Aste BTP di settembre, rendimenti ai massimi dal 2023: il decennale al 4,58%
Il Tesoro chiude le emissioni di settembre collocando 8 miliardi di euro di titoli di Stato, il massimo previsto, ma a un costo che non si vedeva da tre anni. Nelle aste di martedì 29 settembre i rendimenti del BTP a cinque e a dieci anni sono saliti ai livelli più alti dall’ottobre 2023, in una giornata segnata dalla tensione sul mercato obbligazionario.

Il nuovo BTP a cinque anni
Il titolo con scadenza 1° febbraio 2032, alla prima tranche, è stato assegnato per 3,5 miliardi di euro, l’importo massimo offerto. La domanda ha raggiunto 5,39 miliardi, con un rapporto di copertura di 1,54. Il rendimento lordo di aggiudicazione si è fermato al 4,08%, con un prezzo di 99,58 a fronte di una cedola annua del 3,95%. Nell’asta del 28 agosto il titolo quinquennale allora in emissione aveva reso il 3,44%: in un mese il costo è salito di oltre sessanta centesimi.
Il decennale supera il 4,5%
Per il BTP con scadenza 1° ottobre 2036, offerto in riapertura alla terza tranche, il Tesoro ha collocato 3 miliardi, anche in questo caso il massimo previsto. Gli investitori hanno chiesto titoli per 4,68 miliardi, con una copertura di 1,56. Il rendimento lordo è salito al 4,58%, circa mezzo punto sopra il livello registrato nell’asta di fine agosto, mentre il prezzo si è fermato a 95,76, sotto la pari rispetto alla cedola del 4%.
CCTeu, la domanda più solida
Il certificato a tasso variabile con scadenza aprile 2036 è stato piazzato per 1,5 miliardi, con richieste per 2,62 miliardi e il rapporto di copertura più alto della giornata, pari a 1,75. Il rendimento è stato del 3,38%. La maggiore tenuta di questo strumento riflette l’interesse per i titoli che adeguano la cedola all’andamento dei tassi.
Il contesto sui mercati
Le aste si sono svolte in una fase di pressione sui titoli di Stato. In apertura di seduta lo spread tra BTP e Bund tedesco si collocava a 96 punti base, dopo aver toccato quota 97 in chiusura il giorno precedente, mentre il rendimento del decennale italiano sul mercato secondario ha raggiunto il 4,60%, nuovo massimo dell’anno. A spingere al rialzo i rendimenti sono le turbolenze sui mercati obbligazionari globali, i timori legati all’inflazione e le attese sulle prossime mosse della Federal Reserve.
Cosa significa per i risparmiatori
Per chi investe, rendimenti più alti in fase di emissione si traducono in cedole più generose sui nuovi acquisti. Per chi detiene già titoli a tasso fisso, invece, la salita dei tassi comporta un calo del valore di mercato, come mostra il prezzo del decennale sceso sotto la pari. Il regolamento dei titoli assegnati avverrà giovedì 1° ottobre.
Le notizie più lette su LaMiaFinanza












VIDEO INTERVISTE
Motori
REAL ESTATE
LMF crypto
LMF food
LMF private markets
LMF arte
Legal
LMF green