Petrolio non oltre i 45-50 dollari per i prossimi 6 mesi

Pierre Melki -

L’indice MSCI Energy è sceso dell’1,33% da inizio mese, sottoperformando l’MSCI World di 2,01 punti base.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

A partire dalla riunione dell’OPEC del 25 maggio, una serie di delusioni, fra cui lo stesso meeting, ha fatto scendere le quotazioni del barile sotto i 42,80 dollari a metà giugno, perdendo più di 8 dollari.

Ventidue settimane consecutive di crescita degli impianti di trivellazione, il maggiore aumento da 30 anni, insieme a un aumento nelle scorte di greggio da parte degli Stati Uniti nella prima settimana di giugno (+3,3 milioni di barili contro la diminuzione attesa di 3,4 milioni di barili), sono stati i principali catalizzatori per il calo del prezzo del petrolio. I produttori di shale oil statunitensi, con bilanci che fanno fortemente ricorso alla leva finanziaria e con più del 40% di copertura sui rischi derivanti dall’esposizione alle commodity nel 2017, nel breve termine continueranno a produrre anche con prezzi del petrolio inferiori, dando maggior priorità alla crescita della produzione e alla generazione di entrate rispetto alla profittabilità.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Anche l’output dell’OPEC ha avuto un ruolo chiave in questa diminuzione dei prezzi, poiché la Libia ha aumentato la propria produzione del 38% e punta ad aumentarla di un altro 11% prima della fine dell’anno. La Nigeria ha aggiunto centomila barili al mercato, con la ripartenza dell’oleodotto Forcado, che nel 2016 era stato attaccato dai militanti.

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Come risultato di tutte queste delusioni, il pessimismo da parte degli hedge fund è aumentato e si è riversato nel mercato dei carburanti, sebbene questo stia attraversando un momento dell’anno in cui la domanda è normalmente ai massimi livelli. La posizione corta netta sul gasolio è aumentata fino alla più pessimistica da più di un anno a questa parte.

Non crediamo che il petrolio possa superare la forchetta di prezzo dei 45-50 dollari nei prossimi 6 mesi e restiamo più cauti sul settore. In questo contesto volatile per il greggio, continuiamo a preferire società integrate che mostrano resilienza, consistenti flussi di cassa e utili solidi supportati da attività di downstream e da un’esposizione meno diretta al barile.


Pierre Melki – Equity Analyst Global Equity Research, Energy & Utilities – Union Bancaire Privée (UBP)

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