Tassi, rischio aumenti per i mutui. La Bce per ora frena. Ma ecco quando potrebbero salire

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Le probabilità di un aumento dei tassi di interesse sono cresciute nelle ultime settimane alla luce delle tensioni in Medio Oriente, ma è necessario evitare decisioni affrettate. Lo ha dichiarato il governatore della banca centrale estone, Madis Müller, intervenendo a Vilnius.

“È aumentata la probabilità che il prossimo cambiamento dei tassi di riferimento vada nella direzione di un rialzo piuttosto che di un taglio”, ha spiegato Müller, sottolineando come questa eventualità si sia rafforzata nelle ultime due settimane. Allo stesso tempo, ha aggiunto, la Banca Centrale Europea dovrebbe evitare di “affrettarsi a prendere decisioni”. Prima di intervenire, infatti, sarà necessario capire se il recente aumento dei prezzi dell’energia sia destinato a rivelarsi temporaneo oppure più persistente.

Tassi al 2%

Sulla stessa linea anche il governatore della banca centrale lituana, Gediminas Šimkus, che ha invitato alla prudenza. “Restiamo calmi e non reagiamo in modo eccessivo, perché la situazione è in continua evoluzione”, ha affermato. Secondo Šimkus, se la crisi dovesse protrarsi o estendersi, le conseguenze riguarderebbero non solo l’inflazione ma anche gli equilibri più ampi in Medio Oriente e in Europa.

La prossima riunione di politica monetaria della Banca Centrale Europea è prevista mercoledì e giovedì prossimi a Francoforte. Il mantenimento dei tassi al 2% appare al momento lo scenario più probabile, mentre l’attenzione degli operatori è rivolta soprattutto alla pubblicazione delle nuove stime macroeconomiche, che tuttavia potrebbero non riflettere ancora gli sviluppi delle ultime settimane.

I mercati scommettono su due rialzi

Secondo le stime raccolte da Bloomberg, l’ipotesi di una nuova crisi energetica legata al conflitto in Medio Oriente ha spinto i mercati a prevedere un possibile intervento sui tassi d’interesse da parte della Banca Centrale Europea. Gli operatori scommettono infatti su due rialzi da 25 punti base entro la fine dell’anno, con una prima decisione che, secondo le previsioni, potrebbe arrivare già entro giugno.

Alla base di queste aspettative c’è la forte dipendenza dell’Europa dalle importazioni di carburante, fattore che rende l’economia del continente particolarmente esposta a eventuali pressioni inflazionistiche. Bloomberg sottolinea inoltre che molti trader stanno paragonando l’attuale shock energetico a quello verificatosi nel 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Caporedattrice Redazione LMF La Mia Finanza PhD, MBA, CPA, MD
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