La Financière de l’Echiquier: Torna l’inflazione?

Didier Le Menestrel -

Se da un lato la ricomparsa dell’inflazione può sembrare ancora incerta, dall’altro i motivi per crederci sono numerosi: sincronizzazione della crescita globale, calo della disoccupazione, aumento delle retribuzioni spesso significativo come negli Stati Uniti (+11% del salario minimo in Wells Fargo), aumento globale dei prezzi delle materie prime, minore capacità della Cina a esportare le pressioni interne sui prezzi.

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“L’economia si vendica sempre” diceva l’ex Primo ministro francese Raymond Barre riferendosi, nelle sue memorie, all’impatto delle decisioni politiche sulla vita economica… Questa affermazione del secolo scorso potrebbe riguardare anche il lavoro compiuto dalle banche centrali negli ultimi dieci anni?

A furia di lottare in tutti questi anni contro i timori di una deflazione, le autorità monetarie ci hanno quasi fatto dimenticare l’esistenza dell’inflazione. Se all’inizio dell’anno erano poche le strategie di investimento caute, tutti ormai si interrogano su un possibile ritorno di questo flagello scomparso dagli anni ’70.

Il mercato obbligazionario, il più sensibile al valore d’uso futuro del denaro prestato, è stato naturalmente il primo a dare segnali di preoccupazione.

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Dopo avere oscillato, a seguito dell’elezione di Donald Trump, tra il 2,00 e il 2,60%, il rendimento del Treasury Usa decennale sfiora oggi il 3,00%, il livello più alto degli ultimi quattro anni. In Francia, il rendimento dell’OAT ha superato un livello inesplorato (1,00%) dopo le angosce pre-elettorali.
L’aumento dei tassi a lungo termine ha determinato una ripresa della volatilità sui mercati degli asset rischiosi. Tant’è vero che il termine “volatilità” ha nuovamente fatto capolino in tutte le cronache, soprattutto dopo che il suo avatar, il VIX, ha superato il 50% riassestandosi ai livelli del 2008. La volatilità rappresenta la propensione del mercato a oscillare più o meno violentemente. Se nel 2017 lo S&P 500 ha registrato appena 8 sedute con variazioni superiori a più o meno l’1%, quest’anno ne abbiamo contate già 13! In realtà, ad essere “anomalo” era il 2017, con la sua spettacolare assenza di volatilità e il proliferare di prodotti strutturati che scommettevano sul perpetuarsi di questo ciclo: è bastato un aumento dei prezzi superiore al 2% negli Stati Uniti per far scattare il ritorno alla normalità.

Se da un lato la ricomparsa dell’inflazione può sembrare ancora incerta, dall’altro i motivi per crederci sono numerosi: sincronizzazione della crescita globale, calo della disoccupazione, aumento delle retribuzioni spesso significativo come negli Stati Uniti (+11% del salario minimo in WELLS FARGO), aumento globale dei prezzi delle materie prime, minore capacità della Cina a esportare le pressioni interne sui prezzi.

Gli aumenti di salario coniugati a un tasso di disoccupazione ufficialmente basso sono una delle spiegazioni classiche e naturali del ritorno dell’inflazione. Su questo tema, l’Europa non ha niente da invidiare agli Stati Uniti, ed è sorprendente constatare che IG Metall, conosciuto per la grande ponderazione salariale, abbia ottenuto un aumento generalizzato delle retribuzioni del 4,3% e che in LUFTHANSA si stia profilando un aumento anche del 6%. Un argomento che interessa anche la Francia dove, stando alle analisi delle ricerche effettuate sul web, i termini “aumento di stipendio” hanno registrato volumi di ricerca su Google France che non si vedevano da 15 anni!

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Dopo avere creduto alla definitiva estinzione dell’inflazione, gli investitori si convinceranno che ci attende un pericoloso ciclo inflattivo? Probabilmente non così rapidamente come potrebbe indurre a pensare la recente volatilità dei mercati… In ogni caso è già scattato l’allarme e per noi sarà fondamentale individuare e stare sempre più attenti a intercettare le società in grado di adeguare i propri prezzi e quelle, come le finanziarie, che saranno com’è logico le prime a essere favorite dalla ripresa dei tassi a lungo termine.

“La notizia della mia morte è un’esagerazione”, reagiva Mark Twain all’annuncio del suo decesso pubblicato sui giornali… Non corriamo grossi rischi dicendo lo stesso riguardo al ciclo economico o all’inflazione!


Didier Le Menestrel – Presidente – La Financière de l’Echiquier

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