Scope Ratings – area Euro: inflazione equilibrata, preoccupano i rendimenti più elevati sui titoli a lungo termine

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La decisione di mantenere invariati i tassi la scorsa settimana conferma che la BCE rimane in modalità wait-and-see: con un’inflazione intorno al 2%, non vi sono motivi validi per un taglio il mese prossimo.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Più, 11-12 novembre 2026

La previsione di Scope Ratings sull’inflazione è del 2,1% per quest’anno e dell’1,9% nel 2026, rispetto al 2,4% dello scorso anno e al 5,4% del 2023.

Secondo il report, l’allentamento monetario sta ancora facendo effetto sull’economia dell’area euro dopo i tagli dei tassi tra giugno 2024 e giugno 2025. Il recente accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea ha ridotto la pressione al ribasso sui tassi, mentre il ri-orientamento delle merci a basso costo dalla Cina e da altri paesi a causa dell’aumento dei dazi statunitensi dovrebbe contenere i prezzi nel breve termine. Nel frattempo, l’apprezzamento dell’euro rispetto al dollaro e ad altre valute ha un effetto disinflazionistico.

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Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

I punti chiave:

  • Inflazione stabile ma con pressioni in aumento: L’inflazione core e quella nei settori dei servizi continuano a essere superiori agli obiettivi, mentre i mercati del lavoro tesi e l’aumento delle spese pubbliche in Europa, inclusi investimenti in difesa e infrastrutture, potrebbero esercitare ulteriori pressioni inflazionistiche.
  • Euro in apprezzamento: Il rafforzamento dell’euro del 14% rispetto al dollaro nel 2025 sta portando a dinamiche disinflazionistiche. Un apprezzamento oltre la soglia di 1,20 contro il dollaro potrebbe sollevare preoccupazioni sulla competitività e sui rischi di deflazione.
  • Aumento dei rendimenti a lungo termine: Il nostro scenario di base è da sempre caratterizzato da tassi più elevati per un periodo più lungo, come sottolineato dal recente aumento dei rendimenti a lungo termine nell’area dell’euro, che dovrebbe destare preoccupazione per la banca centrale. Se ulteriori riduzioni dei tassi statunitensi dovessero sganciare le aspettative di inflazione a lungo termine, i long-term yields potrebbero aumentare ulteriormente, determinando un aumento della pendenza delle curve dei rendimenti.

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