I quattro motivi per cui i semiconduttori mantengono la loro attrattiva

Isaac Sudit -

Dopo anni di solida crescita dei ricavi e di forte domanda di processori, il settore dei semiconduttori si trova oggi a dover fare i conti con la sua natura ciclica.

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Il rallentamento della crescita economica globale, le tensioni commerciali internazionali e la maturazione del mercato degli smartphone sono tutti fattori che contribuiscono a tratteggiare un quadro di breve termine alquanto sottotono per costruttori e progettisti di processori. Il rallentamento, palesatosi nella seconda metà del 2018, era assolutamente prevedibile. È giunto dopo due anni di rapida crescita alimentata dall’impennata della domanda proveniente dai colossi tecnologici affamati di processori, quali Amazon, Google, Facebook e Microsoft. Tuttavia, questo inevitabile raffreddamento non deve allarmare.

I semiconduttori sono il fulcro dell’innovazione tecnologica, pertanto le prospettive di lungo termine per il settore restano decisamente ottimistiche. L’attuale rallentamento sarà meno severo di quanto previsto da molti analisti settoriali e nei prossimi anni assisteremo a un ritorno su livelli di crescita moderati, intorno al 7-5%.

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Ecco quattro motivi per cui il settore dei semiconduttori rimane un terreno di caccia allettante in termini di opportunità d’investimento, malgrado la volatilità degli ultimi mesi:

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  1. L’ “Internet delle cose” non è una cosa da poco
    La domanda proveniente da produttori di smartphone come Apple e Samsung sembra effettivamente in decelerazione, ma altre tipologie di costruttori continuano a potenziare le caratteristiche tecnologiche dei loro prodotti. Ad esempio, oggi un’auto media ha più di 30 circuiti integrati, mentre le vetture di lusso ne montano oltre 100. Nel settore delle apparecchiature medicali, l’adozione è stata più lenta a causa di fattori normativi, ma il potenziale di crescita è notevole, soprattutto nel campo della chirurgia robotica.
    I prodotti di consumo connessi a Internet stanno diventando sempre più onnipresenti. I cellulari Android e iPhone sono ormai in grado di controllare qualsiasi cosa al semplice tocco di un pulsante, dai sistemi di allarme domestici agli impianti di irrigazione da giardino. Esistono frigoriferi che ordinano la spesa online prima ancora di poterci accorgere che abbiamo finito il latte. Tutti questi prodotti necessitano di processori più piccoli e più specializzati per poter svolgere funzioni del genere. L'”Internet delle cose” è un trend destinato ad accelerare nei prossimi anni.
  2. La rivoluzione 5G è alle porte.
    La migrazione al 5G – la rete mobile di quinta generazione – sta avvenendo in questo preciso momento. A primo acchito, può apparire come un cambiamento evolutivo, ma porterà a progressi tecnologici rivoluzionari. I limiti della rete 4G, in primis i periodi di latenza dovuti alle minori velocità, verranno quasi interamente eliminati. I dispositivi saranno in grado di “parlarsi” quasi istantaneamente.
    Quando, tra qualche anno, arriveremo a livelli di adozione diffusi, il 5G aprirà le porte a nuovi modelli operativi precedentemente inconcepibili a causa delle limitazioni tecnologiche. Inoltre, imprimerà slancio agli attuali colossi tecnologici, in quanto le ricerche Internet, i social media e il commercio elettronico diventeranno sempre più radicati nelle nostre vite quotidiane. Le applicazioni di intelligenza artificiale e i dispositivi per la realtà virtuale prolifereranno in un tale contesto, e richiederanno chip molto avanzati per alimentare l’innovazione.
  3. Il consolidamento settoriale crea operatori dominanti.
    Il settore dei semiconduttori – che comprende costruttori di processori, progettisti, fabbricanti e produttori di apparecchiature per processori – è il portabandiera della globalizzazione. Pertanto, di recente è andato incontro alle stesse pressioni di consolidamento registrate da molti altri settori globali e altamente competitivi. Le operazioni di fusione e acquisizione hanno riplasmato completamente il settore, come testimonia la megafusione di Avago e Broadcom del valore di USD 37 miliardi.
    Nel 2003, ad esempio, esistevano 25 costruttori di processori logici. Oggi, dopo l’ondata di operazioni M&A e quale fuoriuscita tempestiva, il settore è dominato da tre aziende: Il colosso statunitense Intel, la sudcoreana Samsung e Taiwan Semiconductor. In alcuni segmenti opera addirittura un unico fornitore, come ad esempio il fornitore olandese di apparecchiature per chip ASML. I macchinari per la litografia ultravioletta estrema di ASML, usati per produrre i chip più avanzati al mondo, possono arrivare a costare USD 100 milioni.
  4. I produttori di processori conservano un ruolo chiave.
    È vero, il settore dei semiconduttori sta maturando. I tempi d’oro della crescita supersonica stanno lasciando il passo a un’espansione moderata se non, talvolta, anemica. Ma l’impatto tecnologico e finanziario di questo settore è ancora ben evidente. Secondo la Semiconductor Industry Association, nel 2018 le società di semiconduttori hanno generato un fatturato globale di USD 468,8 miliardi, con un incremento del 13,7% su base annua. Il mercato ha subito una forte battuta d’arresto nella seconda metà del 2018, che è stato comunque un anno record in termini di vendite.

Isaac Sudit – Analista di investimenti azionari – Capital Group

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