El Niño, intensità record verso fine anno. Piogge, temperature ed eventi estremi tra i più forti mai registrati

Il fenomeno climatico si sta intensificando e potrebbe raggiungere livelli eccezionali tra novembre e dicembre 2026
Secondo le proiezioni della NOAA, i suoi effetti potrebbero protrarsi fino alla primavera del 2027, con possibili ripercussioni sulla circolazione atmosferica globale.
El Niño si prepara a diventare uno degli eventi climatici più intensi mai osservati. Le ultime proiezioni della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) indicano una probabilità dell’81% che il fenomeno raggiunga, tra ottobre e dicembre 2026, un’intensità tale da collocarlo tra i più forti mai registrati.
Alla base dell’evoluzione c’è il marcato riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico tropicale, un processo in grado di influenzare profondamente la circolazione atmosferica e gli equilibri climatici su scala mondiale. Le conseguenze potrebbero accompagnare il pianeta anche nei primi mesi del 2027.
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Temperature del Pacifico in forte aumento
I dati attuali evidenziano anomalie termiche particolarmente significative. Nell’area Niño-3.4, utilizzata come principale riferimento per il monitoraggio del fenomeno, la temperatura superficiale del mare risulta superiore di 1,2°C rispetto alla media climatologica. Ancora più marcato il riscaldamento nella regione Niño-1+2, in prossimità delle coste sudamericane, dove lo scarto raggiunge i +2,7°C.
Le proiezioni indicano inoltre la possibilità che, nel mese di ottobre, l’anomalia termica media arrivi intorno ai +4°C. Un valore che, se confermato, supererebbe il picco di +3,6°C associato al potente episodio di El Niño del 1997-98, finora considerato il più intenso della serie storica.
Il fenomeno potrebbe durare fino alla primavera 2027
Anche le previsioni sulla durata dell’evento delineano uno scenario di particolare rilevanza. La NOAA stima al 97% la probabilità che El Niño persista fino alla primavera del 2027.
Un’indicazione sostanzialmente concorde arriva dall’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), secondo cui la probabilità che gli effetti del fenomeno proseguano almeno fino a febbraio 2027 è vicina al 100%.
La convergenza delle proiezioni conferma la possibilità di un episodio prolungato, destinato a influenzare le condizioni meteorologiche per diversi mesi.
Piogge, temperature ed eventi estremi: quali conseguenze?
Un El Niño particolarmente intenso può modificare la circolazione atmosferica su scala globale, alterando la distribuzione delle precipitazioni e delle temperature. Tra le possibili conseguenze figurano periodi di siccità in alcune aree del pianeta, precipitazioni particolarmente abbondanti in altre regioni e un aumento del rischio di fenomeni meteorologici estremi.
Proprio in considerazione di questi possibili scenari, l’OMM e i servizi meteorologici nazionali stanno rafforzando i sistemi di monitoraggio e di allerta precoce, con l’obiettivo di anticipare eventuali situazioni di criticità.
Gli esperti invitano tuttavia a non considerare gli effetti di El Niño uniformi in tutte le aree geografiche. L’impatto concreto sui singoli territori dipenderà infatti dalla stagione, dalle condizioni atmosferiche locali e dall’interazione con altri bacini oceanici, in particolare l’Atlantico e l’Oceano Indiano.
Le prossime settimane saranno quindi decisive per comprendere l’effettiva intensità dell’evento e delineare con maggiore precisione le sue possibili conseguenze climatiche.
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