Il Senato ha approvato definitivamente il decreto-legge “Piano Casa”
Nella giornata di oggi il Senato ha approvato definitivamente il decreto-legge “Piano Casa”, che dovrebbe essere convertito in legge entro la scadenza del 6 luglio. Poche ore dopo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha pubblicato un post sul proprio profilo LinkedIn commentando l’approvazione con la frase: «Dalle parole ai fatti» e definendo il provvedimento «un altro impegno mantenuto dal Governo» per affrontare l’emergenza abitativa.
Cosa prevede il Piano Casa
Il provvedimento introduce un programma nazionale pluriennale per aumentare l’offerta di abitazioni a canoni sostenibili e recuperare il patrimonio pubblico esistente.

Tra le principali misure:
- recupero e riqualificazione di circa 60.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica oggi inutilizzabili;
- stanziamento di 970 milioni di euro tra il 2026 e il 2030, con un investimento programmato fino a 4,8 miliardi di euro entro il 2034;
- istituzione di un Commissario straordinario incaricato di accelerare gli interventi;
- creazione del Fondo Housing Coesione, destinato a sostenere nuovi progetti di edilizia sociale;
- possibilità di realizzare interventi di rigenerazione urbana e social housing con procedure semplificate;
- rifinanziamento del Fondo per gli alloggi degli studenti universitari;
- istituzione di un fondo di garanzia per sostenere gli inquilini in difficoltà e favorire l’accesso alla casa;
- possibilità, in determinati casi, di alienare parte del patrimonio ERP riconoscendo un diritto di opzione agli assegnatari in regola con i pagamenti.
Le critiche dell’opposizione
L’opposizione ha contestato il provvedimento sostenendo che le risorse siano insufficienti rispetto all’entità dell’emergenza abitativa e criticando la possibilità di vendere parte del patrimonio di edilizia pubblica. Sindacati degli inquilini e associazioni hanno inoltre chiesto un maggiore investimento nell’edilizia residenziale pubblica e un confronto più ampio con il Governo.
In sintesi, il Piano Casa punta soprattutto su recupero degli immobili esistenti, edilizia sociale, rigenerazione urbana e partenariato pubblico-privato, con l’obiettivo dichiarato dal Governo di aumentare l’offerta di abitazioni a prezzi accessibili. Resta però aperto il dibattito sull’effettiva capacità delle misure approvate di incidere, nel breve periodo, sulla crisi degli affitti e sulla carenza di alloggi nelle principali città italiane.
La posizione di Matteo Salvini
Sul Piano Casa, la posizione di Matteo Salvini è stata quella del principale promotore del provvedimento insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Subito dopo il via libera definitivo del Senato, Salvini ha dichiarato: «Sono molto contento perché dopo anni di chiacchiere, avere più di 60.000 case pubbliche oggi vuote, avere i soldi, il personale e la legge che permette di sistemarle nell’arco di pochi mesi, non di qualche anno, e di restituirle a chi è in lista d’attesa da tanti anni in tutta Italia, è qualcosa che mi rende orgoglioso. Adesso bisogna correre».
Il ministro delle Infrastrutture ha inoltre ribadito che il Piano Casa nasce per affrontare una delle principali emergenze sociali del Paese, puntando sul recupero degli alloggi popolari inutilizzati, piuttosto che sulla costruzione di nuovi edifici. Già nei mesi precedenti aveva spiegato che l’obiettivo era recuperare circa 60.000 abitazioni di edilizia residenziale pubblica, aprendo i cantieri nel più breve tempo possibile e destinandole alle famiglie in graduatoria.
Secondo Salvini, il Piano Casa si rivolge anche alla cosiddetta “fascia grigia”: cittadini che non hanno i requisiti per accedere all’edilizia popolare ma che, allo stesso tempo, non riescono a sostenere i costi del mercato degli affitti. Per questo il provvedimento prevede, oltre al recupero del patrimonio pubblico, strumenti per incentivare l’housing sociale, la rigenerazione urbana e la realizzazione di alloggi a canoni accessibili.
Nel dibattito parlamentare, la Lega ha definito il decreto una risposta concreta al diritto alla casa. Il senatore Nino Germanà ha parlato di «una risposta concreta a una delle emergenze più sentite dagli italiani», sottolineando che il Piano punta ad aumentare l’offerta di abitazioni a canone sostenibile per giovani, studenti, lavoratori, famiglie in difficoltà e genitori separati.
Forza Italia ha sostenuto il provvedimento, pur chiedendo alcune modifiche durante l’esame parlamentare. La posizione del partito è stata espressa soprattutto dal capogruppo alla Camera Enrico Costa che già aveva dichiarato: «Per Forza Italia la casa è garanzia di sicurezza e di libertà per ogni famiglia. Questa legge risponde in concreto alle difficoltà dei tanti cittadini che si trovano schiacciati tra canoni molto alti e un’offerta insufficiente. Noi vogliamo difendere i risparmi degli italiani.»





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