Le azioni con il maggior potenziale di rialzo. Ma conviene rischiare? Meglio posizioni più conservative
L’attuale scenario di mercato a Piazza Affari è caratterizzato da una forte dispersione tra i titoli, con alcuni che hanno corso sensibilmente e altri che hanno subito crolli verticali a causa di tensioni geopolitiche e dati trimestrali. In questo contesto, secondo quanto pubblicato da Milano Finanza, l’analisi delle posizioni corte (short interest) e dei target price degli analisti rivela opportunità di rimbalzo significative, con potenziali di rialzo che superano il 50%.
Le azioni con il maggior potenziale di rialzo (+58%): sempre secondo le recenti analisi pubblicate da Milano Finanza e i report di banche d’affari come Intesa Sanpaolo e Citi, ci sono titoli specifici che, nonostante la debolezza recente o l’alto scoperto, mostrano un upside notevole.
Newprinces: è il titolo indicato con il potenziale di rialzo più elevato, pari al 58%. Intesa Sanpaolo ha un rating Buy con un target price di 26,1 euro. Il principale catalizzatore è l’integrazione dell’ex Carrefour (operazione legata al gruppo Newlat/Princes), i cui effetti positivi sui conti sono attesi tra il secondo e il terzo trimestre del 2026 .
Amplifon (ISIN: IT0004483269): presenta un potenziale di rialzo del 54,5% secondo Citi, con un target price fissato a 17 euro. La debolezza del titolo è legata ai timori per l’aumento di capitale da 750 milioni finalizzato all’acquisizione di GN Hearing, ma i fondamentali restano solidi con un margine EBITDA rettificato al 24,5% .
Campari (ISIN: IT0005252207): dopo un crollo del 14,5% in una singola seduta, il titolo è considerato a prezzi interessanti. Citi mantiene il rating Buy con un upside del 34% (target 7,5 euro), vedendo nell’area 5,35 euro un supporto chiave .

I titoli più shortati: rischio “Short Squeeze”
Lo short interest elevato indica che molti investitori stanno scommettendo al ribasso, ma proprio questa situazione può innescare uno short squeeze (una corsa alle ricoperture che spinge il prezzo violentemente verso l’alto). Ecco i titoli più “bersagliati” in Italia
BFF Bank: 14,2% del capitale shortato.
Saipem (ISIN: IT0005495624): 11,85% del capitale shortato. È considerato un candidato ideale per uno squeeze grazie alla riapertura dello Stretto di Hormuz e ai nuovi contratti in Algeria .
Nexi (ISIN: IT0005366767): 4,8% dello short. Scambia a multipli molto contenuti (P/E 2026 a 6,6x) nonostante le nubi sul settore dei pagamenti legate all’AI .
Avio: 5,2% dello short.
Stellantis: 3,08% dello short.📉
Conviene “comprare sui crolli”? (Buy the Dip)
La strategia del buy the dip può essere redditizia ma richiede, come suggerito da Milano Finanza sulla base di quanto esposto dagli esperti di AcomeA, una selettività fondamentale .
Il fattore qualità: non tutti i titoli che crollano sono occasioni. È fondamentale accumulare società con alta visibilità sugli utili e modelli di business solidi.
Il commento de La Mia Finanza
Quanto fin qui esposto non è solo soggettivo, ma anche distorcente: l’acquisto di titoli tanto volatili e sottoposti a speculazione selvaggia non è mai consigliabile.
Mentre le strategie basate sullo short interest e sullo squeeze mirano a catturare anomalie di mercato per guadagni rapidi (spesso a fronte di rischi estremi), un approccio conservativo e affidabile si fonda su pilastri diametralmente opposti: la sostenibilità dei flussi di cassa, la bassa volatilità e la qualità degli emittenti.
Per il 2026, lo scenario delineato dai gestori più prudenti suggerisce di allontanarsi dalla speculazione selvaggia per rifugiarsi in un portafoglio bilanciato, dove la componente obbligazionaria funge da “cuscinetto” e quella azionaria è focalizzata sul valore reale .
I pilastri della teoria conservativa: “Quality & Value”
Un investimento prudente oggi non cerca il “colpo grosso”, ma la protezione del potere d’acquisto e una crescita costante: azioni a basso Beta e alto dividendo (Yield Investing). Invece di titoli volatili, la strategia conservativa punta su società “Cash Cow” in settori difensivi (Utilities, Assicurazioni, Infrastrutture). Si prevede che Piazza Affari nel 2026 possa distribuire 46 miliardi di euro in cedole, con un rendimento medio del listino del 4,4% .
Settore Utilities & Infrastrutture: società come Snam (ISIN: IT0003153415), Terna (ISIN: IT0003242622) ed Enel (ISIN: IT0003128367) offrono alta visibilità sugli utili grazie a mercati regolati. Il loro “Beta” (sensibilità ai crolli di mercato) è tipicamente inferiore a 1 . Poste Italiane (ISIN: IT0005138828): è spesso citata come titolo da “buon padre di famiglia” per la solidità del business diversificato e una politica di dividendi molto chiara, con rendimenti attesi che sfidano i Titoli di Stato . Assicurazioni Generali (ISIN: IT0000062014): un altro pilastro per i portafogli value, grazie a una gestione prudente del capitale e flussi cedolari ricorrenti .
La rinascita dell’obbligazionario (Fixed Income)
Dopo anni di rendimenti nulli, i bond sono tornati a essere l’asset preferito dai gestori per il 2026 (peso consigliato intorno al 47% in un portafoglio a medio rischio) .
BTP Valore e BTP Italia: per un investitore italiano, i titoli di stato indicizzati all’inflazione (come i Btpi) offrono una protezione reale. Ad esempio, scadenze come giugno 2032 possono offrire un rendimento reale netto annuo fino al 3%, a cui si aggiunge il recupero dell’inflazione .
Corporate Bond Investment Grade: obbligazioni di grandi aziende (es. Eni, Intesa Sanpaolo) offrono rendimenti interessanti con un rischio di default estremamente contenuto, rappresentando un porto più sicuro rispetto alle azioni della stessa società .
Secondo le indicazioni emerse dai sondaggi tra i gestori di Gam e Athora Italia, un portafoglio conservativo oggi dovrebbe essere così strutturato :

Perché evitare il “Buy the Dip” speculativo? Comprare sui crolli è consigliabile solo se il crollo riguarda una società di qualità (es. EssilorLuxottica) le cui prospettive di lungo termine rimangono intatte . Al contrario, comprare titoli in crisi strutturale o sotto attacco speculativo (come le small cap più shortate) espone al rischio di “Falling Knife” (afferrarere un coltello che cade). Gli esperti suggeriscono di aspettare che il “coltello tocchi terra”, ovvero che il prezzo si stabilizzi e mostri segnali reali di ripresa prima di investire. La teoria conservativa suggerisce di seguire il momentum dei fondamentali, non quello dei prezzi: si compra quando i bilanci mostrano resilienza, non quando il grafico è crollato sperando in un rimbalzo tecnico .






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