Immigrazione, scontro Spagna-Italia. Giovani, donne e bambini entrano dal mare e da terra
Migliaia di migranti hanno attraversato la frontiera di Ceuta nella giornata di giovedì 30 luglio, dando origine a una delle più gravi crisi migratorie degli ultimi cinque anni e innescando un duro scontro diplomatico tra Spagna e Italia. Roma starebbe infatti valutando la sospensione degli accordi di Schengen con Madrid.

L’ondata di ingressi ricorda quanto avvenuto nel maggio 2021, quando circa 8mila persone raggiunsero l’enclave spagnola dopo un allentamento dei controlli da parte del Marocco.
Madrid dispiega le forze armate
Di fronte all’emergenza, il governo spagnolo ha annunciato l’invio dell’esercito a Ceuta per rafforzare la sicurezza. «Le forze armate supporteranno la Guardia Civil nell’esercizio delle sue funzioni e in ogni misura necessaria a garantire la sicurezza», si legge in una nota del Ministero dell’Interno.
Nel frattempo, le unità impegnate nel controllo delle frontiere hanno recuperato nelle ultime 24 ore i corpi senza vita di dieci migranti. Dall’inizio dell’anno sono 38 le persone morte nel tentativo di raggiungere a nuoto il territorio spagnolo.
Aumento degli arrivi dopo la sentenza della Corte Suprema
L’incremento degli ingressi si registra dopo una recente sentenza della Corte Suprema che vieta i respingimenti immediati per chi arriva via mare a Ceuta e Melilla. Negli ultimi giorni si contavano circa cento arrivi quotidiani, ma nella giornata di giovedì il flusso è aumentato drasticamente, diventando continuo.
Per ore, migliaia di persone — in gran parte giovani marocchini ma anche famiglie con bambini — hanno raggiunto la città nuotando lungo il frangiflutti del Tarajal o percorrendo a piedi la zona di confine, spesso senza essere fermati dalle autorità.
Nonostante le assicurazioni del governo spagnolo su un accordo con Rabat per il rimpatrio degli ingressi irregolari, nel tardo pomeriggio gli attraversamenti sono proseguiti.
Il contesto: tensioni tra Spagna e Marocco
L’attuale crisi si inserisce in un quadro di rapporti complessi tra Spagna e Marocco. Nel 2021, una grave crisi diplomatica fu scatenata dall’accoglienza in Spagna di Brahim Ghali, leader del Fronte Polisario, considerato ostile da Rabat. In risposta, il Marocco richiamò la propria ambasciatrice e favorì l’ingresso di migliaia di migranti.
Il governo di Pedro Sánchez reagì allora dispiegando l’esercito per contenere gli arrivi. Una scelta che, al momento, l’esecutivo ha evitato, nonostante le richieste avanzate dalle autorità locali di Ceuta e da diverse forze politiche di chiudere la frontiera e dichiarare lo stato di emergenza.
La crisi diplomatica si è ufficialmente chiusa nel marzo 2022, quando Madrid ha adottato una posizione più vicina a quella marocchina sul Sahara Occidentale. Tuttavia, nuovi episodi drammatici si sono verificati nel giugno dello stesso anno a Melilla, dove 37 migranti morirono durante un tentativo di attraversamento del confine.
L’attuale escalation riporta al centro dell’attenzione la fragilità degli equilibri migratori nel Mediterraneo e le tensioni politiche tra i Paesi coinvolti.





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