Forti contrasti all’interno del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Tuoni e fulmini
Il 29 settembre all’Ordine lombardo dei giornalisti il Consiglio è stato sospeso per la protesta della maggioranza dei consiglieri contro il presidente Riccardo Sorrentino

In estrema sintesi, cinque consiglieri su nove (Brambilla, Cherubini, Fumagalli, Nicastro e Verga) hanno fermato i lavori per due ragioni.
La prima è che all’ordine del giorno c’era la cancellazione dall’albo di 300 colleghi per morosità. Tra i giornalisti che stavano per essere cancellati c’erano colleghi che sapevamo per certo voler restare iscritti. E’ bastata una telefonata per appurarlo. Quindi?
Alla richiesta di esaminare la procedura di avviso dell’iscritto moroso, il presidente ha replicato che si fa come decide lui e stop. L’Ordine, si è difeso il presidente Sorrentino, invia due sms e una pec e quindi considera chiusa la questione e cancella il collega moroso. Alla richiesta della maggioranza di fare almeno una telefonata ha risposto picche. “Bisognerebbe assumere un nuovo dipendente” è il commento conclusivo del presidente.
Sono mesi che la maggioranza dei consiglieri chiede la pianta organica dell’Ordine e il mansionario dei dipendenti. Senza avere risposta. Secondo la maggioranza si potrebbero recuperare forze interne, ma è evidente che la prospettiva di non arrecare danni (e costi) al collega espulso giustifica qualsiasi sforzo. Compreso quello di una telefonata o una normale mail (che tutti consultano ogni giorno) oltre alla Pec formale. Questa ipotizzata malagestione di Sorrentino comporta anche un danno patrimoniale all’Ordine perché 300 iscrizioni in meno sono 30mila euro in meno per pagare l’assistenza legale e gli altri servizi (reali) che deve offrire l’Ordine,
Paradossalmente, viste comunque le ampie disponibilità liquide di cassa dell’Ordine, l’investimento di 2-3.000 euro su un servizio telefonico esterno, che Sorrentino non desidera attivare, potrebbe recuperare molto più della spesa investita, oltre a dare un servizio di grande utilità agli iscritti che desiderassero regolarizzare la loro posizione.
Come procedere
La seconda ragione che ha spinto la maggioranza dei consiglieri a bloccare i lavori è ancora più profonda e si riflette nelle decisioni “d’impero” del presidente. “Riccardo Sorrentino è ormai abbarbicato alla poltrona peggio di una cozza” ha affermato uno dei presenti. Questi consiglieri hanno firmato una dichiarazione nella quale si legge che il presidente Sorrentino si è persino rifiutato di inserire dei punti di discussione all’ordine del giorno.
“Con scuse risibili ha rifiutato di esaminare (non approvare, soltanto esaminare) un Regolamento che permetta il rispetto della democrazia. Solo con regole uguali per tutti si garantisce il buon funzionamento dell’ente” ribadiscono i consiglieri che hanno fermato i lavori della giornata.
La tesi espressa dal presidente Sorrentino è che non è possibile mettere all’ordine del giorno della prossima riunione di consiglio la discussione di un regolamento che lui non ha ancora letto, pertanto intende nominare una commissione in merito. Ma a che serve una commissione? La richiesta dei consiglieri non è di rimandare alle calende greche ogni lavoro costruttivo del consiglio, ma semplicemente di mettere all’ordine del giorno la necessità di concordare un regolamento applicabile all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia.
La maggioranza dei consiglieri intende proseguire la protesta sino a che non verrà adottato un Regolamento dei lavori o comunque venga permesso il rispetto della democrazia e del lavoro collegiale del Consiglio.
Sintesi del Regolamento nazionale dell’Ordine dei giornalisti
Il Consiglio nazionale dell’Ordine Dei Giornalisti ha adottato il suo regolamento l’8 giugno 2022 e l’ha pubblicato nel Bollettino ufficiale del Ministero della Giustizia del 15 luglio 2022, integrando la legge professionale n. 69/1963, il DPR n. 115/1965 e la riforma degli ordinamenti professionali del DPR n. 137/2012.
Non si vede perché l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia non possa adottare gli stessi princìpi, nel rispetto di eventuali integrazioni più adatte alla realtà locale.
Organizzazione del Consiglio nazionale
Il regolamento disciplina l’insediamento del Consiglio e l’elezione di presidente, vicepresidente, segretario, tesoriere, Comitato esecutivo e revisori. Presidente e vicepresidente vengono eletti a scrutinio segreto: inizialmente è richiesta una maggioranza qualificata, quindi la maggioranza assoluta e, se necessario, il ballottaggio.
Il presidente rappresenta il Consiglio, convoca e dirige le sedute, stabilisce l’ordine del giorno e proclama i risultati delle votazioni. Il segretario redige i verbali e cura l’attuazione amministrativa delle deliberazioni; il tesoriere predispone preventivo, variazioni e rendiconto.
Le commissioni permanenti svolgono attività istruttoria e preparatoria, formulando pareri e proposte. Tra le principali figurano le commissioni giuridica, culturale, amministrativa e quella competente sui ricorsi.
Il Consiglio di disciplina nazionale è distinto dagli organi amministrativi: comprende quattro consiglieri nazionali e tre componenti esterni. Chi viene eletto al suo interno esercita esclusivamente funzioni disciplinari, a garanzia dell’autonomia e dell’imparzialità del giudizio. Decide sui ricorsi contro i provvedimenti adottati dai Consigli territoriali di disciplina.
Riunioni e votazioni a distanza
Le riunioni del Consiglio nazionale, del Comitato esecutivo, delle commissioni e degli organi disciplinari possono svolgersi in presenza, in videoconferenza o in forma mista. Le piattaforme devono garantire identificazione dei partecipanti, possibilità d’intervento, riservatezza, condivisione degli atti e segretezza delle votazioni quando richiesta.
Ricorsi
Il Consiglio nazionale decide sui ricorsi contro le deliberazioni regionali riguardanti iscrizione, cancellazione dall’Albo, praticantato, elenchi speciali ed elezioni. Il ricorso deve normalmente essere presentato al Consiglio regionale che ha emesso il provvedimento entro 30 giorni dalla notifica, con il versamento dei contributi previsti.
La commissione competente svolge l’istruttoria e formula una proposta, ma la decisione finale appartiene al Consiglio nazionale. I consiglieri possono consultare gli atti e sono tenuti al segreto d’ufficio.
Compiti istituzionali
Il CNOG:
- coordina gli Ordini regionali;
- aggiorna le regole deontologiche;
- cura l’Albo unico nazionale;
- stabilisce indirizzi per praticantato e scuole di giornalismo;
- disciplina la formazione continua;
- promuove aggiornamento e qualificazione professionale;
- determina quote nazionali, diritti di segreteria, indennità e rimborsi;
- esprime valutazioni e proposte sulle norme riguardanti la professione.
Le modifiche al regolamento sono sempre possibili, ma devono essere approvate dal Ministero della Giustizia.
Formazione continua
La formazione è regolata da un testo distinto, aggiornato nel marzo 2026. Professionisti e pubblicisti devono conseguire 60 crediti nel triennio, dei quali almeno 20 deontologici, distribuiti in almeno due anni. Dopo trent’anni d’iscrizione l’obbligo scende a 20 crediti, di cui almeno 10 deontologici. L’inadempimento può determinare l’avvio di un procedimento disciplinare.
In sintesi, il regolamento nazionale definisce il funzionamento dell’organo di vertice, assicura procedure collegiali e trasparenti, disciplina i ricorsi e separa le funzioni amministrative da quelle disciplinari. Non sostituisce però la legge professionale, il Codice deontologico e gli altri regolamenti specifici, che devono essere letti congiuntamente.
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