti» dichiara Aisha Musaazi S. Nakitto, Ph.D., responsabile della Policy Innovation Unit e direttrice di programma presso The Malabo Montpellier Panel, AKADEMIYA2063
Il calcolo è semplice, ma viene spesso ignorato: ai giovani viene chiesto di innovare e investire nei sistemi agroalimentari, lasciando però che siano loro a sopportare rischi ai quali nemmeno la maggior parte delle imprese sarebbe in grado di sopravvivere.

Partecipa al webinar organizzato dal Gruppo di lavoro tematico sull’occupazione giovanile nelle aree rurali della Global Donor Platform for Rural Development:
Ridurre i rischi dei sistemi agroalimentari per i giovani: coprogettazione e lavoro dignitoso
📅 Giovedì 10 settembre 2026, dalle 15.00 alle 16.30 CEST
🔎 Iscrizioni: https://lnkd.in/edJ3Nqmr
Leader giovanili, ricercatori e organizzazioni partner tra cui il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD), la FAO, l’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), il Gruppo della Banca Mondiale, AKADEMIYA2063, Synchronicity Earth e la Delegazione dell’Unione europea in Senegal analizzeranno come la riduzione dei rischi, la coprogettazione e il lavoro dignitoso possano creare opportunità economiche più solide e resilienti per i giovani lungo l’intero sistema agroalimentare, con particolare attenzione all’Africa e ai contesti fragili.

L’intelligenza artificiale come capacità, non come sostituzione
L’intelligenza artificiale può ridurre gli ostacoli che hanno tradizionalmente limitato l’imprenditorialità giovanile. Può sostenere ricerche di mercato, traduzioni, sviluppo di prodotti, adempimenti amministrativi, agricoltura di precisione e accesso ai mercati internazionali. Per piccole imprese, cooperative e aziende sociali, questi strumenti possono rendere disponibili capacità un tempo riservate alle grandi organizzazioni.
I giovani, tuttavia, devono poter diventare qualcosa di più di semplici consumatori di tecnologie progettate altrove. Devono essere messi nelle condizioni di comprenderle, adattarle e governarle. L’alfabetizzazione digitale deve quindi comprendere analisi dei dati, sicurezza informatica, riflessione etica, consapevolezza della proprietà intellettuale e capacità di riconoscere distorsioni algoritmiche e disinformazione.
Le università dovrebbero integrare queste competenze in tutte le discipline. L’intelligenza artificiale non riguarda soltanto gli informatici: anche i futuri avvocati, medici, agricoltori, economisti, insegnanti e amministratori pubblici dovranno comprenderne possibilità e limiti. Il giudizio umano deve rimanere centrale ogni volta che decisioni automatizzate incidono su lavoro, credito, assistenza sanitaria, welfare o diritti fondamentali.
L’accesso alla terra è anche accesso al futuro
Per molti giovani europei, in particolare nelle aree rurali e interne italiane, la terra risulta formalmente disponibile ma economicamente difficile da raggiungere. La proprietà agricola è spesso frammentata, la titolarità può essere incerta, le procedure ereditarie complesse e i terreni produttivi possono rimanere inutilizzati mentre i giovani agricoltori faticano a trovare appezzamenti a prezzi accessibili.
Diritti fondiari certi e trasparenti rappresentano quindi un presupposto dell’innovazione. Le autorità pubbliche dovrebbero completare la digitalizzazione dei registri catastali, semplificare l’individuazione delle proprietà abbandonate o sottoutilizzate e rafforzare le banche pubbliche della terra. Affitti di lunga durata, proprietà cooperative e formule di locazione finalizzate all’acquisto consentirebbero ai giovani agricoltori di investire senza sostenere immediatamente l’intero costo del terreno.
La tecnologia può favorire questo processo attraverso monitoraggio satellitare, registri catastali digitali e piattaforme capaci di mettere in contatto terreni disponibili e progetti credibili. Non deve però trasformarsi in uno strumento di concentrazione speculativa. La digitalizzazione deve proteggere le comunità locali e i legittimi titolari dei diritti, non agevolare l’accaparramento delle terre o l’espulsione dei piccoli produttori.
Una moderna politica fondiaria dovrebbe inoltre riconoscere che l’imprenditorialità rurale non si limita all’agricoltura tradizionale. Agricoltura rigenerativa, energie rinnovabili, gestione forestale sostenibile, patrimonio culturale, turismo e trasformazione alimentare locale possono costruire economie integrate, capaci di trattenere i giovani nei territori colpiti dallo spopolamento.
La finanza deve riconoscere il potenziale, non soltanto le garanzie
L’accesso ai finanziamenti rimane uno dei principali ostacoli per i giovani imprenditori. Le banche devono comprensibilmente valutare la capacità di rimborso, ma i sistemi fondati soprattutto sulle garanzie patrimoniali penalizzano chi possiede competenze e idee valide, ma non dispone di beni ereditati, redditi consolidati o garanzie familiari.
Occorre ampliare le garanzie pubbliche, il microcredito, i capitali pazienti e i finanziamenti collegati ai ricavi dell’impresa. Le procedure di valutazione dovrebbero considerare la qualità del progetto, le competenze del gruppo proponente e il suo impatto sociale o ambientale misurabile. I piccoli contributi a fondo perduto restano utili nella fase sperimentale, ma le iniziative di successo necessitano anche di strumenti che ne sostengano la crescita senza obbligare prematuramente i fondatori a cedere il controllo.
I programmi europei e nazionali sono spesso troppo frammentati e amministrativamente onerosi. Le procedure di candidatura dovrebbero essere semplificate e coordinate attraverso piattaforme digitali accessibili. Il sostegno dovrebbe comprendere tutoraggio, assistenza legale ed educazione finanziaria, perché un finanziamento privo di capacità attuativa raramente produce imprese durevoli.
Un’attenzione particolare deve essere riservata alle giovani donne, ai migranti, alle persone con disabilità e a quanti vivono nelle aree rurali o economicamente più deboli. La parità formale di accesso non è sufficiente quando i candidati partono da condizioni materiali profondamente differenti.
Infrastrutture digitali pubbliche e innovazione locale
I giovani imprenditori non possono sfruttare le opportunità digitali senza connessioni affidabili, capacità di calcolo economicamente accessibile e disponibilità di dati attendibili. La connettività ad alta velocità deve essere considerata un’infrastruttura essenziale, soprattutto nelle aree rurali e nei comuni più piccoli.
L’Europa dovrebbe inoltre investire in infrastrutture condivise per l’intelligenza artificiale, destinate a università, start-up, amministrazioni pubbliche e piccole imprese. Un’eccessiva dipendenza da poche piattaforme private rischia di trasformare l’opportunità tecnologica in una nuova forma di subordinazione economica. Interoperabilità, standard aperti e portabilità dei dati sono indispensabili per tutelare concorrenza e autonomia degli utenti.
A livello locale, università, comuni, istituzioni finanziarie e imprese dovrebbero creare laboratori d’innovazione nei quali i giovani possano sperimentare soluzioni in contesti reali. Questi centri dovrebbero collegare la ricerca alle esigenze concrete dell’agricoltura, dell’industria, della sanità, della mobilità e della protezione ambientale.
La partecipazione giovanile deve incidere sulle decisioni
I giovani vengono spesso invitati alle consultazioni quando le priorità sono già state definite. Una partecipazione autentica richiede un coinvolgimento anticipato, procedure trasparenti e una spiegazione chiara di come le raccomandazioni formulate incidano sulle decisioni finali.
Esperienze come lo Youth Sounding Board dell’Unione europea dimostrano il valore di un dialogo strutturato. Questo metodo dovrebbe essere esteso ai programmi nazionali e locali, attribuendo ai rappresentanti dei giovani un ruolo nella progettazione, nell’attuazione e nella valutazione delle politiche.
La partecipazione deve inoltre essere socialmente diversificata. Se i forum giovanili risultano accessibili soprattutto a partecipanti altamente istruiti, anglofoni e abituati alla mobilità internazionale, rischiano di riprodurre le stesse disuguaglianze che intendono contrastare. Le istituzioni dovrebbero garantire traduzioni, formati accessibili, sostegno alle spese di viaggio e collegamenti con scuole, istituti professionali, organizzazioni rurali e comunità svantaggiate.
Le nostre raccomandazioni
Il confronto con i giovani del nostro gruppo di lavoro ci porta a proporre sette priorità:
- Istituire un programma universale di alfabetizzazione digitale e sull’intelligenza artificiale, capace di unire competenze tecniche, etica e pensiero critico.
- Creare spazi di sperimentazione regolamentata nei quali i giovani imprenditori possano testare applicazioni di AI con adeguato supporto giuridico e tecnico.
- Modernizzare i registri fondiari e ampliare le banche pubbliche della terra, i contratti di locazione di lunga durata e i modelli di proprietà cooperativa.
- Sviluppare strumenti finanziari che valutino conoscenza, innovazione e impatto sociale insieme alle garanzie tradizionali.
- Semplificare l’accesso ai finanziamenti europei e nazionali attraverso procedure coordinate e servizi locali di assistenza.
- Investire in infrastrutture digitali pubbliche, risorse di calcolo condivise e tecnologie aperte e interoperabili.
- Attribuire ai rappresentanti dei giovani un ruolo formale nella progettazione e valutazione delle politiche, prevedendo un seguito misurabile alle loro raccomandazioni.
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