Pil UK in crescita, ma il rallentamento è dietro l’angolo

Azad Zangana -

La crescita economica britannica ha mostrato segnali di ripresa all’inizio di quest’anno, dopo aver rallentato notevolmente nell’ultimo trimestre del 2018. Il Pil reale è cresciuto dello 0,5% t/t nel primo trimestre del 2019, rispetto allo 0,2% registrato nei tre mesi precedenti.

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La crescita è rimasta in linea con le aspettative trimestrali, ma è stata deludente a livello mensile, segnalando la perdita del momentum alla soglia del secondo trimestre. Dopo essere cresciuta dello 0,2% a febbraio, l’economia britannica ha infatti visto una contrazione dello 0,1% a marzo.

Sembra che le scorte accumulate in vista della deadline iniziale prevista per Brexit abbiano causato un rialzo delle stime sul Pil, senza portare tuttavia a una crescita corrispondente della domanda finale. Le scorte permettono di assicurarsi che ci sarà un’offerta di beni continuativa in caso di disruption commerciale, ma anche se questa non dovesse occorrere, si arriverà necessariamente a una riduzione delle scorte ad un certo punto. È probabile che ciò porterà a un rallentamento per l’economia.

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L’accumulo delle scorte ha portato a una brusca impennata delle importazioni nel corso del trimestre, con un conseguente aumento del deficit britannico al 3,4% rispetto al Pil – il deficit trimestrale più ampio almeno dal 1992. Questo peggioramento a livello commerciale potrebbe persistere ancora, dato che le incertezze legate a Brexit continuano, tuttavia dovremmo assistere ad un’inversione della capacità di scorta, al venir meno di tale incertezza.

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Entrando nel dettaglio dei dati sul Pil riguardanti le spese, si nota che il consumo delle famiglie è cresciuto di un solido 0,7% per il secondo trimestre consecutivo. Anche questo aspetto potrebbe essere influenzato dall’accumulo di scorte, cosa che non promette bene per la domanda futura. Dall’altro lato, dopo quattro trimestri di investimenti nel business in calo, le aziende hanno aumentato le spese di capitale dello 0,5% nei primi tre mesi del 2019. Nel frattempo, la spesa pubblica è cresciuta dell’1,4% – l’incremento trimestrale più elevato negli ultimi 5 anni.

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Nel complesso, sebbene i dati sulla crescita possano apparire positivi, i fattori che li hanno determinati sono probabilmente insostenibili. Ci aspettiamo che l’economia rallenti nei prossimi trimestri, con il persistere dell’incertezza sulla Brexit. Ciò dovrebbe far rimanere cauti – quindi fermi – i policymaker fiscali e monetari, probabilmente fino al prossimo anno.


Azad Zangana – Senior European Economist and Strategist – Schroders 

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