Decreto carburanti, via libera definitivo: confermati taglio accise e crediti d’imposta
Oltre agli aiuti per autotrasporto e pesca, il Dl 33/2026 introduce controlli anti-speculazione, monitoraggio della filiera e nuove regole sui prezzi
La Camera ha approvato definitivamente la legge di conversione del D.L. 33/2026, il cosiddetto “decreto carburanti”, senza modifiche sostanziali rispetto al testo originario. Il provvedimento nasce per contenere gli effetti dell’aumento dei prezzi petroliferi legati alle tensioni internazionali e conferma le misure già annunciate su accise, autotrasporto e settore ittico.

La trasparenza del mercato
Accanto al taglio temporaneo delle accise e ai crediti d’imposta destinati alle imprese maggiormente colpite dal caro carburanti, il decreto introduce anche misure per rafforzare la trasparenza del mercato e contrastare fenomeni speculativi lungo la filiera distributiva. Una delle novità principali riguarda infatti il monitoraggio dei prezzi alla pompa: per tre mesi compagnie petrolifere e distributori dovranno comunicare quotidianamente i prezzi praticati e saranno vietati i rincari infragiornalieri. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi, insieme alla Guardia di Finanza, avrà poteri rafforzati di controllo sull’intera filiera per verificare eventuali anomalie o aumenti non giustificati. Sono inoltre previste sanzioni per la mancata comunicazione dei prezzi o per comportamenti irregolari.
Il settore dell’autotrasporto
Per il settore dell’autotrasporto viene mantenuto il credito d’imposta relativo ai maggiori costi sostenuti per il gasolio nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026 rispetto ai prezzi di febbraio dello stesso anno. Il contributo potrà essere utilizzato in compensazione entro fine 2026 e non concorrerà alla formazione del reddito d’impresa. Sempre per favorire il comparto trasporti, fino al 30 giugno 2026 il prezzo medio del gasolio per autotrazione verrà aggiornato ogni mese anziché ogni trimestre, così da adeguare più rapidamente i corrispettivi dei contratti di trasporto.
Le imprese ittiche
Confermato anche il credito d’imposta per le imprese ittiche, destinato a compensare parzialmente i maggiori costi sostenuti per l’acquisto di carburante utilizzato nell’attività di pesca. Il bonus potrà coprire fino al 20% della spesa sostenuta nei mesi interessati dagli aumenti energetici.
Le coperture finanziarie del decreto derivano da riduzioni di spesa dei ministeri e da riallocazioni di fondi pubblici. Su questo punto si sono concentrate diverse critiche politiche ed economiche: secondo l’opposizione il provvedimento resta prevalentemente emergenziale e non affronta in modo strutturale il tema della dipendenza energetica italiana dalle crisi internazionali.
Una misura emergenziale in attesa della stabilizzazione dei mercati
Nel complesso il Dl 33/2026 rappresenta una risposta temporanea all’aumento dei prezzi energetici provocato dalle tensioni geopolitiche internazionali. Il Governo punta soprattutto a contenere l’impatto immediato sui consumatori e sostenere trasporto e pesca, evitando speculazioni sui carburanti.
Resta però aperta la questione più ampia: come costruire una strategia energetica meno dipendente dalle crisi internazionali e dalle oscillazioni del petrolio.






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