La Stampa passa al Gruppo SAE: finisce un secolo di proprietà Agnelli

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L’accordo segna l’uscita definitiva della famiglia Agnelli dal quotidiano torinese

Dopo cento anni di proprietà della famiglia Agnelli, il quotidiano torinese La Stampa cambia editore. Il gruppo GEDI, controllato dalla holding Exor guidata da John Elkann, ha firmato un accordo preliminare di vendita con il Gruppo SAE, editore già attivo nel settore dei quotidiani locali.

L’operazione dovrebbe essere completata nel corso del 2026, una volta ottenute le autorizzazioni e finalizzati gli aspetti societari. I dettagli finanziari dell’operazione non sono stati resi pubblici.

Un passaggio storico per l’editoria italiana

La vendita segna un passaggio simbolico molto forte. La Stampa, fondata nel 1867, è stata legata alla famiglia Agnelli fin dal 1926, quando il gruppo Fiat ne acquisì il controllo.

Per decenni il giornale è stato considerato uno dei pilastri del sistema mediatico italiano e uno dei principali punti di riferimento del Nord-Ovest.

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La decisione di cederlo si inserisce nella più ampia strategia di disimpegno progressivo della famiglia Agnelli dal settore editoriale italiano, avviata negli ultimi anni.

La vendita del gruppo GEDI

La vendita de La Stampa è parte di un riassetto più ampio delle attività mediatiche di GEDI. Parallelamente, Exor sta trattando la cessione di altre attività editoriali del gruppo tra cui la Repubblica e alcune radio nazionali al gruppo mediatico greco Antenna Group.

Tuttavia, secondo fonti vicine alla trattativa, Antenna non era interessata a rilevare La Stampa, motivo per cui il quotidiano torinese è stato oggetto di una trattativa separata con SAE.

Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, il valore dell’operazione per La Stampa sarebbe relativamente contenuto rispetto al passato, riflettendo le difficoltà strutturali dell’editoria tradizionale. Stime citate da fonti finanziarie indicano un valore compreso tra 30 e 40 milioni di euro per la testata e le attività collegate. Alcuni analisti ritengono che il prezzo effettivo possa essere anche inferiore se si considerano debiti, costi industriali e investimenti necessari per la trasformazione digitale.

Il Sole 24 Ore ha sottolineato come le valutazioni delle testate giornalistiche siano cambiate profondamente negli ultimi anni: il valore non dipende più solo dalla diffusione cartacea, ma soprattutto da abbonamenti digitali, pubblicità online e brand editoriale.

Il Gruppo SAE

Il Gruppo SAE è un editore già presente nell’editoria locale italiana. Negli ultimi anni ha acquisito diverse testate regionali provenienti dal gruppo GEDI, tra cui Il Tirreno, La Nuova Sardegna e altre testate locali.

La proposta di SAE sarebbe stata favorita anche da un piano di sviluppo editoriale e da garanzie occupazionali, elementi che hanno convinto GEDI a preferirla ad altre offerte.

Preoccupazioni e dibattito politico

La cessione dei principali quotidiani italiani ha suscitato anche preoccupazioni politiche e sindacali. Giornalisti e rappresentanti istituzionali hanno espresso timori riguardo alla tutela dell’occupazione nelle redazioni e l’indipendenza editoriale oltre all’aspetto della concentrazione del mercato dei media.

Il governo italiano ha monitorato l’operazione attraverso le norme sul cosiddetto “golden power”, che consentono allo Stato di intervenire su operazioni considerate strategiche.

Una svolta nella storia della famiglia Agnelli

La vendita della Stampa rappresenta anche una cesura storica per la dinastia industriale torinese.
Il quotidiano era uno dei simboli più visibili del legame tra la famiglia Agnelli, la città di Torino e il sistema economico italiano. Con questa operazione si chiude dunque un capitolo lungo un secolo, mentre il giornale entra in una nuova fase sotto un editore specializzato nel settore della stampa.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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