UniCredit pronta a rilevare filiali dal risiko bancario: cosa ha detto la banca e il giudizio degli analisti
UniCredit resta alla finestra nel riassetto delle banche italiane, con un ruolo diverso da quello che il mercato le aveva attribuito. L’istituto guidato da Andrea Orcel ha chiarito di non voler partecipare a offerte congiunte, ma di essere pronto a valutare l’acquisto di sportelli o attività che altri gruppi potrebbero dover cedere per completare le proprie operazioni.

La posizione ufficiale
In una nota diffusa dopo le indiscrezioni di stampa, UniCredit si è definita un osservatore nell’attuale fase di ristrutturazione del sistema bancario nazionale. La banca ha spiegato di poter prendere in considerazione l’acquisto di filiali o di specifici asset eventualmente messi sul mercato. Allo stesso tempo ha precisato che i contatti avuti con altri gruppi avevano carattere informativo e non costituivano ipotesi di collaborazione in offerte.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, a luglio UniCredit si era rivolta separatamente a Intesa Sanpaolo e a Crédit Agricole per segnalare il proprio interesse verso eventuali attività in uscita dalle operazioni che coinvolgono rispettivamente Monte dei Paschi e Banco BPM. La banca ha invece definito prive di fondamento le ricostruzioni di Reuters su un interesse diretto per un’operazione su Banco BPM insieme al gruppo francese.
Perché potrebbero esserci sportelli in vendita
Le grandi aggregazioni bancarie passano quasi sempre dal vaglio delle autorità della concorrenza. Quando due gruppi hanno una forte presenza negli stessi territori, per ottenere il via libera possono essere costretti a cedere una parte della rete. È il caso delle operazioni in corso: Intesa Sanpaolo, per la sua iniziativa su Mps, ha previsto il trasferimento di una quota rilevante delle attività della banca senese a Unipol proprio per rispondere ai rilievi antitrust. Crédit Agricole, che detiene il 29,3% di Banco BPM, ha manifestato interesse per un’integrazione con la banca milanese.
In questo scenario UniCredit si propone come acquirente di ciò che gli altri dovranno cedere, senza partecipare direttamente alle offerte in corso.
Il giudizio degli analisti
Equita, secondo quanto riportato da FinanzaOnline, ha confermato il giudizio di acquisto sul titolo e alzato il prezzo obiettivo a 100 euro per azione. La lettura prevalente è quella di un approccio opportunistico: Orcel si muove come osservatore sul mercato domestico e valuta le occasioni caso per caso, invece di lanciare una nuova offerta su un concorrente italiano.
Per gli azionisti conta anche la partita estera. UniCredit sta trattando con il governo tedesco sul futuro di Commerzbank, dove ha costruito negli anni una partecipazione rilevante, ed è su questo fronte che si concentrano le prospettive di crescita più ampie.
Cosa aspettarsi
Nel breve periodo l’interesse di UniCredit per le filiali resta condizionato all’esito delle altre operazioni. Solo quando le autorità avranno indicato i rimedi richiesti a Intesa e a Crédit Agricole sarà chiaro quali reti finiranno sul mercato e a quali condizioni. Fino ad allora la banca di piazza Gae Aulenti resterà in attesa, con l’attenzione divisa tra i dossier italiani e il fronte tedesco.
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