CANDRIAM lancia un’iniziativa dedicata alla tecnologia di riconoscimento facciale

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CANDRIAM, gestore globale multi-asset con focus su investimenti sostenibili e responsabili, ha lanciato, nell’ambito del proprio impegno su engagement e stewardship, una nuova iniziativa di engagement collaborativo per affrontare i rischi legati ai prodotti e ai servizi basati sulla tecnologia di riconoscimento facciale (FRT).

L’iniziativa, della durata di due anni, incoraggia gli investitori ad aprire un dialogo con le aziende nel contesto di un programma di engagement collaborativo e costruttivo. Gli investitori sono invitati a firmare la Dichiarazione degli investitori sul riconoscimento facciale[1], accolta favorevolmente dai Principi per l’Investimento Responsabile della Nazioni Unite. Per lanciare il nuovo progetto, Candriam ha pubblicato oggi un documento guida in cui vengono esaminati i rischi e le opportunità degli investimenti legati alla FRT.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Il riconoscimento facciale è il processo di identificazione o di verifica dell’identità di una persona mediante un’immagine o un filmato che ne ritrae il viso. Il mercato del riconoscimento facciale è progressivamente cresciuto e si avvia a raggiungere i 9,6 miliardi di dollari USA entro il 2022, poiché governi e aziende utlizzano questa tecnologia per aumentare la sicurezza e migliorare la propria efficienza.[2]. Si stima che entro la fine del 2021 il numero delle videocamere di sorveglianza attive toccherà il miliardo.[3]

La FRT è basata su tre fasi: il rilevamento facciale, l’acquisizione e il confronto. Combinando intelligenza artificiale, Machine Learning e Deep Learning, la FRT è in grado di elaborare quantità estremamente elevate di dati e di immagini, caratteristica che la rende un ottimo strumento per la sicurezza, le forze dell’ordine, la medicina e il marketing. Questa tecnologia è utilizzata in tutto il mondo, a eccezione di Lussemburgo, Belgio e Marocco, paesi in cui l’utilizzo del riconoscimento facciale da parte dello stato è considerato una violazione della legge. Anche alcune città negli Stati Uniti, come San Francisco, luogo di nascita di questa tecnologia, hanno vietato l’uso della FRT da parte delle forze dell’ordine e delle istituzioni locali.

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Nell’ultimo decennio, l’adozione della tecnologia di riconoscimento facciale per la sorveglianza di massa ha fatto nascere delle preoccupazioni in merito all’impatto della FRT sulla protezione dei dati e sulle libertà civili, e diverse società sono state accusate di violazione dei diritti umani. Sono inoltre emersi alcuni problemi legati all’accuratezza della tecnologia, che hanno portato a errori di identificazione e a bias su sesso e razza.

Commentando l’iniziativa, Benjamin Chekroun, analista su Proxy voting ed engagement di CANDRIAM, ha dichiarato: “La rapida diffusione della tecnologia di riconoscimento facciale negli ambiti della vita quotidiana, unita al numero sempre maggiore di videocamere di sorveglianza attive, fornisce ai governi e alle aziende un potere incontrollato di monitorare la società. Dal momento che le normative stentano a tenere il passo con la diffusione e l’utilizzo del riconoscimento facciale, ci troviamo di fronte a rischi concreti per i diritti umani. La Dichiarazione degli investitori sul riconoscimento facciale consentirà agli investitori di dialogare in modo collaborativo con le aziende riguardo la loro due diligence in materia di diritti umani, e sui meccanismi di supervisione e risarcimento previsti a tutela della privacy e delle libertà civili”.

Katherine Ng, Head of Academic Research, from the Principles of Responsible Investment ha aggiunto: “Sebbene la tecnologia in sé sia promettente e possa essere utilizzata in modo positivo, il modo in cui oggi si progettano e si utilizzano i sistemi di riconoscimento facciale comporta alcuni rischi e ha diverse implicazioni sociali per chi investe in questo segmento. Sono quindi benvenuti l’impegno e gli sforzi degli investitori che assumono un ruolo di thought leadership quando, in anticipo sulle normative, cercano di ampliare l’elenco dei convenzionali problemi legati al mondo ESG per capire come, dove, quando e da chi il riconoscimento facciale possa essere utilizzato in modo corretto.”

L’interesse degli investitori verso i potenziali rischi legati alla FRT è aumentato in modo significativo, stimolato dai progressi tecnologici e dall’impiego a livello globale di prodotti basati sulla FRT. All’inizio dell’anno, Candriam ha svolto un’indagine che ha coinvolto 300 investitori, da cui è emerso che il 30% degli intervistati ritiene la FRT uno strumento utile e comodo, mentre il 70% afferma di avere alcune riserve in merito a questa tecnologia.

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