BTP 10 anni e BTP€i 20 anni, boom di domande per oltre 190 miliardi
Domanda record per i nuovi titoli di Stato italiani collocati tramite sindacato: le richieste hanno superato di oltre undici volte l’offerta, raggiungendo complessivamente più di 190 miliardi di euro. L’operazione ha riguardato un nuovo BTP a 10 anni, con scadenza 1° luglio 2036, e un BTP€i a 20 anni, indicizzato all’inflazione dell’area euro (al netto dei prodotti a base di tabacco), con scadenza 15 febbraio 2046.

Btp decennali, domanda superiore a 157 miliardi di euro
Nel dettaglio, il BTP decennale ha registrato una domanda superiore a 157 miliardi di euro, mentre il titolo ventennale indicizzato ha raccolto richieste per oltre 36 miliardi. L’emissione si è conclusa con un ammontare complessivo di 17,5 miliardi di euro, suddivisi in 14 miliardi per il decennale e 3,5 miliardi per il ventennale.
Al collocamento hanno partecipato circa 400 investitori per il titolo a 10 anni e circa 200 per quello a 20 anni. I fund manager si sono confermati tra i principali sottoscrittori, con il 37,9% dell’emissione del BTP decennale e il 40,4% di quella del BTP€i ventennale. Le banche hanno invece acquisito rispettivamente il 23,1% e il 15,6%.
Rilevante anche il contributo degli investitori di lungo periodo, che hanno sottoscritto il 34,4% del BTP a 10 anni e il 38,6% del titolo a 20 anni. In questa categoria, le banche centrali e le istituzioni governative hanno assorbito il 20,6% del decennale e il 27,7% del ventennale, mentre fondi pensione e assicurazioni hanno acquisito rispettivamente il 13,7% e il 10,9%. Più contenuta la quota destinata agli hedge fund, pari al 4,6% per il BTP decennale e al 5,4% per il BTP€i.
Domande anche da Nord America e Medio Oriente
I collocamenti si sono distinti per un’elevata diversificazione geografica, con investitori provenienti da circa 45 Paesi per il titolo decennale e da 26 per quello ventennale. Particolarmente significativa la partecipazione estera, che ha rappresentato l’88,2% della domanda per il BTP a 10 anni e l’81,4% per il BTP€i a 20 anni, a fronte di una quota domestica pari rispettivamente all’11,8% e al 18,6%.
Tra gli investitori internazionali, il contributo più consistente è arrivato dall’Europa, con il Regno Unito in testa (30% sul decennale e 27% sul ventennale), seguito dai Paesi scandinavi, dalla Penisola Iberica, dall’area Germania-Austria-Svizzera e dalla Francia. Presenze rilevanti anche da Medio Oriente, Nord America e Asia, a conferma dell’ampio interesse globale per il debito sovrano italiano.





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